Concetti Chiave
- La memoria immunologica può durare a lungo dopo la vaccinazione o infezione, con particolare riferimento ai linfociti T e B.
- La vaccinazione contro il vaiolo ha dimostrato che i livelli di anticorpi rimangono stabili per decenni, mentre le cellule T di memoria diminuiscono nel tempo.
- Le risposte secondarie degli individui immunizzati sono principalmente dovute ai linfociti B di memoria, che rispondono più rapidamente e con maggiore affinità.
- Nella risposta primaria, gli anticorpi prodotti sono per lo più IgM, mentre nella risposta secondaria prevalgono IgG e IgA, con alta affinità e mutazione somatica.
- La vaccinazione contro il vaiolo non è più necessaria poiché offre una copertura duratura e il virus è stato eradicato, escludendo riattivazioni.
Memoria immunologica e vaccinazione
La memoria immunologica, in generale, può essere molto lunga, dopo vaccinazione o infezione. L’analisi seguente riguarda la memoria immunologica dei linfociti T. L’esempio riportato è quello del calcolo della pre-senza ematica sia della memoria immunologica dei linfociti B (produzione di anticorpi nel tempo) sia dei linfociti T (cellule di memoria CD4 e CD8).
Linfociti T e risposta immunitaria
Questo è stato misurato in individui vaccinati contro il vaiolo attorno al 1978, anno in cui il virus è stato eradicato. Questo dato è importante, perché la completa scom-parsa del virus del vaiolo esclude la possibilità che la risposta immunologica sia stata sporadicamente riat-tivata (dal momento che è impossibile che questi individui siano entrati in contatto con il virus). Pertanto in questi individui i livelli di anticorpi e di cellule della memoria corrispondono a quelli indotti dalla prima vaccinazione. Dal grafico (vedere ppt. relativo alla lezione), si evince che il titolo anticorpale rimane quasi in-variato nel corso di 30 anni (si rileva solamente una minima diminuzione), mentre le cellule T della memo-ria diminuiscono maggiormente, dimostrando un’emivita tra gli 8 e i 15 anni. Anche queste cellule, co-munque, permangono ancora dopo i 30 anni. Certi tipi di vaccinazione, com’è stata quella contro il vaiolo, danno una copertura che dura tutta la vita, tanto che attualmente tale vaccinazione non si effettua più.
Ne-gli individui immunizzati le risposte secondarie e successive sono principalmente attribuibili ai linfociti di memoria.
Linfociti B e risposta primaria
L’analisi seguente riguarda la memoria immunologica dei linfociti B. Si considera la frequenza dei linfociti B e le caratteristiche degli anticorpi in individui non immunizzati (risposta primaria) oppure in individui immu-nizzati (risposta secondaria) contro un particolare antigene. La presenza ematica dei linfociti B antigene-specifici è di 1:104-1:105 nella risposta primaria e di 1:102-1:103 nella secondaria (più alta di circa due ordini di grandezza).
Risposta secondaria e mutazione somatica
Osservando il grafico in alto a destra (), si nota che il picco della risposta secondaria è ben più alto, ciò an-che a causa della maggiore concentrazione di partenza. Tra le due risposte cambia, inoltre, l’isotipo e l’affinità in conseguenza alla mutazione somatica:
• Risposta primaria – l’isotipo dell’anticorpo dell’immunizzazione primaria è principalmente IgM, con bassa affinità e bassa ipermutazione somatica
• Risposta secondaria – prevalgono IgG e IgA (o altri tipi a seconda dell’antigene che viene presenta-to), con alta affinità ed alta ipermutazione somatica
Questi dati sono reperibili anche nei due grafici a destra (vedere ppt. relativo alla lezione) dove, in particolar modo, si evince come IgM sia sempre presente, ma non preponderante nella risposta secondaria. Inoltre, la risposta secondaria è molto più rapida e le cellule B di memoria devono rientrare nei centri germinali per andare incontro ad un’ulteriore ipermutazione somatica e maturazione dell’affinità durante la risposta immunitaria secondaria (quindi cambiano anche le molecole di superficie che permettono la risposta a chemochine diverse per farle rientrare nei centri germinali).
Domande da interrogazione
- Qual è la durata della memoria immunologica dei linfociti T dopo la vaccinazione contro il vaiolo?
- Come si differenziano le risposte immunitarie primaria e secondaria nei linfociti B?
- Qual è l'importanza della vaccinazione contro il vaiolo in relazione alla memoria immunologica?
- In che modo la mutazione somatica influisce sulla risposta secondaria degli anticorpi?
La memoria immunologica dei linfociti T, in particolare le cellule di memoria CD4 e CD8, ha un’emivita tra gli 8 e i 15 anni, ma queste cellule possono persistere anche dopo 30 anni dalla vaccinazione, come dimostrato negli individui vaccinati contro il vaiolo nel 1978.
Nella risposta primaria, i linfociti B producono principalmente anticorpi IgM con bassa affinità, mentre nella risposta secondaria prevalgono IgG e IgA, caratterizzati da alta affinità e alta ipermutazione somatica, rendendo la risposta secondaria più rapida e potente.
La vaccinazione contro il vaiolo ha dimostrato di fornire una copertura che dura tutta la vita, poiché il virus è stato eradicato e i livelli di anticorpi rimangono quasi invariati nel tempo, evidenziando l'efficacia della memoria immunologica indotta dalla vaccinazione.
La mutazione somatica aumenta l'affinità degli anticorpi nella risposta secondaria, portando a una maggiore produzione di anticorpi IgG e IgA, che sono più efficaci rispetto agli anticorpi IgM prodotti nella risposta primaria.