Concetti Chiave

  • I test di mutagenicità su batteri utilizzano colture di salmonella mutanti per valutare la capacità di un composto di causare mutazioni.
  • Due ceppi di salmonella vengono impiegati per rilevare mutazioni per inserzione/delezione e per sostituzione di basi, offrendo un'analisi dettagliata.
  • L'aggiunta di omogenato di fegato di ratto trasforma i promutageni in mutageni effettivi, permettendo di identificare la natura della mutazione.
  • Il test prevede di osservare la crescita di colonie revertenti in un terreno privo di istidina per determinare la mutagenicità della sostanza testata.
  • Se la crescita di colonie revertenti avviene anche senza omogenato di fegato, si conclude che la sostanza è un mutageno franco, altrimenti è un promutageno.

Che cosa sono i test di mutagenicità su batteri?

L'ipotetica mutagenicità di un composto viene testata su colture di batteri già di per sé mutanti, in particolare batteri non in grado di produrre l’amminoacido istidina. L’esperimento viene eseguito in parallelo su due ceppi di salmonella con mutazioni di tipo diverso, uno rileva inserzione/delezione, l'altro rileva mutazioni per sostituzione di basi. Alle due colture viene aggiunto un omogenato di fegato di ratto: la maggior parte delle molecole tossiche vengono metabolizzate nel fegato, l'omogenato serve quindi a trasformare un eventuale promutageno in mutageno effettivo; questo test permette quindi di capire la natura della mutazione e se una mutazione è promutageno o mutagena franca.

Procedura dell'esperimento

Nella coltura di Petri in cui vengono seminati i batteri insieme alla sostanza da analizzare e all’omogenato di fegato il terreno è privo di istidina; la mattina successiva la semina si verifica la crescita di colonie: in sostanza si conta il numero di colonie mutate che crescono in assenza di istidina, colonie quindi revertenti, che hanno sviluppato nuovamente la capacità di produrre istidina tramite una nuova mutazione. Si può verificare se l’agente è promutageno o mutageno franco effettuando di nuovo il test in assenza di omogenato di fegato: nel caso non si verifichi più la crescita di colonie si è appurato che la sostanza analizzata era un promutageno che aveva bisogno di essere metabolizzata per diventare un mutageno effettivo; se invece anche in assenza di omogenato si verifica la presenza di colonie revertenti si può affermare che la sostanza è un mutageno franco.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio alla base dei test di mutagenicità su batteri?
  2. I test di mutagenicità su batteri valutano se un composto può causare mutazioni in batteri non in grado di produrre istidina, utilizzando ceppi di salmonella e un omogenato di fegato di ratto per attivare eventuali promutageni (testo).

  3. Come si determina se una sostanza è un promutageno o un mutageno franco?
  4. Si esegue un test in assenza di omogenato di fegato; se non si osserva crescita di colonie revertenti, la sostanza è un promutageno, mentre se le colonie crescono, è un mutageno franco (testo).

  5. Qual è il ruolo dell'omogenato di fegato nell'esperimento?
  6. L'omogenato di fegato di ratto serve a metabolizzare le molecole tossiche, trasformando eventuali promutageni in mutageni attivi, permettendo così di valutare la loro mutagenicità (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community