Concetti Chiave

  • La calcolosi è la causa principale della colica renale e la famigliarità gioca un ruolo importante nella sua insorgenza.
  • Fattori professionali come l'esposizione a temperature elevate e agenti cancerogeni aumentano il rischio di coliche renali e complicazioni correlate.
  • L'esame obiettivo è cruciale per localizzare il dolore e differenziare la colica renale da altre patologie come diverticolite e appendicite.
  • L'ecografia è l'esame di primo livello per rilevare ostruzioni dell'apparato urinario, mentre la TC addome senza MdC fornisce informazioni dettagliate su morfologia e condizioni renali.
  • In situazioni di urgenza, è fondamentale escludere condizioni pericolose come la rottura di aneurismi o perforazioni intestinali.

Indice

  1. Cause e fattori di rischio
  2. Esame obiettivo e diagnosi
  3. Esami diagnostici e urgenze

Cause e fattori di rischio

La calcolosi è la causa più frequente di colica renale, e questa è tipicamente recidivante, per questo motivo è fondamentale indagare la famigliarità perché potrebbe avere una distribuzione familiare. Bisogna inoltre verificare possibili malformazioni dell’apparato urinario.
Per quanto riguarda l’anamnesi professionale si valutano: esposizione ad alte temperature che determinano disidratazione e possibile insorgenza di coliche; l’esposizione professionale ad agenti cancerogeni aumenta il rischio di sviluppare una patologia neoplastica dell’urotelio che può provocare sanguinamenti e conseguenti coliche renale dovute ai coaguli. Questo perché l’ostruzione della via urinaria determina il ristagno di urina e aumenta il rischio infettivo (se ci sono dei calcoli questi favoriscono ancora di più la sovra infezione) si determina quindi una possibile diffusione retrograda dell’infezione verso il parenchima. Avendo il parenchima renale una vascolarizzazione di 1/5 del flusso plasmatico significa che in maniera potenzialmente fulminante l’infezione può diffondere al circolo ematico e diventare una sepsi. La colica renale con rialzo termico/iperpiressia merita un’attenzione immediata.

Esame obiettivo e diagnosi

L’esame obiettivo è finalizzato ad indagare la sede del dolore. Le manovre che bisogna effettuare comprendono la manovra di Giordano, il segno di Blumberg (per escludere il coinvolgimento peritoneale secondario alla rottura della via urinaria con rilascio di urina) e altre manovre che aiutano nella diagnosi differenziale (patologia ortopedica, diverticolite, appendiciti, patologia vascolare, perforazione intestinale).

Un esame urine positivo per la presenza di emazie può aiutare a discernere da altri quadri clinici che entrano in diagnosi differenziale, come: quadri clinici ortopedici, la patologia intestinale, una diverticolite del grosso intestino o un’appendice retrocecale risalita all’indietro del colon ascendente che si infiamma.

Esami diagnostici e urgenze

L’ecografia rappresenta l’esame di primo livello. Permette di apprezzare ostruzioni a carico dell’apparato urinario che determinano dilatazioni significative cioè sufficienti ad essere visibili all’ecografia.

In una situazione di normalità la pelvi renale e l’uretere non sono riconoscibili, se si distendono per la ritenzione di urina questo permette la loro visibilità allo studio ecografico.

La Tc addome senza MdC viene fatta a tutti i pazienti che giungono in Ps con colica renale ed è in grado di vedere: il parenchima renale in termini di morfologia e dimensioni; la via urinaria se dilatata; la calcolosi che riguarda l’apparato urinario che si presenta bianca, iper-densa e di escludere condizioni più pericolose.

Le condizioni che devono essere escluse in urgenza sono:

    Dissecazione di un aneurisma dell’intima dell’aorta o la rottura di un aneurisma dell’aorta;

    Aria libera in addome in caso di perforazione intestinale per diverticolo perforato;

    Dilatazione della via escretrice o rottura della via escretrice e quindi presenza di materiale liquido libero in retro-peritoneo a circondare il rene o la via urinaria.

In caso dubbio il passaggio successivo è Tc con MdC.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la causa principale della colica renale e quali fattori di rischio sono associati?
  2. La calcolosi è la causa più frequente di colica renale, che tende a essere recidivante. È importante indagare la famigliarità e possibili malformazioni dell’apparato urinario, oltre a considerare l'esposizione a temperature elevate e agenti cancerogeni come fattori di rischio (testo).

  3. Quali manovre vengono utilizzate durante l'esame obiettivo per diagnosticare la colica renale?
  4. Durante l'esame obiettivo, si utilizzano manovre come la manovra di Giordano e il segno di Blumberg per indagare la sede del dolore e per escludere il coinvolgimento peritoneale (testo).

  5. Qual è il ruolo dell'ecografia nella diagnosi della colica renale?
  6. L'ecografia è l'esame di primo livello per la colica renale, in quanto permette di identificare ostruzioni nell'apparato urinario e dilatazioni significative, rendendo visibili la pelvi renale e l'uretere in caso di ritenzione di urina (testo).

  7. Quali condizioni devono essere escluse in urgenza in caso di colica renale?
  8. In caso di colica renale, è fondamentale escludere condizioni gravi come la dissecazione o rottura di un aneurisma dell'aorta, perforazione intestinale e dilatazione o rottura della via escretrice, che possono comportare complicazioni severe (testo).

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