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Concetti Chiave

  • Il rapporto di lavoro subordinato si instaura attraverso un contratto tra un lavoratore e un datore di lavoro, richiedendo un incontro tra domanda e offerta di lavoro.
  • L'attività di collocamento, che facilita l'incontro tra domanda e offerta, è stata liberalizzata nel 1997, consentendo a operatori pubblici e privati di competere nel mercato.
  • I datori di lavoro con almeno quindici dipendenti sono obbligati ad assumere una quota di lavoratori disabili, mantenendo una limitazione all'autonomia contrattuale.
  • La borsa continua del lavoro è un sistema informatizzato che permette ai disoccupati di connettersi con intermediari e datori di lavoro in cerca di personale.
  • La liberalizzazione del collocamento ha trasformato l'intermediazione del lavoro in una funzione non solo pubblica, ma anche privata, promuovendo la concorrenza.

Il rapporto di lavoro subordinato è il rapporto esistente tra un singolo lavoratore e un singolo datore di lavoro costituito mediante il contratto di lavoro subordinato. Cominciamo ora ad esaminare le principali caratteristiche di questo. Esso ha inizio con la conclusione del contratto di lavoro tra le parti: è quindi necessario un incontro tra domanda e offerta di lavoro, ovvero tra che chi aspira a trovare una determinata occupazione e un datore di lavoro che intende assumere qualcuno. L'attività di intermediazione volta a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro viene chiamata collocamento.

Evoluzione del collocamento

Tradizionalmente l'attività di collocamento e stata considerata una funzione da svolgere nell'interesse generale e da riservare perciò allo Stato. Ma nel 1997 è stato abolito il monopolio pubblico del collocamento, liberalizzando così l'attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro. Da allora l'attività di intermediazione può essere svolta sia da operatori pubblici che da operatori privati che agiscono in concorrenza tra di loro.

Obblighi e agevolazioni per i datori

Nonostante l'avvenuta liberalizzazione delle assunzioni, un limite all'autonomia contrattuale dei datori di lavoro è rimasto e si giustifica con le ragioni della solidarietà sociale.

Il limite consiste nell'obbligo imposto ai datori di lavoro che occupino almeno quindici lavoratori di assumere una determinata quota, variabile in base al numero dei dipendenti, di persone disabili, ovvero di soggetti in età lavorativa affetti da menomazioni fisiche, psichiche, sensoriali o con handicap intellettivi.

Per agevolare la funzione è inoltre prevista l'istituzione di una borsa continua del lavoro, ovvero un sistema informatizzato a cui quanti sono in cerca di occupazione possono liberamente accedere al fine di entrare in contatto con gli intermediari autorizzati e con i datori di lavoro che la offrono.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di rapporto di lavoro subordinato?
  2. Il rapporto di lavoro subordinato è quello che intercorre tra un lavoratore e un datore di lavoro, formalizzato tramite un contratto di lavoro, e inizia con l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

  3. Come è cambiata l'attività di collocamento dal 1997?
  4. Nel 1997 è stato abolito il monopolio pubblico del collocamento, permettendo sia agli operatori pubblici che a quelli privati di svolgere attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in un contesto di concorrenza.

  5. Quali obblighi hanno i datori di lavoro con almeno quindici dipendenti?
  6. I datori di lavoro con almeno quindici lavoratori sono obbligati ad assumere una quota di persone disabili, in base al numero dei dipendenti, per garantire la solidarietà sociale.

Domande e risposte

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