Concetti Chiave
- Il codice civile italiano non usa il termine "licenziamento", ma lo considera una delle modalità di estinzione del rapporto di lavoro.
- La tutela del lavoro nella Costituzione italiana non protegge specificamente dai licenziamenti ingiustificati.
- Dalla metà del XX secolo, la legislazione italiana ha cercato di regolare l'estinzione del contratto di lavoro per limitare i licenziamenti.
- L'estinzione del rapporto di lavoro può avvenire per risoluzione consensuale, morte del lavoratore, impossibilità della prestazione o recesso unilaterale.
- Il codice civile disciplina il recesso unilaterale all'articolo 2118, consentendo a ciascun contraente di recedere dal contratto di lavoro a tempo determinato con preavviso.
Il licenziamento nel codice civile
Nel nostro codice civile non compare mai la parola licenziamento: esso si configura come una delle possibili fattispecie che comportano l’estinzione del rapporto di lavoro. La nostra costituzione tutela il lavoro e il lavoratore sotto diversi profili; nessun articolo della stessa tutela altresì il lavoratore dal rischio di un licenziamento privo di giustificazioni.
Evoluzione legislativa italiana
A partire dagli anni sessanta dello scorso secolo, il legislatore italiano si è proposto di regolare la disciplina relativa all’estinzione del vincolo contrattuale di lavoro proprio a causa dell’assenza di limiti posti al suddetto licenziamento.
L’articolo 30 della Carta di Nizza prevede la tutela del lavoratore contro il licenziamento ingiustificato. La carta di Nizza risale all’inizio degli anni 2000.
Estinzione del rapporto di lavoro
L’estinzione del rapporto di lavoro può scaturire da diversi elementi:
- risoluzione consensuale: di comune accordo al lavoratore, il datore di lavoro interrompe il contratto di lavoro (libera volontà delle parti);
- in seguito alla morte del lavoratore;
- per impossibilità sopravvenuta della prestazione, che può riguardare sia la sfera del datore di lavoro, sia la sfera del lavoratore. Nella prima categoria rientra, ad esempio, la requisizione amministrativa dell’azienda; nella seconda, invece, è annoverata la carcerazione preventiva;
- il recesso unilaterale, che acquisisce la forma del licenziamento se è applicato dal datore di lavoro, di dimissione se l’iniziativa è invece del lavoratore. Il recesso unilaterale è un atto ricettizio (esso ha efficacia solo nel momento in cui l’altra parte ne viene a conoscenza )
Il codice civile regola il recesso unilaterale all’art. 2118.
Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo determinato, dandone preavviso sulla base delle tempistiche definite nei CCNL.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di licenziamento nel contesto del codice civile italiano?
- Quali sono le principali modalità di estinzione del rapporto di lavoro?
- Come è regolato il recesso unilaterale nel contratto di lavoro?
Nel codice civile italiano, la parola "licenziamento" non compare, ma si configura come una delle fattispecie che portano all'estinzione del rapporto di lavoro, senza una specifica tutela contro il licenziamento ingiustificato, come evidenziato dalla Costituzione.
L'estinzione del rapporto di lavoro può avvenire per risoluzione consensuale, morte del lavoratore, impossibilità sopravvenuta della prestazione, o recesso unilaterale, che si traduce in licenziamento se attuato dal datore di lavoro, come descritto nel testo.
Il recesso unilaterale è disciplinato dall'articolo 2118 del codice civile, permettendo a ciascun contraente di recedere dal contratto di lavoro a tempo determinato, previa comunicazione di preavviso secondo le tempistiche stabilite nei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).