Concetti Chiave

  • L'impianto di pacemaker è riservato a casi selezionati di sincopi cardioinibitorie e non è la prima opzione per le sincopi vasovagali, da considerare solo se altre terapie falliscono.
  • La gestione della sincope deve tenere conto delle restrizioni alla guida, che variano in base alla gravità dell'aritmia e al tipo di trattamento ricevuto dal paziente.
  • Il pacemaker può avere effetti placebo e non tutti i pazienti con sincope vasovagale e bradicardia vedranno risolti i loro sintomi.
  • È fondamentale proseguire con la diagnostica della sincope, iniziando con un monitoraggio elettrocardiografico e potenzialmente un Tilt-test per casi di sincope neuromediata.
  • La valutazione clinica di pazienti con sincope deve includere l'anamnesi dettagliata e indagini come ECG ed ecocardiogramma per escludere condizioni cardiache gravi.

Indice

  1. Considerazioni sull'impianto di pacemaker
  2. Effetti placebo e selezione pazienti
  3. Casi clinici di sincope
  4. Diagnostica della sincope

Considerazioni sull'impianto di pacemaker

L'impianto di pacemaker è un trattamento "senza ritorno", non è di prima linea per le sincopi vasovagali, ma piuttosto per le cardioinibitorie. Può essere considerato nella prevenzione delle ricorrenze sincopali solo se le altre opzioni terapeutiche falliscono. I pazienti vengono eventualmente selezionati attentamente: può essere necessario l'impianto, per esempio, se i sintomi sono debilitanti, le sincopi ricorrenti e la qualità di vita ridotta, con eventuali traumatismi legati alla perdita di coscienza.

Effetti placebo e selezione pazienti

Non tutti i pz che hanno una sincope vasovagale con bradicardia comunque andranno incontro a risoluzione dell'evento (verosimilmente sono quelli con sincope vasovagale a componente mista). Il pacemaker può avere anche un effetto placebo.
Nella gestione del pz con sincope è importante anche ricordare le indicazioni relative alle possibilità di guida. Queste indicazioni sono più stringenti per gli autisti professionisti:

    • Se alla base c'è una aritmia senza possibilità di trattamento, il pz non può guidare.

    • Se alla base c'è una aritmia non a rischio di vita e per cui c'è un trattamento, il pz può riprendere a guidare.

    • Se c'è una cardiopatia a rischio vita (esempio quelle ereditarie), viene adottato un trattamento medico: il pz potrà riprendere a guidare, ma non da professionista.

    • Dopo impianto di Pm, il privato deve aspettare 1 settimana per riprendere, il professionista deve accertarsi che funzioni.

    • Se c'è cardioablazione si può riprendere a guidare.

    • Se si impianta un defibrillatore, c'è una restrizione permanente per il professionista, è da valutare per il privato.

    • Per la sincope da ipotensione ortostatica si può riprendere se è impostato un corretto trattamento.

    • Per la sincope neuromediata non ci sono restrizioni per il privato, per il professionista se non ci sono prodromi.

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    Casi clinici di sincope

    • Ragazza di 20aa si presenta per ricorrenti eventi presincopali e sincopi anticipate da nausea, sudorazione, "visione tunnel" dopo il mantenimento di stazione eretta prolungato. L' Ecg e l’ecocardiogramma sono normali.

    • Se si vuole procedere con le indagini si farà un Tilt-test, si pensa a una neuromediata.

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• Uomo di 65aa con Ima inferiore dell'anno precedente all'anamnesi patologica si presenta con palpitazioni e sincope. L'Ecg mostra pregresso infarto. L'ecocardiogramma mostra una Fe del 40% con discinesia inferoapicale. L'angiografia coronarica mostra una occlusione totale della coronaria di destra con presenza di circoli collaterali. Lucia, 11aa, riferisce ricorrenti episodi sincopali, sempre a scuola nell'aula di chimica. Possibili fattori scatenanti: luogo chiuso, caldo, timore dell'interrogazione, odore che la disturba. L'episodio è sempre preceduto da sensazione di mancanza d'aria e nausea.

Diagnostica della sincope

• È doveroso proseguire con la diagnostica della sincope: si farà un monitoraggio elettrocardiografico, partendo con Holter (eventualmente poi Ilr).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del pacemaker nel trattamento delle sincopi?
  2. L'impianto di pacemaker è considerato un trattamento "senza ritorno" e non è di prima linea per le sincopi vasovagali, ma può essere utilizzato per le sincopi cardioinibitorie, specialmente se altre opzioni terapeutiche falliscono e i sintomi sono debilitanti (testo).

  3. Quali sono le considerazioni relative alla guida per i pazienti con sincope?
  4. Le indicazioni per la guida variano a seconda della causa della sincope e del trattamento. Ad esempio, se c'è un'aritmia non a rischio di vita con trattamento, il paziente può guidare, mentre in caso di aritmia senza possibilità di trattamento, non può (testo).

  5. Come si gestisce la sincope nei pazienti giovani?
  6. Per una ragazza di 20 anni con eventi presincopali e sincopi, si può considerare un Tilt-test per indagare una possibile sincope neuromediata, soprattutto se l'ECG e l'ecocardiogramma risultano normali (testo).

  7. Quali esami diagnostici sono raccomandati per la sincope?
  8. È fondamentale proseguire con la diagnostica della sincope, iniziando con un monitoraggio elettrocardiografico tramite Holter, e eventualmente un Ilr, per identificare le cause sottostanti (testo).

Domande e risposte

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