Concetti Chiave
- Le emorragie gastrointestinali si classificano in tre categorie principali: ematemesi, melena ed ematochezia, ognuna con caratteristiche distintive nel sanguinamento.
- Le manifestazioni cliniche delle emorragie possono variare da sanguinamenti occulti a episodi massivi che portano a shock emorragico, con ipotensione significativa.
- Le emorragie sono suddivise in alte e basse in base alla loro posizione rispetto al legamento di Treitz, con l'80% dei casi che rientrano nella categoria alta.
- Il trattamento iniziale delle emorragie gastrointestinali include l'uso di Ocreotide e Terlipressina per ridurre la pressione splancnica.
- In caso di sanguinamento grave, si utilizzano tecniche endoscopiche o angiografiche, come la scleroterapia o la TIPS, richiedendo una selezione accurata dei pazienti.
Indice
Definizione e categorie di emorragie
Qualsiasi sanguinamento a partenza dal tratto gastro-intestinale viene definito come emorragia gastrointestinale. La presentazione clinica dipende dalla sede, dall’entità e dalla velocità di sviluppo del sanguinamento e dalle comorbidità del paziente.
Si distinguono tre grandi categorie di emorragie gastrointestinali:
- Ematemesi: emissione di sangue fresco o digerito con il vomito (caffeano). È Sempre espressione di un sanguinamento dal tratto Gi prossimale. Non va confusa con i sanguinamenti linguali (che si possono riscontrare nei forti fumatori) o della faringe.
- Melena: emissione di feci scure (picee), untuose e molto maleodoranti (olezzo tipico). Il caratteristico aspetto piceo si deve all’ematina (Hb degradata). Tipicamente è espressione di un sanguinamento dal tratto Gi prossimale, ma può manifestarsi anche in caso di sanguinamento dall’intestino tenue o dal colon prossimale: il sangue può permanere in queste sedi abbastanza a lungo da essere digerito. Da non confondere con feci scure tipiche dei pazienti che assumono terapia marziale per os o carbone vegetale (usato soprattutto tempo fa in caso di meteorismo, alcuni anziani lo usano ancora).
- Ematochezia: emissione di sangue rosso vivo o di coaguli con le feci. È espressione di un sanguinamento a partenza dal colon distale-retto.
Manifestazioni cliniche e classificazione
Le manifestazioni cliniche delle emorragie Gi sono variabili: si può avere un sanguinamento occulto, lento e di piccola entità, che porta ad un’anemizzazione talvolta asintomatica e riscontrata durante esami di controllo. Se invece il sanguinamento è rapido e di grande entità il paziente può sviluppare uno shock emorragico, caratterizzato da ipotensione con Pa sistolica minore di 90mmHg e non responsiva al riempimento volemico (2l di cristalloidi).
A seconda che la sede del sanguinamento sia prossimale o distale al legamento di Treitz (quarta porzione duodenale) le emorragie vengono classificate in alte e basse. L’80% dei sanguinamenti del tratto Gi sono alti.
Sono tipiche del paziente cirrotico; il sanguinamento è gravato da morbidità e mortalità maggiori data la fragilità del paziente. Non tutti i pazienti con varici esofagee vanno incontro a sanguinamento, ma circa il 30%. Poiché lo sviluppo di varici è progressivo, l’atteggiamento terapeutico deve essere conservativo.
Trattamenti e gestione delle emorragie
L’utilizzo di Ocreotide e/o Terlipressina è la prima scelta per ridurre la vascolarizzazione splancnica e quindi la pressione a quel livello.
In caso di fallimento e sanguinamento importante la terapia sarà endoscopica (scleroterapia o bendaggio elastico) o angiografica (tips - transjugular intrahepatic portal stent), che vengono eseguite in regime di urgenza. La Tips è una procedura invasiva con una mortalità del 10-15% quindi è importante selezionare bene i pazienti in cui eseguirla.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali categorie di emorragie gastrointestinali?
- Come si classificano le emorragie gastrointestinali in base alla loro sede?
- Quali sono le manifestazioni cliniche associate a emorragie gastrointestinali?
- Quali sono le opzioni di trattamento per le emorragie gastrointestinali?
Le emorragie gastrointestinali si suddividono in tre categorie principali: ematemesi, melena ed ematochezia. L'ematemesi è il vomito di sangue, la melena è l'emissione di feci scure e maleodoranti, mentre l'ematochezia è l'emissione di sangue rosso vivo con le feci.
Le emorragie gastrointestinali vengono classificate in alte e basse a seconda che il sanguinamento sia prossimale o distale al legamento di Treitz. L'80% dei sanguinamenti del tratto gastrointestinale è di tipo alto.
Le manifestazioni cliniche possono variare da sanguinamenti occulti e asintomatici a sanguinamenti rapidi e massivi, che possono portare a shock emorragico, caratterizzato da ipotensione e resistenza al riempimento volemico.
Il trattamento iniziale prevede l'uso di Ocreotide e/o Terlipressina per ridurre la vascolarizzazione splancnica. Se il sanguinamento persiste, si ricorre a terapie endoscopiche o angiografiche, come la scleroterapia o il bendaggio elastico, eseguite in urgenza.