Concetti Chiave
- L'apprendistato per titoli universitari è destinato a giovani tra i 18 e i 29 anni e comprende praticantato per professioni regolamentate.
- Un protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa definisce durata e modalità della formazione, con un esonero parziale dalla retribuzione per le ore di formazione.
- I datori di lavoro possono beneficiare di incentivi economici e una riduzione del 10% sui contributi previdenziali per i contratti di apprendistato.
- I benefici contributivi durano un anno dopo la fine del periodo di apprendistato, a condizione che il datore rispetti gli obblighi formativi.
- Il mancato adempimento agli obblighi formativi comporta il rimborso all'Inps delle differenze retributive e possibili azioni legali da parte del lavoratore.
Apprendistato per titoli universitari
La terza tipologia di apprendistato è finalizzata al conseguimento di titoli di studio universitari e dell'alta formazione (compresi i dottorati di ricerca) e allo svolgimento del praticantato necessario per l'accesso alle professioni che fanno capo a ordini professionali. Tale contratto è riservato a soggetti di età compresa fra i 18:29 anni.
Protocollo e retribuzione
Il datore di lavoro e l'istituzione formativa presso cui lo studente è iscritto stipulano un protocollo che stabilisce la durata e le modalità della formazione, nel rispetto degli standard riconosciuti a livello nazionale. Per quanto riguarda la retribuzione, il datore di lavoro è esonerato dal pagamento delle ore di formazione svolte nell'istituzione formativa (non più del 60% dell’orario complessivo). Viceversa, per le ore a suo carico il datore è tenuto a corrispondere al lavoratore il 10% di quello che gli sarebbe dovuto.
Incentivi e obblighi per i datori
In generale, la legge premia con numerosi incentivi economici i datori che stipulano contratti di apprendistato, a prescindere dalla tipologia adottata. Oltre a dover corrispondere una retribuzione ampiamente ridotta, infatti, essi beneficiano di una significativa riduzione (10%) dei contributi previdenziali obbligatori posti a loro carico.
I benefici contributivi permangono per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato. Tuttavia, se il datore non adempie ai propri obblighi di formazione pregiudicando la realizzazione delle finalità contrattuali, dovrà restituire all’Inps la differenza tra la retribuzione versata e quella dovuta, maggiorata del 100%. Inoltre, egli potrà essere esposto a un’azione giudiziale promossa dal lavoratore, interessato a richiedere le differenze retributive non percepite. Al datore sono persino irrogate sanzioni amministrative.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale dell'apprendistato per titoli universitari?
- Quali sono le responsabilità del datore di lavoro riguardo alla formazione e alla retribuzione?
- Quali incentivi e obblighi hanno i datori di lavoro che stipulano contratti di apprendistato?
L'apprendistato per titoli universitari è finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell'alta formazione, inclusi i dottorati di ricerca, e allo svolgimento del praticantato necessario per accedere a professioni regolamentate (come indicato nel testo).
Il datore di lavoro deve stipulare un protocollo con l'istituzione formativa per definire la formazione e deve corrispondere il 10% della retribuzione per le ore di lavoro a suo carico, mentre è esonerato dal pagamento delle ore di formazione (fino al 60% dell'orario complessivo) (come descritto nel testo).
I datori di lavoro beneficiano di incentivi economici e di una riduzione del 10% dei contributi previdenziali. Tuttavia, se non rispettano gli obblighi di formazione, possono dover restituire somme all'Inps e affrontare sanzioni amministrative (secondo quanto riportato nel testo).