Concetti Chiave
- L'embrione esacanto penetra la parete intestinale e può localizzarsi nel fegato, cuore o polmoni, con il 60% delle cisti nel fegato e il 20% nei polmoni.
- L'idatidosi rappresenta ancora un problema serio, con 37 casi annuali in Piemonte, molti dei quali importati da altri paesi.
- L'idatide più grande mai rimossa, di 50 cm, è stata trovata nei polmoni di una persona inuit, occupando quasi tutta la cassa toracica.
- La diagnosi di idatidosi avviene spesso casualmente tramite radiografie o ecografie, in quanto i sintomi possono essere asintomatici.
- L'organismo risponde alla ciste producendo tessuto connettivo che, se efficace, porta alla devitalizzazione e calcificazione della ciste nel tempo.
Indice
Percorso dell'embrione esacanto
L’embrione esacanto si libera, penetra la parete intestinale e finisce nel sangue e nel circolo dell’apparato digerente arriva a livello epatico (il 60% delle cisti sono a livello epatico), oppure se esso non si ferma nel fegato, arriva al cuore di destra, da cui viene mandato ai polmoni, per cui il 20% delle cisti saranno in questo distretto. Se esso non si ferma neanche nei polmoni, a quel punto terminerà nel cuore di sinistra e potrà andare in circolo ovunque. Non arriverà mai a dare problemi a livello muscolare, perché è una cisti che contiene all’interno in liquido, per cui si svilupperà quando troverà un tessuto cedevole, tra cui il cervello, sulla capsula esterna del rene (dove si libererà poi in cavità addominale), sulla superficie del cuore, all’esterno, nel sacco pericardico, ma nessuna di queste localizzazioni è priva di conseguenze, perché a livello renale si avrà un pezzo di rene che non funzionerà, così come anche a livello cardiaco ed a livello cerebrale sarà ancora peggio della neurocisticercosi, perché sarà come avere un aneurisma che si ingrandisce sempre di più. Nel muscolo non si troverà mai un’idatide.
Diffusione e impatto dell'idatidosi
Oggigiorno questi problemi non ci sono più, ma, nonostante ciò, l’idatidosi resta un serio problema. In Piemonte tutti gli anni ci sono 37 casi di idatidosi umana; molti di questi sono importati (persone che si sono infestate in altre realtà), ma sono comunque tantissimi. Quando l’ospite intermedio ingerisce l’oncosfera, l’embrione esacanto riconosce i Sali biliari di ruminanti, lagomorfi o uomo e quindi si attiva, cosa che invece non succede se si trova in presenza di bile di carnivori.
L’idatide più grande è stata tolta dai polmoni di una inuit ed era 50 cm di diametro (occupava praticamente tutta la cassa toracica). L’idatide si sviluppa ed in 3 mesi le cisti hanno dimensioni di 5 mm e da quel punto in poi continuano a crescere.
Diagnosi e risposta dell'organismo
Gran parte dei casi di idatidosi sono diagnosticati casualmente; una volta soprattutto ciò accadeva al tavolo necroscopico, con la presenza di cisti al fegato o al polmone o casualmente quando per altri motivi si facevano delle radiografie o ecografie e si trovavano queste masse a livello epatico o polmonare. Il danno dipende dal tessuto colpito (il cervello è più sensibile) e dalle dimensioni della ciste (tanto più sarà grande, tanto più comprimerà i tessuti e danneggerà l’organo in cui si trova).
L’organismo risponde producendo del connettivo attorno alla capsula e se il sistema immunitario funziona correttamente, quel connettivo finisce con il tempo per devitalizzare la ciste, che muore perché non le arriva più nutrimento ed a quel punto può venire calcificata e ne restano solo dei pezzi.
Ciclo di vita dell'echinococco
Quando la ciste viene ingerita da un ospite definitivo, e solo i Sali biliari dei canidi (solo per Echinococco) o dell’uomo (per T.saginata e T.solium) inattivano i protoscolici, i quali si liberano, estroflettono lo scolice, si attaccano alla mucosa intestinale ed in poco più di 2 mesi iniziano a produrre ed eliminare oncosfere. Nell’ospite definitivo l’echinococcosi decorre in maniera asintomatica.
Domande da interrogazione
- Qual è il percorso dell'embrione esacanto nell'organismo?
- Qual è la situazione attuale dell'idatidosi in Piemonte?
- Come avviene la diagnosi dell'idatidosi?
- Qual è la risposta dell'organismo all'idatidosi?
- Come avviene il ciclo di vita dell'echinococco?
L'embrione esacanto si libera, penetra la parete intestinale e entra nel sangue, raggiungendo il fegato (60% delle cisti) o, se non si ferma, il cuore di destra e i polmoni (20% delle cisti). Se non si ferma neanche lì, può arrivare al cuore di sinistra e diffondersi ovunque, ma non causa problemi muscolari.
In Piemonte si registrano annualmente 37 casi di idatidosi umana, molti dei quali sono importati. Nonostante i progressi, l'idatidosi rimane un problema serio.
La diagnosi di idatidosi avviene spesso casualmente, ad esempio durante autopsie o esami radiologici, quando si scoprono cisti al fegato o ai polmoni. Il danno dipende dal tessuto colpito e dalle dimensioni della ciste.
L'organismo risponde producendo connettivo attorno alla ciste. Se il sistema immunitario funziona correttamente, questo connettivo può devitalizzare la ciste, portando alla sua morte e calcificazione.
Quando la ciste viene ingerita da un ospite definitivo, i Sali biliari dei canidi o dell'uomo inattivano i protoscolici, che si liberano e si attaccano alla mucosa intestinale, iniziando a produrre oncosfere in poco più di due mesi. Nell'ospite definitivo, l'echinococcosi è asintomatica.