Concetti Chiave

  • In caso di emorragia, è fondamentale identificare e risolvere la perdita di sangue piuttosto che iniziare una trasfusione.
  • Alterazioni dello stato mentale, come irrequietezza o letargia, possono indicare un'emorragia o uno stato settico imminente.
  • I pazienti giovani compensano l'ipovolemia meglio rispetto agli anziani, che mostrano un deterioramento rapido anche con sanguinamenti moderati.
  • Monitorare la frequenza cardiaca e la diuresi oraria sono i primi parametri da valutare in caso di emorragia acuta.
  • La prova crociata per emotrasfusioni deve essere sempre richiesta, e l'ematocrito non è utile per quantificare la perdita ematica nelle fasi iniziali.

Indice

  1. Gestione dell'emorragia
  2. Esami di laboratorio
  3. Rianimazione e compatibilizzazione

Gestione dell'emorragia

- Cosa fare in caso di emorragia? La risposta Non è cominciare una trasfusione. È più importante

identificare la perdita di sangue e risolverla, non limitarsi a sostituire le perdite.

- Qualsiasi alterazione dello stato mentale abituale (irrequietezza o letargia) deve far considerare uno stato emorragico e/o settico imminente in determinati contesti clinici.
- I pazienti giovani compensano più efficacemente l’ipovolemia reclutando plasma dal terzo spazio e rimangono più a lungo asintomatici; il peggioramento dei parametri vitali però è rapido e conduce velocemente allo shock.

- I pazienti anziani hanno uno scadimento dei parametri vitali più rapido anche per sanguinamenti moderati. Il fattore prognostico negativo più importante è l’insufficienza renale (acuta o cronica).

- I primi parametri da monitorare sono la frequenza cardiaca e la diuresi oraria. La pressione arteriosa media inizia a ridursi solo con una deplezione di 30-40% della volemia.

- In un sanguinamento acuto si può registrare una bradicardia relativa come meccanismo compensatorio (potrebbe comportare la riduzione della perdita ematica).

- Per definire una contrazione della diuresi, si può calcolare in modo grossolano (molto grossolano, non serve neanche ricordarla secondo il professore) la minima diuresi attesa in base al peso corporeo.

Esami di laboratorio

Eseguire esami di laboratorio generali, anche in assenza di un sospetto diagnostico specifico, servono per capire lo stato del paziente:

    - Gruppo sanguigno

    - Emogas analisi (pH, lattacidemia, PaO2, PaCo2, Eb)

    - Emocromo + formula

    - Ionemia

    - Funzionalità renale

    - Assetto coagulativo

    - Glicemia

    - Ast e Alt

    Rianimazione e compatibilizzazione

    - In un paziente non responsivo, con polso centrale non palpabile e atti respiratori non apprezzabili nel dubbio Iniziare Sempre La Rianimazione Cardio-polmonare.

    - Richiedere Sempre una prova crociata per eventuali emotrasfusioni e avvertire il medico del laboratorio/emoteca del caso per accelerare la compatibilizzazione.
    - L’ematocrito Non è utile per quantificare la perdita ematica nella fase precoce, in quanto il rapporto Rbc/plasma è ancora costante. A conferma, rivalutare l’ematocrito a distanza di poche ore dopo riempimento volemico: una riduzione netta dell’ematocrito indica un effettivo sanguinamento.

    - Non ci sono degli standard di riferimento di emoglobinemia o emocromo per quantificare l’entità né la rapidità del sanguinamento. Il dato importante da considerare è la capacità di compenso del paziente, non il valore di emoglobinemia (es. anemici cronici).

    - Il sanguinamento arterioso è ad alto flusso: la lattacidemia non è un indice affidabile di danno d’organo perché l’ischemia periferica avviene rapidamente, prima dell’aumento dei lattati plasmatici.

    - Il sanguinamento da arterie di medio-piccolo calibro (con tonaca prevalentemente muscolare) può autolimitarsi per un efficace vasospasmo. Ad esempio, dopo un intervento di pancreasectomia spesso i sanguinamenti non vengono individuati alla Tc perché le arterie vano incontro a vasospasmo, ma si possono osservare degli ematomi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la prima azione da intraprendere in caso di emorragia?
  2. In caso di emorragia, è fondamentale identificare e risolvere la perdita di sangue piuttosto che iniziare immediatamente una trasfusione, come indicato nel testo.

  3. Come si comportano i pazienti giovani rispetto ai pazienti anziani in caso di emorragia?
  4. I pazienti giovani compensano meglio l'ipovolemia e rimangono asintomatici più a lungo, mentre i pazienti anziani mostrano un rapido deterioramento dei parametri vitali anche con sanguinamenti moderati, con l'insufficienza renale come fattore prognostico negativo principale.

  5. Quali esami di laboratorio sono raccomandati per valutare lo stato di un paziente emorragico?
  6. È consigliato eseguire esami di laboratorio generali, tra cui gruppo sanguigno, emogas analisi, emocromo, funzionalità renale e assetto coagulativo, anche in assenza di un sospetto diagnostico specifico.

  7. Qual è l'importanza della rianimazione cardio-polmonare in un paziente non responsivo?
  8. In un paziente non responsivo con polso centrale non palpabile e atti respiratori non apprezzabili, è fondamentale iniziare sempre la rianimazione cardio-polmonare, come sottolineato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community