Concetti Chiave
- Le elezioni del 4 marzo 2018 hanno generato un sistema politico a tre poli, rendendo complesso il raggiungimento di una maggioranza.
- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tentato per quasi tre mesi di facilitare un accordo tra le forze parlamentari, culminando nel governo Conte.
- Mattarella ha invitato i partiti a considerare un governo neutrale se non fossero riusciti a risolvere lo stallo politico.
- La proposta di Paolo Savona come ministro dell'economia è stata rifiutata dal Presidente, sottolineando il suo ruolo di garanzia nel governo.
- La rinuncia di Conte a formare il governo ha portato all'incarico di Carlo Cottarelli, il quale sembrava destinato a guidare un governo elettorale.
Elezioni e stallo politico
Le elezioni del 4 marzo 2018 hanno epsresso un assetto politico fondato su tre poli, ciascuno difficilmente suscettibile di allearsi con uno degli altri per giungere a una maggioranza.
Ciò ha costretto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a ricorrere a molteplici tentativi, protrattisi per quasi tre mesi, volti a far maturare un avvicinamento fra almeno una parte delle forze parlamentari: questo processo sarebbe sfociato nel governo Conte, sostenuto dal Movimento 5 stelle e dalla Lega.
Ruolo del capo dello Stato
Due sono stati i passaggi che hanno visto più esposta la figura del capo dello Stato: prima (7 maggio), con l’invito ai partiti, nel caso in cui non fossero stati in grado di sbloccare lo stallo, a consentire la nascita di un governo definito «neutrale» destinato comunque a durare pochi mesi; poi (27 maggio), dopo l’accordo infine maturato fra M5s e Lega e l’incarico di presidente del Consiglio affidato a Giuseppe Conte, con il rifiuto di accettare la proposta di nomina a ministro dell’economia di Paolo Savona, un accademico visto come favorevole a una uscita dell’Italia dall’euro, perché il presidente della Repubblica – affermava Mattarella – «svolge un ruolo di garanzia che non ha mai subito né può subire imposizioni».
Rinuncia di Conte e incarico a Cottarelli
A causa dell’indisponibilità a proporre un diverso nome per il ministero dell’economia, Conte rinunciava al mandato di formare il governo. A questa rinuncia seguiva l’incarico a un tecnico scelto dal capo dello Stato (Carlo Cottarelli, già commissario per la revisione della spesa pubblica), il cui unico sbocco sembrava però essere un governo elettorale.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale difficoltà emersa dalle elezioni del 4 marzo 2018?
- Qual è stato il ruolo del Presidente della Repubblica durante la crisi politica?
- Cosa ha portato alla rinuncia di Giuseppe Conte nel formare il governo?
Le elezioni hanno portato a un assetto politico con tre poli, rendendo difficile la formazione di una maggioranza e costringendo il Presidente della Repubblica a tentativi prolungati per trovare un accordo tra le forze parlamentari, culminati nel governo Conte.
Sergio Mattarella ha svolto un ruolo cruciale, invitando i partiti a formare un governo "neutrale" e rifiutando la nomina di Paolo Savona come ministro dell'economia, sottolineando la sua funzione di garanzia e indipendenza.
Conte ha rinunciato al mandato a causa dell'impossibilità di proporre un diverso nome per il ministero dell'economia, portando all'incarico di Carlo Cottarelli, il quale sembrava destinato a guidare un governo elettorale.