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Concetti Chiave

  • I controlimiti nell'ordinamento italiano limitano l'ingresso delle norme internazionali, tutelando i principi supremi della Costituzione e i diritti inalienabili della persona.
  • La Corte costituzionale, nella sentenza n. 238 del 2014, ha affermato che l'accesso alla giustizia per le vittime di crimini di guerra è un diritto inviolabile, non subordinabile all'immunità degli stati stranieri.
  • La sentenza ha dichiarato l'illegittimità della legge di esecuzione della Carta delle Nazioni Unite, che imponeva di negare la giurisdizione italiana in casi specifici di danni subiti da vittime.
  • Le norme di diritto internazionale privato, come la legge n. 218 del 1995, stabiliscono collegamenti tra l'ordinamento italiano e altri ordinamenti, facilitando il riconoscimento delle fonti esterne.
  • Queste norme consentono ai giudici di individuare la norma applicabile alla fattispecie concreta, garantendo una maggiore protezione dei diritti inviolabili.

Controlimiti al riconoscimento delle fonti internazionali

Rispetto all’apertura dell’ordinamento italiano alle fonti esterne riconosciute vengono invocati i controlimiti derivanti dai principi supremi dell’ordinamento costituzionale e dai diritti inalienabili della persona: si tratta di limiti all’ingresso nell’ordinamento interno tanto delle norme internazionali generalmente riconosciute richiamate dall’art. 10.1, quanto delle norme contenute in trattati istitutivi di organizzazioni internazionali aventi gli scopi indicati dall’art. 11 Cost. o derivanti da tali organizzazioni. Ad essi si è rifatta la Corte costituzionale nella sentenza n. 238 del 2014, forse la più citata e commentata della sua storia. In questa decisione la Corte ha affermato che l’accesso alla giustizia per chiedere un risarcimento da parte delle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità (nel caso specifico, quelli commessi dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale) è un diritto che non può essere del tutto sacrificato. Pertanto, la consuetudine internazionale sull’immunità dalla giurisdizione civile degli stati stranieri, anche in caso di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, la cui esistenza era stata affermata dalla Corte internazionale di giustizia dell’Onu (su ricorso della Germania), non può considerarsi entrata nell’ordinamento italiano.

Tutela dei diritti inviolabili

Non opera, rispetto a tali violazioni, il rinvio dell’art. 10.1: vi si oppone infatti, come controlimite, il principio della tutela giurisdizionale dei diritti inviolabili ex artt. 2 e 24 Cost. Conseguentemente la sent. 238/2014 ha dichiarato l’illegittimità della legge di esecuzione della Carta delle Nazioni Unite nella misura in cui, obbligando l’Italia a conformarsi alle decisioni della Corte internazionale di giustizia, imponeva al giudice italiano di negare la propria giurisdizione nelle cause per i danni subiti dalle vittime di quei crimini.
Norme interne del tipo anzidetto che valgono come fonti sulla produzione sono anche le norme di diritto internazionale privato contenute nella l. 31 maggio 1995, n. 218. Questa legge individua le situazioni che, in ragione di taluni elementi di estraneità (nazionalità delle parti, luogo dei fatti, volontà delle parti ecc.), mettono in collegamento l’ordinamento italiano con altri ordinamenti: di conseguenza, permettono il riconoscimento delle fonti esterne abilitate a produrre diritto oggettivo, consentendo al giudice di individuare la norma che deve essere applicata alla fattispecie concreta.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i controlimiti al riconoscimento delle fonti internazionali nell'ordinamento italiano?
  2. I controlimiti derivano dai principi supremi dell'ordinamento costituzionale e dai diritti inalienabili della persona, limitando l'ingresso delle norme internazionali e dei trattati nell'ordinamento interno, come evidenziato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 238 del 2014.

  3. Qual è il significato della sentenza n. 238 del 2014 della Corte costituzionale?
  4. La sentenza ha affermato che il diritto di accesso alla giustizia per le vittime di crimini di guerra non può essere sacrificato, dichiarando illegittima la legge che imponeva di negare la giurisdizione italiana in tali casi, in contrasto con la tutela giurisdizionale dei diritti inviolabili.

  5. Come si collegano le norme di diritto internazionale privato all'ordinamento italiano?
  6. Le norme di diritto internazionale privato, come quelle contenute nella legge n. 218 del 1995, stabiliscono le situazioni di estraneità che permettono il riconoscimento delle fonti esterne, consentendo ai giudici di applicare la norma appropriata alla fattispecie concreta.

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