Concetti Chiave
- La teoria dei controlimiti consente ai giudici nazionali di rifiutare l'applicazione di sentenze della Corte di giustizia UE che violano principi costituzionali fondamentali in Italia.
- La Corte costituzionale italiana ha esteso la teoria dei controlimiti nel 2017, affermando il diritto di bloccare norme penali che contraddicono il principio di legalità.
- La giurisprudenza della Corte costituzionale deve essere in linea con quella della CEDU, attuando le sentenze europee nel sistema giuridico nazionale.
- Alcuni stati europei, come Repubblica Ceca e Ungheria, mostrano una chiusura verso il diritto UE, privilegiando il diritto interno rispetto a quello comunitario.
- Nel contesto internazionale, i giudici sono tenuti a considerare i principi riconosciuti dalle nazioni civili, come stabilito dallo statuto della Corte internazionale di giustizia.
Teoria dei controlimiti in Italia
Nel caso in cui una sentenza della Corte di giustizia UE sia contraria a principi costituzionali invalicabili di un ordinamento, il giudice nazionale può rifiutare l’operatività d tale sentenza (teoria dei controlimiti). In Italia tale procedura è attivabile dalla Corte costituzionale qualora fossero minacciati i principi supremi dell’ordine costituzionale e i diritti inalienabili della persona.
Estensione della teoria dei controlimiti
Tramite la sentenza 24 del 2017, la Corte costituzionale italiana ha esteso la teoria dei controlimiti alla tutela del principio di legalità nel diritto penale: in particolare, essa ha sostenuto di avere la prerogativa di impedire l’inserimento, nell’ordinamento nazionale, di ogni regola contraria al principio di legalità in ambito penale. La posizione della Corte costituzionale italiana è stata accettata dalla Corte di Lussemburgo tramite la sentenza 42 dell 2017.
Conformità alla giurisprudenza CEDU
D’altra parte, la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana deve essere conforme a quella della Cedu: se quest’ultima rileva la mancata osservanza di una delle disposizioni della Convenzione, la Corte costituzionale dovrà dare attuazione alla sentenza CEDU nel proprio ordinamento interno. Per questo motivo, recentemente il tribunale costituzionale ha raccomandato ai giudici comuni di evitare letture superficiali della giurisprudenza europea, richiamando il dovere di interpretazione del diritto interno in conformità alla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Chiusura verso il diritto UE
Molti Paesi dell’Europa occidentale mostrano una tendenziale chiusura nei confronti del diritto UE: in particolare, Repubblica Ceca e Ungheria ritengono l’assoluta preminenza del proprio diritto interno su quello comunitario.
La chiusura mostrata da alcuni stati europei nei confronti del diritto sovranazionale viene meno in ambito internazionale, dove i giudici hanno l’obbligo di richiamare i principi generali riconosciuti dalle nazioni civili. L’articolo 38, lettera c, dello statuto della Corte internazionale di giustizia impone alla CIG l’obbligo di avvalersi dei suddetti principi a fini interpretativi e decisionali.
Domande da interrogazione
- Cosa prevede la teoria dei controlimiti in Italia?
- Come è stata estesa la teoria dei controlimiti dalla Corte costituzionale italiana?
- Qual è il rapporto tra la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana e quella della CEDU?
La teoria dei controlimiti consente al giudice nazionale di rifiutare l'operatività di una sentenza della Corte di giustizia UE se contraria a principi costituzionali invalicabili, attivabile dalla Corte costituzionale in caso di minaccia ai principi supremi dell'ordine costituzionale e ai diritti inalienabili della persona.
Con la sentenza 24 del 2017, la Corte costituzionale ha esteso la teoria dei controlimiti alla tutela del principio di legalità nel diritto penale, affermando di poter impedire l'inserimento di regole contrarie a tale principio nell'ordinamento nazionale, posizione accettata anche dalla Corte di Lussemburgo.
La giurisprudenza della Corte costituzionale italiana deve essere conforme a quella della CEDU; se la CEDU rileva una violazione, la Corte costituzionale è tenuta ad attuare la sentenza nel proprio ordinamento, richiamando l'importanza di interpretare il diritto interno in conformità alla Convenzione europea.