Concetti Chiave

  • La diagnosi clinica della depressione si basa su un approccio multidimensionale, supportato da scale di valutazione e questionari utili per i clinici.
  • Gli episodi depressivi possono essere classificati in base alla gravità, distinguendo tra forme gravi con e senza manifestazioni psicotiche.
  • Il mancato riconoscimento della depressione è un problema significativo, con un paziente su due non diagnosticato, spesso a causa di sintomi somatici o stigma.
  • I medici devono prestare attenzione ai verbal e non verbal clues durante le visite, poiché possono rivelare informazioni importanti sullo stato emotivo del paziente.
  • Due domande semplici sul tono affettivo sono fondamentali per lo screening della depressione, poiché il 20-40% di chi risponde affermativamente presenta effettivamente un disturbo depressivo.

Indice

  1. Diagnosi clinica e strumenti di valutazione
  2. Classificazione degli episodi depressivi
  3. Problemi di riconoscimento della patologia
  4. Importanza dei verbal e non verbal clues
  5. Domande di screening per il tono affettivo

Diagnosi clinica e strumenti di valutazione

La diagnosi è clinica, e si deve basare su un approccio multidimensionale. Esistono poi scale di valutazione e questionari che possono aiutare ad indirizzare il clinico verso la diagnosi corretta:

(riportate solo per completezza, il prof le nomina soltanto).

Questi possono essere utili, ad esempio, in ambito giuridico: nei tribunali spesso vengono richieste valutazioni psichiatriche delle parti coinvolte.

Classificazione degli episodi depressivi

L’episodio depressivo può essere classificato anche in base alla gravità, che può essere: Grave senza manifestazioni psicotiche: sono presenti numerosi sintomi che interferiscono marcatamente con il funzionamento della persona

Grave con manifestazioni psicotiche: con sintomi psicotici di accompagnamento, quali delirio (convinzioni personali oggettivamente false con scollamento dalla realtà, sono disturbi di contenuto del pensiero) o allucinazioni (disturbo della percezione, altresì detta percezione senza oggetto, ossia senza stimolo. Ad es. sentire le voci). Queste manifestazioni a loro volta possono essere:

Congrue con il tono dell’umore: deliri e allucinazioni il cui contenuto è coerente con i temi depressivi tipici;

Incongrue: non coerenti (per esempio di tipo persecutorio, di inadeguatezza).

Problemi di riconoscimento della patologia

Nonostante questi strumenti di identificazione, vi è comunque un problema di mancato riconoscimento della patologia, soprattutto nell’ambito della medicina generale (basti pensare che un paziente su due non viene riconosciuto). Questo può dipendere da diversi fattori di pertinenza del:

Paziente: descrive i sintomi somatici ma non parla del tono dell’umore; c’è un problema di stigma con tutto ciò che riguarda la sfera psicologica; presenta manifestazioni atipiche; ha una bassa consapevolezza della patologia; ci sono problemi fisici concomitanti; il medico di famiglia non viene ritenuta la figura adatta per parlare di tematiche di interesse psichico

Importanza dei verbal e non verbal clues

Medico: troppe domande chiuse che seguono un iter prestabilito e prescindono dalle risposte del paziente; scarsa empatia; segni di insofferenza (es. guardare spesso l’orologio o il telefono) e fretta, data dall’alto numero di visite e dallo scarso tempo. Molto importante per il medico è, quindi, cogliere i verbal-clues (ossia frasi apparentemente decontestualizzate, che però aprono un racconto da parte del paziente) e i non verbal-clues.

Domande di screening per il tono affettivo

È consigliato quindi indagare sempre il tono affettivo del paziente mediante due domande:

“Ti sei mai sentito giù di morale, depresso, senza speranze?” (ambito dell’umore)

“Ti sei mai sentito con poco interesse o piacere nel fare le cose?” (ambito dell’interesse)

La risposta affermativa ad una delle due domande richiede un approfondimento (2° step). Sebbene sembrino banali, queste semplici domande rappresentano un importante strumento di screening: il 20-40% delle persone che risponde affermativamente, infatti, presenta effettivamente un disturbo depressivo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza di un approccio multidimensionale nella diagnosi clinica?
  2. La diagnosi clinica deve basarsi su un approccio multidimensionale per garantire una valutazione completa e accurata, utilizzando scale di valutazione e questionari che possono indirizzare il clinico verso la diagnosi corretta.

  3. Come si classificano gli episodi depressivi?
  4. Gli episodi depressivi possono essere classificati in base alla gravità, distinguendo tra episodi gravi senza manifestazioni psicotiche e episodi gravi con manifestazioni psicotiche, che possono essere congrue o incongrue rispetto al tono dell'umore.

  5. Quali sono i principali problemi di riconoscimento della patologia depressiva?
  6. Un problema significativo è il mancato riconoscimento della patologia, soprattutto nella medicina generale, dove un paziente su due non viene identificato, a causa di fattori legati al paziente e al medico, come la descrizione dei sintomi somatici e la scarsa empatia.

  7. Quali domande di screening sono consigliate per indagare il tono affettivo del paziente?
  8. È consigliato porre due domande: "Ti sei mai sentito giù di morale, depresso, senza speranze?" e "Ti sei mai sentito con poco interesse o piacere nel fare le cose?", poiché una risposta affermativa richiede un approfondimento e può indicare un disturbo depressivo.

Domande e risposte

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