Concetti Chiave

  • La valutazione del dolore neuropatico richiede una storia di lesione neurologica o malattia con una distribuzione del dolore neuroanatomicamente plausibile per considerarlo possibile.
  • I test diagnostici, tra cui neuroradiologici e elettrofisiologici, sono fondamentali per confermare la presenza di una lesione somato-sensoriale e diagnosticare il dolore neuropatico certo.
  • Le sindromi di dolore neuropatico possono risultare difficili da diagnosticare se non seguono i criteri definitivi, rimanendo quindi catalogate come idiopatiche.
  • Concetti emergenti come il dolore nociplastico suggeriscono che alcune sindromi di dolore cronico potrebbero derivare da disfunzioni senza riscontri patologici evidenti.
  • In terapia intensiva, è essenziale valutare le funzioni vitali, effettuare valutazioni cardiologiche, e monitorare la temperatura corporea per garantire la stabilità del paziente.

Indice

  1. Valutazione del dolore neuropatico
  2. Diagnosi e classificazione del dolore
  3. Concetti emergenti nel dolore cronico
  4. Procedure di valutazione in terapia intensiva

Valutazione del dolore neuropatico

Lo schema di valutazione del paziente con dolore prevede:

- Presenza di una storia di lesione neurologica o malattia che colpisce il sistema somato-sensoriale e distribuzione del dolore neuroanatomicamente plausibile: se sono assenti, il dolore neuropatico non è preso in considerazione, altrimenti si parla di dolore neuropatico possibile.

- I test diagnostici confermano una lesione o una malattia che colpisce il sistema somato-sensoriale che abbiano una rilevanza neuroanatomica plausibile: in questo caso il dolore neuropatico è certo. I test confirmatori possono essere di tipo neuroradiologico o radiologico (ecografie del nervo, Rmn), e test di tipo elettrofisiologico (elettromiografia, neuromiografia, potenziali evocati, potenziali laser).

Diagnosi e classificazione del dolore

La maggior parte delle sindromi di dolore neuropatico sono facilmente diagnosticabili seguendo questo schema; tuttavia, bisogna ricordare che in questo schema diagnostico restano irrisolti tutti quei casi in cui il dolore non rispetta i criteri per essere definito né come nocicettivo o né come neuropatico, rimanendo definito idiopatico.

Esempio: paziente con dolore facciale e formicolii distribuiti secondo l’innervazione del nervo alveolare inferiore a seguito di un posizionamento di un impianto dentale. Si esegue studio neurofisiologico sia per motivi diagnostici che medico-legali.

Concetti emergenti nel dolore cronico

è probabile che almeno una percentuale non irrilevante di sindromi di dolore cronico in particolare, siano attribuibili a problematiche di tipo disfunzionale.
Tuttavia, questa terminologia non è ancora rientrata nelle classificazioni fisiopatologiche della Iasp. In questi anni si è tentato di porre rimedio inserendo concetti come quello del dolore nociplastico (in cui il dolore è il risultato di uno squilibrio del rapporto che esiste tra ciò che viene percepito a livello periferico e le capacità modulative dell’organismo). Nella pratica clinica quotidiana, in realtà, il termine disfunzionale non è mai stato abolito, venendo utilizzato ad esempio nell’ambito della disfunzione temporo-mandibolare, dei dolori disfunzionali a livello del pavimento pelvico, delle sindromi di dolore addominale sine materia (senza riscontro patologico) fino alla fibromialgia: quindi, sindromi di dolore diffuso in cui prevarrebbe l’aspetto di riduzione della soglia di attivazione, con un sistema sbilanciato in senso iperalgico:

Procedure di valutazione in terapia intensiva

1. Mantenimento delle funzioni vitali, compresa quella encefalica;

2. Effettuazione di una valutazione cardiologica urgente/emergente, a seconda dell’anamnesi e delle caratteristiche del tratto St;

3. Controllare la temperatura corporea: il soggetto non dovrà avere febbre nelle 72h post-evento;

4. Valutazione multimodale dal momento dell’ingresso in terapia intensiva, per le 72h successive, prima di poter effettuare una valutazione prognostica;

5. Valutazione della compromissione sul piano fisico e non fisico, attivando percorsi riabilitativi se necessari.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i criteri per considerare il dolore neuropatico certo?
  2. Il dolore neuropatico è considerato certo quando i test diagnostici confermano una lesione o una malattia che colpisce il sistema somato-sensoriale con rilevanza neuroanatomica plausibile, come indicato nel testo.

  3. Cosa si intende per dolore idiopatico nel contesto della diagnosi del dolore?
  4. Il dolore idiopatico si riferisce a quei casi in cui il dolore non soddisfa i criteri per essere classificato come nocicettivo o neuropatico, rimanendo quindi non definito, come descritto nel testo.

  5. Qual è il ruolo del dolore nociplastico nelle sindromi di dolore cronico?
  6. Il dolore nociplastico è un concetto emergente che descrive il dolore come risultato di uno squilibrio tra la percezione periferica e le capacità modulative dell'organismo, evidenziato nel testo come una problematica disfunzionale.

  7. Quali sono le principali procedure di valutazione in terapia intensiva?
  8. Le procedure di valutazione in terapia intensiva includono il mantenimento delle funzioni vitali, la valutazione cardiologica urgente, il controllo della temperatura corporea e una valutazione multimodale nelle 72 ore successive all'ingresso, come specificato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community