Concetti Chiave
- L'encefalopatia epatica è una sindrome reversibile che si manifesta in caso di grave insufficienza epatica, classificata in quattro gradi secondo la scala West Haven.
- I sintomi iniziali includono euforia e disforia, seguiti da confusione e coma, richiedendo un monitoraggio attento e interventi medici nei gradi più avanzati.
- La terapia per l'insufficienza epatica acuta è di supporto e si concentra sul mantenimento delle funzioni vitali fino alla rigenerazione del fegato o per facilitare il trapianto.
- La gestione dei pazienti in ospedali periferici implica un consulto con centri avanzati per valutare il trapianto e garantire il trasferimento tempestivo, se necessario.
- Squilibri emodinamici sono comuni nei pazienti con encefalopatia epatica, richiedendo un adeguato supporto con infusione di liquidi e monitoraggio delle condizioni emodinamiche.
L'encefalopatia epatica è considerata una sindrome complessa, reversibile e che può presentarsi in corso di grave insufficienza epatica.
Ci sono diversi gradi, che correlano con il trattamento, secondo la classificazione West Haven:
• Grado 1: caratterizzato da lieve confusione, stato disforico,
alterazione del linguaggio;
• Grado 2: la confusione è moderata, con disorientamento,
letargia;
• Grado 3: marcata confusione, il paziente è assopito ma
risvegliabile;
• Grado 4: coma.
Indice
Quali sono i sintomi e il trattamento iniziale?
Nelle prime fasi si nota una prevalenza di sintomi positivi (euforia, disforia e disturbi del sonno), seguiti poi da sintomi negativi (confusione, sopore e coma) all’aumentare della gravità. Solitamente il grado 1 si tratta in modo osservazionale, con controlli neurologici frequenti. In caso di presenza o progressione ai gradi successivi, è indicato il ricovero nei reparti di terapia intensiva.
Manifestazioni per organo
L’infiammazione è sistemica e questi pazienti sono caratterizzati da uno stato ipercatabolico che deve essere sostenuto anche da un punto di vista nutrizionale. Manifestazioni per organo:
- Cervello. Encefalopatia epatica, edema cerebrale, ipertensione endocranica.
- Fegato. Perdita della funzione metabolica con diminuzione della funzione di: Gluconeogenesi (da deplezione di glicogeno epatico)crisi ipoglicemiche. Clearance dei lattati: acidosi lattica con conseguenze emodinamiche che si sommano alle alterazioni emodinamiche causate dallo stato infiammatorio sistemico. Clearance dell’ammonio.
Terapia dell'insufficienza epatica acuta
La terapia dell’insufficienza epatica acuta è una terapia di supporto delle funzioni vitali, prevalentemente in due direzioni: nei casi più lievi è volta a mantenere il paziente in vita fintanto che il fegato non si rigenera; nei casi gravi offrire una terapia ponte fino al trapianto (qualora ci sia indicazione per caratteristiche valutate dal team trapiantologico). A Verona il centro trapianti si trova in Borgo Trento. Di fronte ad una Alf l’indicazione per il Meu è quella di valutare il rischio di evoluzione rapida e sfavorevole e centralizzare il paziente il prima possibile in un ospedale in cui, tra le varie opzioni di trattamento, vi sia il trapianto di fegato. Si tratta di un intervento complesso sia dal punto di vista tecnico che di follow-up, ma può essere l’unica soluzione per la sopravvivenza a meno di comorbidità gravi (sempre valutare il rapporto rischio-beneficio). Il trattamento di supporto deve essere tempestivo così come la diagnosi.
Gestione dei pazienti in ospedali periferici
Nel caso di riscontro in un ospedale periferico, l’indicazione sarebbe quella di ottenere un consulto, anche telefonico, con un centro avanzato per verificare la candidabilità del paziente al trapianto e il suo trasferimento.
• Squilibri emodinamici sono comuni viste le basse resistenze vascolari e si rende pertanto necessario un sostegno emodinamico.
Inoltre, nelle fasi tardive si può avere una deplezione di volume intravascolare a causa di un ridotto introito di liquidi e di una extravasazione di fluidi. Si rende quindi necessario sostegno del circolo con infusione di liquidi. Pazienti ipotesi dovrebbero essere trattati con fisiologica. In caso di acidosi lattica, si può aggiungere Hco3; nei pazienti con ipoglicemia bisognerebbe aggiungere destrosio ai cristalloidi.
Domande da interrogazione
- Quali sono i gradi di encefalopatia epatica secondo la classificazione West Haven?
- Come si manifestano i sintomi nelle fasi iniziali dell'encefalopatia epatica?
- Qual è l'approccio terapeutico per l'insufficienza epatica acuta?
- Quali manifestazioni per organo si osservano nei pazienti con encefalopatia epatica?
- Come deve essere gestito un paziente con encefalopatia epatica in un ospedale periferico?
L'encefalopatia epatica è classificata in quattro gradi: Grado 1 (lieve confusione e alterazione del linguaggio), Grado 2 (confusione moderata e letargia), Grado 3 (marcata confusione, paziente assopito ma risvegliabile) e Grado 4 (coma).
Nelle prime fasi, si osservano sintomi positivi come euforia e disforia, seguiti da sintomi negativi come confusione e coma, che aumentano con la gravità della condizione.
La terapia dell'insufficienza epatica acuta è di supporto e mira a mantenere il paziente in vita fino alla rigenerazione del fegato o a fornire una terapia ponte fino al trapianto, se necessario.
Le manifestazioni includono edema cerebrale e ipertensione endocranica nel cervello, e perdita della funzione metabolica e acidosi lattica nel fegato, con conseguenze emodinamiche.
È fondamentale ottenere un consulto con un centro avanzato per valutare la candidabilità al trapianto e gestire gli squilibri emodinamici, fornendo sostegno emodinamico e infusione di liquidi se necessario.