Concetti Chiave

  • I peptidi presentano vari gradi di affinità per le molecole MHC, influenzando la loro capacità di essere presentati ai linfociti T e determinando la loro immunodominanza.
  • Le proteine adattatrici AP2 e AP3 sono cruciali per il trasporto dei prodotti degli antigeni CD1 al fagolisosoma, mentre CD1a viene trasportato direttamente alla membrana.
  • La sintesi delle molecole CD1 coinvolge chaperonine e interazioni con lipidi endogeni, necessarie per stabilizzare le strutture prima del loro trasporto all'esterno della cellula.
  • Il riciclo di CD1 prevede un lipide exchange all'interno di endosomi e lisosomi, permettendo il legame con antigeni lipidici e supportando la risposta immunitaria contro specifici patogeni.
  • La risposta immunitaria contro i micobatteri è facilitata da CD1, che lega e scambia lipidi, rendendo possibile il riconoscimento di antigeni lipidici derivati da queste infezioni.

Differenze tra peptidi e MHC

Per quanto riguarda la presentazione degli antigeni proteici non tutti i peptidi sono uguali. Ci sono peptidi che possono essere più facilmente associati alle molecole di classe I o di classe II perché presentano una maggiore affinità con la struttura di determinati alleli MHC, inoltre ci sono peptidi che sono meglio riconosciuti anche da specifiche strutture T. Questo avviene perché una proteina complessa può contenere al suo interno epitopi multipli e questi, una volta che l’antigene viene processato in peptidi, possono avere maggiore affinità per determinati alleli di classe I rispetto ad altri. Di conseguenza vengono presentati più facilmente, si tratta dei peptidi immunodominanti. Vi è anche una parte di immunodominanza dovuta al tipo di segmenti Vβ che sono presenti nei linfociti T.

Ruolo delle proteine adattatrici

Vi è un’interazione delle code citoplasmatiche con delle proteine adattatrici, AP2 e AP3, le quali non sono presenti per CD1a (esso viene trasportato direttamente alla membrana). Tali proteine sono invece presenti per gli altri prodotti degli antigeni CD1 che vengono guidati direttamente a livello del fagolisosoma per caricare i lipidi. Assemblaggio e traffico delle molecole CD1 avvengono come per la classe I.

Sintesi e traffico delle molecole CD1

Si ha la sintesi con l’azione delle chaperonine calnexina, calreticolina ed ERp57, segue l’assemblaggio con la beta-2 microglobulina e a questo punto CD1-beta-2 microglobulina può avere un’interazione nel reticolo endoplasmatico con qualche lipide endogeno. Inizialmente, affinchè la molecola sia stabile, il solco deve essere occupato da lipidi endogeni come il fosfatidilinositolo; una volta occupato il solco entrano in azione le chaperonine sopracitate (che servono anche per il caricamento dei peptidi nella classe I) ed infine entrano in azione altre molecole come l’MTP, una proteina che trasferisce i trigliceridi microsomici, e l’ApoB, un enzima. A questo punto la struttura può essere portata all’esterno con il fosfatidilinositolo.

Importanza del riciclo di CD1

Può esserci anche un riciclo di CD1 che prevede la fusione con l’endosoma ed eventualmente il lisosoma, dove avviene un lipide exchange (anziché un peptide exchange) con diversi tipi di strutture lipidiche che si trovano nei compartimenti lisosomiali/endosomiali, così come avviene per la classe II. Agisce, ad esempio, la saposina che si associa al CD1 a livello della membrana lisosomiale/endosomiale stabilizzandola e permette un exchange di lipidi diversi. CD1 può così legare antigeni lipidici diversi e questo è importante soprattutto nella risposta contro determinati antigeni lipidici che possono essere mannani o lipidi derivati dalla rete batterica, in particolare dei micobatteri (micolipidi). Questa risposta è molto importante contro il micobatterio della tubercolosi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra peptidi e molecole MHC nella presentazione degli antigeni?
  2. Non tutti i peptidi sono uguali nella loro affinità per le molecole MHC; alcuni peptidi sono più facilmente associati a specifici alleli MHC di classe I o II, risultando in peptidi immunodominanti che vengono presentati più efficacemente (come descritto nel testo).

  3. Qual è il ruolo delle proteine adattatrici nel traffico delle molecole MHC?
  4. Le proteine adattatrici, come AP2 e AP3, interagiscono con le code citoplasmatiche per guidare i prodotti degli antigeni CD1 al fagolisosoma, mentre CD1a viene trasportato direttamente alla membrana (come indicato nel testo).

  5. Come avviene la sintesi e il traffico delle molecole CD1?
  6. La sintesi delle molecole CD1 coinvolge chaperonine come calnexina e calreticolina, seguita dall'assemblaggio con beta-2 microglobulina e interazione con lipidi endogeni, prima che la struttura venga trasportata all'esterno (secondo quanto riportato nel testo).

  7. Perché è importante il riciclo di CD1 nella risposta immunitaria?
  8. Il riciclo di CD1 consente un lipide exchange con strutture lipidiche nei compartimenti lisosomiali/endosomiali, fondamentale per legare antigeni lipidici, come quelli derivati dai micobatteri, e per attivare risposte immunitarie contro patogeni come il micobatterio della tubercolosi (come evidenziato nel testo).

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