Concetti Chiave

  • La diagnosi della displasia congenita dell'anca è cambiata, con una riduzione delle lussazioni grazie a metodi di identificazione precoce come l'ecografia.
  • L'incidenza della displasia mostra una prevalenza di 6:1 tra maschi e femmine, con maggior frequenza nella razza bianca rispetto all'etnia africana.
  • I fattori di rischio alla nascita includono genetica, anatomia dell'anca, fattori meccanici intrauterini e lassità capsulo-ligamentosa.
  • Studi storici sulla frequenza clinica hanno rivelato una incidenza di 5/1000 nascite e una frequenza ecografica di 2-7/100 nascite.
  • Marino Ortolani ha dedicato la sua carriera a studiare le cause e definire la displasia dell'anca, contribuendo alla comprensione della patologia.

Indice

  1. Evoluzione della diagnosi dell'anca
  2. Fattori di rischio alla nascita
  3. Fattori intrinseci della displasia

Evoluzione della diagnosi dell'anca

In passato veniva spesso definita lussazione congenita dell’anca, questo perché l’anomalia si accompagnava sempre ad una lussazione, oggi invece, grazie alla diagnosi precoce, è al contrario raro trovare una lussazione, che è tipica delle forme misconosciute, dette inveterate.

Le conoscenze su questa patologia ortopedica si sono evolute moltissimo negli anni, molte cose sono state sostituite con altri concetti, sono stati fatti nuove scoperte e studi. Epidemiologia:

    Incidenza F/M: 6:1;

    ● Maggiore incidenza nella razza bianca, meno frequente nell’etnia africana;

    ● Dato storico di frequenza clinica: 5/1000 nascite;

    Frequenza ecografica: 2-7/100 nascite.

Fattori di rischio alla nascita

La frequenza clinica fa riferimento alla diagnosi basata su esame obiettivo e radiografico fatta in passato, in epoca pre-ecografica (fino agli anni 80’).

Alla nascita, o nel periodo immediatamente successivo, diversi fattori patologici e fisiologici concorrono a determinare un aumentato rischio di perdita dei corretti rapporti articolari ed eventualmente a stabilire la gravità (displasia, sublussazione o lussazione).

In questo caso la displasia potrebbe essere definita come lussabilità, ovvero una condizione che in concomitanza con altri fattori può manifestarsi come stato patologico.

Marino Ortolani, pediatra di Ferrara, si è dedicato per tutta la vita a cercare le cause e definire la displasia dell’anca.

Fattori intrinseci della displasia

I principali fattori intrinseci riconosciuti:

    Fattori genetici: c’è una ereditarietà e una familiarità in circa il 10% dei casi.

    Se la mamma del bambino ha avuto displasia dell’anca (familiarità materna) c’è indicazione all’esecuzione di ecografia alla nascita o nelle settimane successive.

    Fattori geografici ed etnici: studiando le diverse migrazioni delle popolazioni nel corso della storia si è osservato che, per esempio, pellerossa ed eschimesi sono popolazioni particolarmente colpite dalla patologia, o ancora mentre nella popolazione africana è quasi sconosciuta, nella popolazione americana in alcuni sottogruppi è particolarmente presente, in altri meno.

    Anatomia dell’anca alla nascita: in base all’ampiezza degli angoli di inclinazione e declinazione alla nascita, l’articolazione risulta già meno stabile e più lussabile. Inoltre, l’angolo di copertura in cui l’acetabolo chiude la testa femorale è aumentato alla nascita. Il tetto acetabolare è più sfuggente. Alla radiografia l’indice acetabolare, ovvero l’angolo di continenza dell’acetabolo, nell’adulto è di circa 20°, mentre può raggiungere i 40° alla nascita: questo contribuisce a rendere l’articolazione instabile. Alla nascita vi può essere una lassità capsulo-legamentosa, un margine acetabolare più aperto/inclinato e un collo femorale più valgo.

    Fattori meccanici intrauterini: presentazione podalica (in passato veniva usata una manovra ostetrica per cui il bimbo veniva preso dai piedi e potenzialmente questo poteva lussare l’anca), oligoidramnios.

    ● Lassità capsulo-ligamentosa: può essere una condizione ereditaria o ormonale, per cui c’è una

    alterazione della forma e posizione dell’anca al momento della nascita.

    Per esempio, durante il parto si verifica un aumento della lassità capsulo-ligamentosa del bacino della madre per allargare il canale del parto in modo da facilitare la fuoriuscita del feto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'evoluzione della terminologia riguardante la displasia dell'anca?
  2. In passato, la displasia dell'anca era spesso definita lussazione congenita, poiché l'anomalia si accompagnava sempre a una lussazione. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, è raro trovare una lussazione, che è tipica delle forme misconosciute, dette inveterate.

  3. Qual è l'incidenza della displasia dell'anca in base al sesso e all'etnia?
  4. L'incidenza della displasia dell'anca è di 6:1 tra maschi e femmine, con una maggiore frequenza nella razza bianca e una minore nell'etnia africana.

  5. Quali sono i principali fattori di rischio alla nascita per la displasia dell'anca?
  6. I fattori di rischio includono fattori genetici, anatomia dell'anca alla nascita, fattori meccanici intrauterini e lassità capsulo-ligamentosa, che possono influenzare la stabilità dell'articolazione.

  7. Chi è Marino Ortolani e quale contributo ha dato alla comprensione della displasia dell'anca?
  8. Marino Ortolani è un pediatra di Ferrara che ha dedicato la sua vita a studiare le cause e a definire la displasia dell'anca, contribuendo significativamente alla comprensione di questa patologia ortopedica.

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