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Concetti Chiave

  • Le province sono state istituite nell'Ottocento come enti per il decentramento amministrativo, evolvendo successivamente in enti territoriali elettivi.
  • Dal 1990, le province hanno subito riforme significative, come la separazione dai corrispondenti uffici statali, aumentando il loro ruolo come enti a fini generali.
  • Con la riforma costituzionale del 2001, le province sono state riconosciute come enti costitutivi della Repubblica, insieme alle città metropolitane.
  • La crisi finanziaria del 2008-2014 ha riacceso il dibattito sulla necessità di semplificare le amministrazioni pubbliche, anche a causa dell'aumento delle province da 92 a 107.
  • Sebbene la semplificazione delle province non sia ancora completa, vi sono segnali che essa possa diventare una realtà nel prossimo futuro.

Origini e sviluppo delle province

Istituite nell’Ottocento come sedi del decentramento amministrativo di uno stato fortemente centralizzato, le province si svilupparono poi in enti territoriali elettivi. Esse continuarono a coincidere con le sedi decentrate delle amministrazioni statali (prefettura, intendenza di finanza, provveditorato scolastico, ufficio tecnico erariale; la stessa Banca d’Italia, che pure godeva di una relativa indipendenza, aveva la sua sede in ogni provincia).

Discussioni e riforme delle province

Sin dalla Costituente, peraltro, si cominciò a metterne in discussione l’esistenza, dal momento che si stava dando vita all’ordinamento regionale, anche se prevalse la continuità. Se ne riparlò in seguito quando, all’inizio degli anni Settanta, le regioni ordinarie furono finalmente istituite. Periodicamente la questione dell’opportunità di mantenere le province riemerse. Proprio la riforma del 1990 rescisse lo storico legame ente provinciale-uffici statali, espressamente disponendo che l’istituzione della provincia non comportava più l’istituzione dei corrispondenti uffici decentrati dello Stato. Le province videro tuttavia un rilancio del loro ruolo. In base al Tuel, comuni e province erano posti sostanzialmente sullo stesso piano, parimenti considerati enti a fini generali, sia pure con funzioni diverse. Con la riforma costituzionale del 2001 le province sono state considerate uno degli enti costitutivi della Repubblica (art. 114.1 Cost., accanto anche alle città metropolitane, previste da tempo ma poi mai istituite).

Crisi finanziaria e semplificazione amministrativa

La questione si è riproposta durante la crisi finanziaria degli anni 2008-2014, anche a causa della moltiplicazione delle province che si era registrata a partire dal 1990: da 92 erano diventate infatti ben 107, alcune delle quali assai piccole per superficie e popolazione. Ancor più che risparmi diretti, si trattava di conseguire una sempre più necessaria semplificazione delle amministrazioni pubbliche.

Sebbene non abbia ancora trovato piena attuazione, tale semplificazione risulta oggi sempre più probabile e, dunque, possibile.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'origine delle province italiane?
  2. Le province furono istituite nell'Ottocento come sedi del decentramento amministrativo in uno stato centralizzato, evolvendosi poi in enti territoriali elettivi che coincidevano con le sedi delle amministrazioni statali.

  3. Quali cambiamenti significativi hanno interessato le province nel corso degli anni?
  4. La riforma del 1990 ha interrotto il legame tra enti provinciali e uffici statali, mentre la riforma costituzionale del 2001 ha riconosciuto le province come enti costitutivi della Repubblica, ponendole sullo stesso piano dei comuni.

  5. Quali sfide hanno affrontato le province durante la crisi finanziaria del 2008-2014?
  6. Durante la crisi, si è riproposta la questione della loro esistenza a causa dell'aumento da 92 a 107 province, molte delle quali piccole, evidenziando la necessità di una semplificazione delle amministrazioni pubbliche.

Domande e risposte

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