Concetti Chiave

  • La colonscopia d'urgenza è indicata se l'emorragia persiste dopo 8/12 ore, con episodi continuativi o instabilità emodinamica del paziente.
  • In caso di sanguinamento intestinale, se il sangue proviene dalla valvola ileocecale, si esegue un'angio-Tc seguita da angiografia per localizzare e trattare il vaso sanguinante.
  • Un caso clinico ha evidenziato un ragazzo di 20 anni con rettorragia, che ha richiesto un intervento chirurgico dopo una colonscopia negativa e instabilità emodinamica persistente.
  • La perforazione dell'esofago toracico è la più grave, con una mortalità del 18%, a causa delle complicanze associate e della difficoltà di gestione delle raccolte mediastiniche.
  • La gestione delle emorragie intestinali richiede un approccio multidisciplinare, che può includere colonscopia, angiografia e intervento chirurgico a seconda della situazione clinica.

Indice

  1. Quando si deve fare la colonscopia d'urgenza?
  2. Procedure in caso di sanguinamento intestinale
  3. Caso clinico di emorragia intestinale
  4. Perforazione dell'esofago toracico

Quando si deve fare la colonscopia d'urgenza?

Quando si fa la colonscopia in urgenza? Se dopo 8/12 ore l’emorragia non si ferma, il paziente continua ad avere episodi di sanguinamento, rimane emodinamicamente instabile, oppure ha una ricaduta nel sanguinamento entro 12-24 ore, si fa un minimo di preparazione intestinale, dopo di che si fa una colonscopia in urgenza. In questi casi o viene trovata la fonte emorragica e viene trattata endoscopicamente, oppure non la si trova e il pz viene portato in sala operatoria.

Procedure in caso di sanguinamento intestinale

Se durante la colonscopia si osserva del sangue che proviene dalla valvola ileocecale, senza fonti emorragiche lungo tutto il colon, si può supporre che il sangue provenga dal piccolo intestino (per esempio a causa di un Gist sanguinante/tumore neuroendocrino, angiodisplasia del piccolo intestino): in questi casi si fa prima un’angio-Tc e poi l’angiografia sulla base dell’angio-Tc, incanalando l’iliaca, la mesenterica superiore e inferiore ed arrivando al vaso che sanguina, chiudendolo con delle spirali. Nonostante l’angioembolizzazione del piccolo intestino sia più efficace che nello stomaco per la diversa anatomia vascolare (vascolarizzazione terminale), è maggiormente gravata dal rischio ischemico e, quindi, perforativo.

Caso clinico di emorragia intestinale

Anni fa al Ps era stato centralizzato un ragazzo di 20 anni dall’ospedale di Legnago con rettorragia che inizialmente si trovava in ottime condizioni, ma è stato poi trasfuso con 20 sacche di sangue. È stata eseguita una colonscopia – negativa, ma si osservava che il sangue proveniva dalla valvola. Si è eseguita un’angio Tc dove si osservavano coaguli di sangue accumulati nel tenue. Si è quindi cercato di aumentare la pressione del ragazzo per visualizzare meglio in angio Tc il momento di fuoriuscita dal sito emorragico ma senza successo.

Viene fatta l’angiografia anche se all’angio Tc non si osservava alla fonte – senza risultato. Il paziente continuava a mostrare segni di instabilità emodinamica (pallido e sudato, anurico, sistolica di 60 mmHg, Fc di 130 bpm). Si è proceduto con l’intervento chirurgico per rimuovere il tratto di intestino con più coaguli e si è riusciti a controllare così l’emorragia.

Perforazione dell'esofago toracico

L’esofago toracico è la sede più frequente di perforazione perché è la porzione d'organo più lungo, l'esofago cervicale infatti è lungo 5 -6 cm, il toracico circa 20 cm, l'addominale 2 cm. Inoltre, a parità d'incidenza, la perforazione di esofago toracico è associato ad una maggiore mortalità (18%), questo perché la fuoriuscita di materiale dall’esofago con formazione di una raccolta, è facile da raggiungere e drenare nel collo (mortalità perforazione esofago cervicale 8%), nell’addome è più facile gestirla (mortalità perforazione livello giunzione gastro- esofagea 3%), mentre una raccolta toracica con successiva mediastinite è contemporaneamente più difficile da raggiungere ed è una condizione clinica estremamente grave, ma non sempre così tanto.

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Domande da interrogazione

  1. Quando è necessario eseguire una colonscopia d'urgenza?
  2. La colonscopia d'urgenza è necessaria se l'emorragia intestinale persiste dopo 8/12 ore, se il paziente è emodinamicamente instabile o se si verifica una ricaduta nel sanguinamento entro 12-24 ore. In questi casi, si effettua una preparazione intestinale minima prima della colonscopia (testo).

  3. Quali procedure si seguono in caso di sanguinamento intestinale?
  4. Se durante la colonscopia si osserva sangue dalla valvola ileocecale senza fonti emorragiche nel colon, si sospetta un'origine dal piccolo intestino. Si procede con un'angio-Tc seguita da angiografia per identificare e chiudere il vaso sanguinante (testo).

  5. Qual è il caso clinico significativo di emorragia intestinale descritto?
  6. Un ragazzo di 20 anni con rettorragia è stato trasfuso con 20 sacche di sangue. Nonostante una colonscopia negativa, si è scoperto che il sangue proveniva dalla valvola. Dopo vari tentativi, si è dovuto procedere a un intervento chirurgico per rimuovere il tratto intestinale con coaguli e controllare l'emorragia (testo).

  7. Perché la perforazione dell'esofago toracico è così grave?
  8. La perforazione dell'esofago toracico ha una mortalità del 18% a causa della difficoltà di gestire le raccolte toraciche e della possibilità di sviluppare mediastinite, rendendo questa condizione clinica estremamente grave (testo).

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