Concetti Chiave
- L'Assemblea costituente italiana ha definito le prerogative del Presidente della Repubblica, conferendo attribuzioni formali importanti ma limitando il suo potere tramite la controfirma del governo.
- Il dibattito costituzionale ha messo in evidenza le ambiguità del ruolo presidenziale, in particolare attraverso le posizioni di Vittorio Emanuele Orlando, un importante sostenitore del parlamentarismo dualista.
- Ruini, presidente della Commissione dei 75, sosteneva che la carica presidenziale avesse un potenziale significativo come figura di garanzia e regolatore dei poteri dello stato.
- Meuccio Ruini vedeva il Presidente come un "capo spirituale" della Repubblica, incaricato di assicurare la funzionalità dell'ordinamento e di mantenere un ruolo neutro nel sistema politico.
- Il confronto tra le opinioni di Orlando e Ruini evidenziava le tensioni e le diverse visioni riguardo al potere e alla funzione del Presidente nella nuova Costituzione.
Le prerogative del presidente
Dopo interminabili trattative e ripensamenti, alla fine l’Assemblea costituente italiana formalizzò le prerogative principali del Presidente della Repubblica. Si stabilì che questi fosse dotato di attribuzioni formali di grande rilievo (come chiesto da coloro che volevano che diventasse figura decisiva), ma anche impossibilitato dalla Costituzione, attraverso l’istituto della controfirma previsto dall’art. 89, a compiere atti giuridicamente efficaci senza il concorso del governo (come chiesto da coloro che volevano che fosse figura cerimoniale o poco più).
Il dibattito costituzionale
La riprova delle ambiguità intrinseche del testo costituzionale sta nel dibattito che ebbe protagonista il più autorevole fautore del parlamentarismo dualista, Vittorio Emanuele Orlando, il presidente del Consiglio della vittoria nella Prima guerra mondiale e uno dei massimi costituzionalisti dell’epoca.
Le opinioni di Ruini
Questi era convinto che la carica presidenziale sarebbe stata completamente svuotata di ogni reale potere dalla nuova Costituzione che si andava delineando. Il presidente della Commissione dei 75 Meuccio Ruini pensava il contrario. Egli evidenziò le grandi potenzialità della carica presidenziale come figura di garanzia ultima della funzionalità dell’ordinamento, e in qualche misura anche con un ruolo di indirizzo. Avrebbe dovuto essere, si disse, il «grande regolatore» dei poteri dello stato e il «capo spirituale» della Repubblica: una sorta di «tutore» del sistema politico-istituzionale visto come un potere neutro (alla moda di certi costituzionalisti francesi del primo Ottocento, in particolare Benjamin Constant).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali prerogative del Presidente della Repubblica italiana secondo la Costituzione?
- Qual è stata la posizione di Vittorio Emanuele Orlando riguardo al potere presidenziale?
- Come vedeva Meuccio Ruini il ruolo del Presidente della Repubblica?
Il Presidente della Repubblica ha attribuzioni formali di grande rilievo, ma non può compiere atti giuridicamente efficaci senza il concorso del governo, come stabilito dall'art. 89 della Costituzione.
Vittorio Emanuele Orlando, sostenitore del parlamentarismo dualista, riteneva che la carica presidenziale sarebbe stata svuotata di potere dalla nuova Costituzione, evidenziando le ambiguità del testo costituzionale.
Meuccio Ruini considerava il Presidente come una figura di garanzia e un "grande regolatore" dei poteri dello stato, con un ruolo di indirizzo e come "tutore" del sistema politico-istituzionale.