Concetti Chiave
- L'ostruzione all'outflow ventricolare è causata da compressione e porta a vasodilatazione periferica, con trattamenti specifici per condizioni come tamponamento cardiaco e pneumotorace iperteso.
- Lo shock anafilattico è provocato da reazioni allergiche gravi, con sintomi come difficoltà respiratoria ed edema laringeo, rischiando collasso cardiocircolatorio.
- La gestione delle vie aeree è fondamentale nello shock anafilattico, richiedendo intubazione orotracheale o cricotirotomia d'urgenza in caso di edema della glottide.
- Per il trattamento dello shock anafilattico, si somministra adrenalina e si ripristinano i volumi circolanti con cristalloidi o colloidi, oltre ad antistaminici e corticosteroidi.
- In caso di ipotensione refrattaria, si utilizza adrenalina in infusione continua e glucagone per i pazienti in terapia con beta-bloccanti.
Indice
Ostruzione all'outflow ventricolare
In questo caso si ha un’ostruzione all’outflow dai due ventricoli per via di una compressione. Questo tipo di shock si ha quando l’ostruzione non è a carico del cuore e dal punto di vista emodinamico si ha una vasodilatazione periferica, contrariamente allo shock cardiogeno.
Le forme di questo tipo sono dovute a particolari quadri patologici e vengono trattate contestualmente, ad esempio:
- tamponamento cardiaco (visibile in ecocardiografia): pericardiocentesi;
- pneumotorace iperteso: drenaggio pleurico;
- embolia polmonare: fibrinolisi o anticoagulanti.
Questa forma è caratterizzata da ostruzione all’eiezione del ventricolo di sinistra, aumento della Cvp e diminuzione o meno delle resistenze periferiche per favorire la gittata.
Altri esempi sono: tumori mediastinici, ventilazione a pressione positiva, dissezione o coartazione aortica, ipertensione polmonare acuta, pericardite.
La terapia varia a seconda della causa dell’ostruzione, come riportato negli esempi sopracitati.
Reazioni allergiche e shock anafilattico
Dovuto a violente reazioni allergiche ad alimenti, farmaci, punture di insetto che comportano rilascio massivo di istamina e altri potenti vasodilatatori (chinine) che causano vasodilatazione ed un aumento della permeabilità capillare, con conseguente accumulo di liquidi nell’interstizio e diminuzione del volume circolante efficace.
Il quadro vede un calo della Cvp e delle resistenze periferiche, associato a difficoltà respiratoria, broncospasmo, tachicardia, orticaria, edema diffuso e rischio di collasso cardiocircolatorio. Tra le problematiche maggiori vi sono l’edema laringeo e della glottide che possono portare alla morte del pz per insufficienza respiratoria (principale causa di morte nei soggetti in shock anafilattico).
Inoltre, anche le piccole vie aeree sono colpite: le sostanze vasoattive causano anche broncospasmo. Il soggetto è ipoteso, con bassa Pvc e basse resistenze vascolari sistemiche, con importante difficoltà respiratoria.
Gestione delle vie aeree e farmaci
Il paziente viene messo supino in posizione di Trendelenburg; se vomita o la donna è in gravidanza si mette in decubito sul lato sinistro.
In questa forma è di primaria importanza assicurare la pervietà delle vie aeree eventualmente grazie ad intubazione orotracheale (Iot), in quanto l’edema della glottide è una complicanza estremamente grave e con comparsa sempre più rapida rispetto all’ipotensione. Se la Iot fallisce, allora si effettua cricotirotomia d’urgenza (consente all’aria di bypassare la glottide chiusa) e appena
possibile tracheostomia.
Inoltre, viene somministrata adrenalina 0,5 mg intramuscolo (o 0,2 mg ev se in ambiente ospedaliero con accesso predisposto) con effetto vasocostrittorio e di broncodilatazione. Trattiamo l’ipotensione con riempimento volemico tramite espansione con 30 ml/kg di cristalloidi o colloidi. Somministriamo broncodilatatori (beta 2 agonisti) per via inalatoria.
Trattamenti farmacologici avanzati
In seconda linea vengono anche ripristinati i volumi circolanti, somministrati antistaminici e corticosteroidi per azione antiinfiammatoria (metilprednisolone 20-30 mg/Kg ev o desametasone 4- 8 mg/Kg ev).
Se il paziente ha ipotensione refrattaria (dopo due boli di adrenalina e adeguata espansione volemica) si somministra adrenalina in infusione continua (0,05- 0,2 µg /kg/min). Se in aggiunta è in terapia con beta-bloccanti si fa un bolo di glucagone (3-10 mg ev più infusione continua 0,05-0,1 mg/kg/h).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause di ostruzione all'outflow ventricolare?
- Quali sintomi caratterizzano lo shock anafilattico?
- Qual è l'importanza della gestione delle vie aeree in caso di shock anafilattico?
- Quali trattamenti farmacologici sono utilizzati in caso di ipotensione refrattaria durante lo shock anafilattico?
Le principali cause di ostruzione all'outflow ventricolare includono il tamponamento cardiaco, il pneumotorace iperteso e l'embolia polmonare, trattate rispettivamente con pericardiocentesi, drenaggio pleurico e fibrinolisi o anticoagulanti.
Lo shock anafilattico è caratterizzato da difficoltà respiratoria, broncospasmo, tachicardia, orticaria, edema diffuso e rischio di collasso cardiocircolatorio, con particolare attenzione all'edema laringeo che può portare a insufficienza respiratoria.
La gestione delle vie aeree è cruciale per garantire la pervietà, specialmente in presenza di edema della glottide. Si può ricorrere all'intubazione orotracheale o, se necessario, alla cricotirotomia d'urgenza.
In caso di ipotensione refrattaria, si somministra adrenalina in infusione continua e, se il paziente è in terapia con beta-bloccanti, si utilizza un bolo di glucagone per migliorare la risposta.