Concetti Chiave

  • Esistono tre modalità principali per la chiusura della vena porta: legatura chirurgica non più in uso, ALPPS e embolizzazione portale (PVE).
  • ALPPS combina la legatura della vena porta con una successiva resezione epatica dopo un periodo di ipertrofizzazione del fegato sano.
  • L'embolizzazione portale è eseguita in radiologia tramite un accesso percutaneo, utilizzando agenti embolizzanti per chiudere il ramo della vena porta interessato.
  • I materiali embolizzanti comprendono colla di fibrina, alcool puro, microsfere, acido polivinilico e ciano acrilato, ognuno con specifiche modalità d'azione.
  • La chiusura di un ramo della vena porta favorisce l'atrofia della parte non irrorata e l'ipertrofia della porzione sana, preparando il paziente per la resezione epatica.

Indice

  1. Tecniche di chiusura della vena porta
  2. Dettagli sull'embolizzazione della vena portale
  3. Risultati e materiali embolizzanti

Tecniche di chiusura della vena porta

Le modalità di chiusura della vena porta sono tre:

    ● Legatura chirurgica della vena porta (oggi questa tecnica non viene più usata);

    alpps (associating liver partition and portal vein ligation for staged hepatectomy). Queste due modalità sono tra loro collegate in quanto prevedono la legatura della vena porta. In particolare, nell’Alpps si esegue l’operazione in laparotomia, si isola la porzione di fegato predisposta per la successiva rimozione e si lega il ramo della vena porta della porzione che verrà resecata. A questo primo intervento segue poi, a distanza di circa 20 giorni, un intervento di resezione, dopo ipertrofizzazione del volume di fegato futuro.

    Dettagli sull'embolizzazione della vena portale

    Embolizzazione della vena portale (pve) è una metodica svolta in radiologia. Attualmente si utilizza la via percutanea per raggiungere il fegato. Successivamente, sotto guida ecografica, si accede nella regione di interesse. A questo punto si immette un agente embolizzante che è in grado di chiudere la porzione portale di interesse. Esistono due possibilità: Passare con ago attraverso il volume di fegato sano rimanente (vantaggi: è più facile e più controllabile come procedura. Svantaggi: se si verificano complicanze si danneggia la quota rimanente di fegato); Passare con ago attraverso il volume di fegato da resecare (vantaggi: se avviene una complicanza, questa interessa quota di fegato che viene resecata. Svantaggi: più difficile da controllare operativamente).

Risultati e materiali embolizzanti

Il risultato vede: la quota che dovrà essere resecata che riceverà solo irrorazione arteriosa andrà incontro a atrofia; la quota che rimarrà riceverà sangue in più andando incontro a ipertrofia. Nell’arco di una ventina di giorni, il pz sarà pronto per effettuare resezione.

I materiali embolizzanti utilizzati sono molteplici: Colla di fibrina, Alcool pure, Microsfere, Acido polivinilico, ciano acrilato. Come avviene in modo operativo la resezione epatica?

L’dea alla base è determinare l’ipertrofizzazione della quota sana di fegato e determinare l’atrofizzazione della quota epatica che sarà resecata. È sufficiente chiudere un ramo della vena porta (che partecipa per il 75%), in modo tale che la parte di parenchima esclusa dal flusso portale presenti solo una vascolarizzazione arteriosa (che contribuisce per il 25%) determinando atrofia.

Il principio su cui si muove tutta l’industria farmacologica è lo spongostan, ovvero una spugna di fibrina. Questa spugna presenta una morfologia irregolare ed è quindi in grado di ostruisce i vasi. Se si utilizzano delle microsfere da 30 micron è possibile ostruire i vasi di interesse.

Un altro materiale embolizzante è il ciano acrilato, componente della colla acrilica (la stessa usata nelle strip per chiudere i margini regolari di una ferita). L’isobutil-ciano-acrilato ha la peculiarità che appena tocca una molecola d’acqua polimerizza, andando a costituire dei cristalli. Solitamente i radiologi prendono il ciano acrilato, lo diluiscono con una sostanza oleosa e questa miscela viene iniettata nel sito di interesse. Non appena la miscela entra in contatto con sangue cristallizza immediatamente, determinando la trombosi del vaso di interesse. Maggiore sarà il flusso e maggiore sarà la velocità di polimerizzazione

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tecniche di chiusura della vena porta?
  2. Le tecniche di chiusura della vena porta includono la legatura chirurgica (ora obsoleta) e l'ALPPS, che prevede la legatura della vena porta seguita da una resezione epatica dopo l'ipertrofizzazione del fegato rimanente.

  3. Come avviene l'embolizzazione della vena portale?
  4. L'embolizzazione della vena portale si esegue per via percutanea, utilizzando un agente embolizzante per chiudere la porzione portale di interesse, con due approcci: attraverso il fegato sano o il fegato da resecare, ognuno con vantaggi e svantaggi specifici.

  5. Quali sono i risultati attesi dopo l'embolizzazione della vena portale?
  6. Dopo l'embolizzazione, la porzione di fegato da resecarsi andrà incontro ad atrofia, mentre la parte rimanente subirà un'ipertrofia, preparando il paziente per la resezione entro circa venti giorni.

  7. Quali materiali embolizzanti vengono utilizzati nella procedura?
  8. I materiali embolizzanti includono colla di fibrina, alcool puro, microsfere, acido polivinilico e ciano acrilato, ognuno con specifiche proprietà per garantire l'ostruzione dei vasi durante l'embolizzazione.

Domande e risposte

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