Concetti Chiave
- I Costituenti, superato il fascismo, rifiutarono le dottrine statolatre e riconobbero i diritti inviolabili dell'uomo, influenzati dalle idee liberalcontrattualiste.
- La valorizzazione delle formazioni sociali intermedie, come famiglia e scuola, riflette l'influenza del personalismo comunitario dei filosofi cattolici.
- L'articolo 3.2 della Costituzione assegna alla Repubblica il compito di promuovere l'eguaglianza, eliminando gli ostacoli allo sviluppo della persona umana.
- Le forme di governo si occupano della distribuzione del potere politico, mentre le forme di stato riguardano il rapporto tra cittadini e potere politico.
- I Costituenti delinearono una forma di governo parlamentare per garantire diritti che il fascismo non proteggeva, ponendo la priorità su questi aspetti fondamentali.
Rifiuto delle dottrine statolatre
Essendo stato da poco superato il fascismo, i Costituenti rifiutarono le dottrine statolatre e, influenzati dalle dottrine liberalcontrattualiste, sentirono l’esigenza di affermare, prima di tutto il resto, che «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo». Nel contempo, differenziandosi dalle dottrine contrattualiste ispirate a una visione esclusivamente individualista, si volle dare forte rilievo – ispirandosi al personalismo comunitario dei filosofi cattolici francesi Maritain e Mounier – alle formazioni sociali intermedie, tutte quelle numerose «ove si svolge la personalità dell’uomo» (famiglia, scuola, associazionismo e così via). Dell’impostazione marxista che rifiuta di astrarre il cittadino dalle condizioni sociali in cui concretamente versa vi è significativa traccia nell’art. 3.2 Cost., il quale assegna alla Repubblica il compito di promuovere l’eguaglianza eliminando «gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Forme di governo e stato
Mentre le forme di governo riguardano il modo in cui si distribui sce il potere politico fra i vari organi dello stato, vale a dire come vengono assunte da chi governa le decisioni politiche che concernono una determinata collettività statale, le forme di stato riguardano invece, più a monte, il modo in cui si atteggia il rapporto fra i cittadini e il potere politico, vale a dire il rapporto fra governanti e governati, nonché i fini ultimi che si pone l’ordinamento. Le forme di stato (e le forme di governo) non rappresentano degli archetipi ideali, ma uno strumento di classificazione e conoscenza: esse si definiscono attraverso un processo di astrazione dalle concrete forme statuali realizzatesi negli ultimi secoli. È questa la ragione per cui non è sempre facile classificare alcuni stati, quando presentano caratteristiche originali o sono il frutto di ibridazioni, in questa o quella forma di stato.
Priorità dei diritti post-fascismo
I costituenti, in poche parole, delinearono una forma di governo prettamente parlamentaristica al fine di configurare una forma di stato che, prima di tutto, desse priorità a tutti i diritti che, di certo, il fascismo non si era impegnato a garantire.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale rifiuto dei Costituenti italiani dopo il fascismo?
- Come si differenziano le forme di governo dalle forme di stato?
- Qual è la priorità dei diritti stabilita dai Costituenti nel contesto post-fascista?
I Costituenti rifiutarono le dottrine statolatre, affermando l'importanza dei diritti inviolabili dell'uomo e dando rilievo alle formazioni sociali intermedie, come famiglia e scuola, ispirandosi al personalismo comunitario (testo).
Le forme di governo riguardano la distribuzione del potere politico tra gli organi dello stato, mentre le forme di stato si concentrano sul rapporto tra cittadini e potere politico, nonché sugli obiettivi dell'ordinamento (testo).
I Costituenti delinearono una forma di governo parlamentare che poneva priorità sui diritti umani, contrariamente a quanto avveniva sotto il fascismo, garantendo così diritti fondamentali (testo).