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Concetti Chiave

  • La legge 196/2009 ha incaricato un DPCM di censire e razionalizzare le contabilità speciali, gestite in passato dalle amministrazioni al di fuori del bilancio ordinario.
  • La creazione di un ramo straordinario della contabilità ordinaria comporta investimenti significativi in risorse economiche e temporali.
  • Il nuovo articolo 31-bis della legge 196 sottolinea l'importanza di rendere tracciabili le gestioni fuori bilancio, evidenziando la funzione informativa del bilancio.
  • Molte attività pubbliche, come il trasporto ferroviario, sono gestite da società private, mentre lo stato partecipa agli utili e alle perdite.
  • Le spese correnti, definite "cattive", non mirano a un profitto immediato e si differenziano dalle spese di investimento, destinate a generare lucro.

Razionalizzazione delle contabilità speciali

La legge 196/2009 ha demandato a un DPCM il compito di censire e razionalizzare le contabilità speciali. In passato, erano le stesse amministrazioni che decidevano di gestire determinate attività pubbliche al di fuori del bilancio ordinario.

Creare un ramo straordinario della contabilità ordinaria richiede un ingente investimento di risorse economiche e temporali. Fra le gestioni fuori bilancio (contabilità speciale) rientrano i fondi di rotazione, dati in gestione a società private che possono servirsene per finanziare imprese.

Molte di tali gestioni, tuttavia, spesso non sono note. Nel 206 è stato introdotto un nuovo articolo nella legge 196: si tratta dell’art. 31-bis, che ha consolidato la necessità di rendere tracciabili le gestioni fuori bilancio: tale disposizione ribadisce la funzione consuntiva e informativa svolta dal bilancio.

Gestione delle attività pubbliche

Alcune attività e funzioni pubbliche non sono veicolate in maniera diretta dallo stato. Il servizio di trasporto ferroviario, ad esempio, non è gestito dallo stato, bensì da società di diritto privato: Trenitalia, Italotreno, ecc. Il sito del ministero del tesoro elenca gli enti che lo stato detiene solo in parte, demandando al settore privato gran parte della gestione dell’attività o del servizio cui l’ente è preposto. Lo stato, dunque, si configura come socio partecipante agli utili e alle perdite della società.

Bilancio e spese correnti

Per questo motivo, il bilancio non fa esplicito riferimento alle spese necessarie per il mantenimento dei servizi demandati a enti in parte privati, la cui gestione è parzialmente devoluta a fondi di natura non pubblica. Dal punto di vista economico, tali somme sono definite «spese correnti o cattive», così chiamate perché non finalizzate a garantire un immediato profitto. Da queste si distinguono invece le spese di investimento. Ne sono un esempio le somme azionarie di investimento, volte ad assicurare un effettivo e pressoché immediato lucro.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del DPCM nella razionalizzazione delle contabilità speciali?
  2. Il DPCM ha il compito di censire e razionalizzare le contabilità speciali, come stabilito dalla legge 196/2009, poiché in passato le amministrazioni gestivano attività pubbliche al di fuori del bilancio ordinario.

  3. Perché è importante la tracciabilità delle gestioni fuori bilancio?
  4. La tracciabilità delle gestioni fuori bilancio è fondamentale per garantire la funzione consuntiva e informativa del bilancio, come ribadito dall’art. 31-bis introdotto nella legge 196, che mira a rendere più trasparenti tali gestioni.

  5. Come influiscono le spese correnti sul bilancio pubblico?
  6. Le spese correnti, definite "cattive" perché non mirano a un immediato profitto, non sono esplicitamente indicate nel bilancio, poiché riguardano servizi gestiti da enti parzialmente privati, a differenza delle spese di investimento che mirano a garantire un lucro immediato.

Domande e risposte

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