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Concetti Chiave

  • La costituzione è la fonte suprema del sistema giuridico italiano, sopra ordinata alle leggi ordinarie in termini di contenuti e forma.
  • La revisione di una legge ordinaria richiede un processo regolare, mentre la revisione costituzionale richiede una procedura aggravata, come stabilito dall'articolo 138.
  • Le leggi di revisione costituzionale devono essere adottate da ciascuna Camera con due deliberazioni e approvate a maggioranza assoluta nella seconda votazione.
  • Un referendum popolare può essere richiesto per le leggi di revisione costituzionale, se soddisfatti determinati requisiti di richiesta entro tre mesi dalla pubblicazione.
  • Se una legge di revisione costituzionale è approvata con una maggioranza di due terzi, non è necessario il referendum.

Il ruolo della costituzione

La costituzione si colloca al vertice del sistema giuridico italiano. Essa è sopra ordinata alla legge: sia sul piano dei contenuti, sia sul piano formale. La costituzione, infatti, contiene i principi fondamentali su cui si basa il nostro ordinamento giuridico. Poiché la costituzione si configura come fonte sopra ordinata rispetto alla legge, essa presenta anche una diversa forza formale: la revisione di una legge ordinaria richiede l’applicazione di un regolare processo di revisione; la revisione costituzionale, invece, necessita l’attuazione di una procedura di revisione aggravata, definita e disciplinata dall’articolo 138. Esso circoscrive le forme e i limiti della revisione costituzionale:

le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Referendum e approvazione

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Quanto disposto dall’articolo 138 della Costituzione italiana consente di comprendere il ruolo centrale che la carta costituzionale svolge all’interno del sistema giuridico italiano: a differenza di quanto accade in merito all’approvazione di una legge ordinaria, la revisione costituzionale richiede l’applicazione di uno specifico procedimento, definito «procedura aggravata di revisione costituzionale».

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione della costituzione nel sistema giuridico italiano?
  2. La costituzione si colloca al vertice del sistema giuridico italiano, essendo sopra ordinata alla legge sia sul piano dei contenuti che su quello formale, e contiene i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico.

  3. Qual è la procedura per la revisione della costituzione?
  4. La revisione della costituzione richiede una procedura aggravata, come stabilito dall'articolo 138, che prevede due deliberazioni da parte di ciascuna Camera a intervallo di almeno tre mesi e l'approvazione a maggioranza assoluta nella seconda votazione.

  5. Quando è necessario un referendum per le leggi di revisione costituzionale?
  6. Un referendum è necessario se, entro tre mesi dalla pubblicazione della legge, ne fa richiesta un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali; altrimenti, se la legge è approvata a maggioranza di due terzi, non è richiesto.

Domande e risposte

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