Concetti Chiave
- In passato, i contratti erano principalmente strumenti per l'acquisto e la trasmissione della proprietà, come stabilito dal codice civile.
- Il codice di commercio, in contrasto con il codice civile, si concentrava sulla valorizzazione della ricchezza mobiliare e sull'interesse commerciale.
- Il centro del sistema normativo si spostava dal concetto di proprietà a quello di contratti nel contesto commerciale.
- I contratti nel codice di commercio erano visti come strumenti di speculazione, disancorati dalla proprietà e orientati al profitto.
- Il termine "commerciante" includeva non solo i commercianti tradizionali, ma anche gli industriali come intermediari nel processo produttivo.
Evoluzione della disciplina dei contratti
In passato, la disciplina dei contratti era concepita, principalmente, in funzione della proprietà: il codice civile li concepiva come strumenti mediante i quali acquistare o disporre della proprietà: li regolava in un libro, il terzo, che recava il titolo Dei modi di acquistare o di trasmettere la proprietà e gli altri diritti sulle cose.
Contrasti tra codice civile e commerciale
Il codice di commercio era, all'opposto, il codice della borghesia industriale e commerciale: non più la ricchezza immobiliare e le esigenze della sua conservazione e del suo sfruttamento vi venivano in considerazione, ma la ricchezza mobiliare e le esigenze della sua valorizzazione.
Il centro del sistema normativo si spostava, nel codice di commercio, dalla proprietà ai contratti.
Funzione dei contratti nel commercio
Questi non vi erano concepiti, come nel codice civile, alla stregua di un modo di acquisto o di trasmissione della proprietà; vi erano concepiti, ormai disancorati dalla proprietà, quali strumenti di speculazione: la loro funzione era di soddisfare, nel rapporto fra commerciante e consumatore, fra commerciante e fornitore delle merci o delle materie prime, fra commerciante e proprietario degli strumenti di produzione, l'aspettativa di profitto del primo (ed era «commerciante», nel linguaggio del codice di commercio, non solo il commerciante in senso stretto, ma anche l'industriale, preso in considerazione da quel codice solo per la sua funzione intermediatrice fra fornitori delle materie prime e della forza lavoro e consumatori del prodotto finito).
Domande da interrogazione
- Qual era la concezione principale della disciplina dei contratti nel passato?
- Qual è la differenza principale tra il codice civile e il codice di commercio riguardo ai contratti?
- Come venivano concepiti i contratti nel codice di commercio?
In passato, la disciplina dei contratti era principalmente in funzione della proprietà, regolata dal codice civile come strumenti per acquistare o disporre della proprietà, come indicato nel libro terzo del codice.
Mentre il codice civile si concentrava sulla proprietà, il codice di commercio spostava l'attenzione dai diritti di proprietà ai contratti, considerandoli strumenti di speculazione e valorizzazione della ricchezza mobiliare.
Nel codice di commercio, i contratti erano disancorati dalla proprietà e concepiti come strumenti per soddisfare l'aspettativa di profitto, coinvolgendo non solo i commercianti ma anche gli industriali nel loro ruolo di intermediari.