Concetti Chiave

  • I pazienti con coma lattacidemico possono presentare sintomi come ipotensione, tachicardia e iperventilazione con respiro di Kussmaul.
  • Il trattamento del coma lattacidemico prevede riempimento volemico, vasopressori e bicarbonato in caso di acidemia grave, con alta mortalità anche con terapia adeguata.
  • Lo scompenso cardiaco acuto si manifesta con dispnea, astenia, edema bilaterale e rumori umidi all'auscultazione, distinguendosi da polmonite per la bilateralità dei sintomi.
  • La prevenzione dello scompenso cardiaco cronico è fondamentale, poiché colpisce oltre 1 milione di persone in Italia e comporta alti costi sanitari e frequenti ricoveri.
  • Un monitoraggio integrato dei pazienti cardiopatici a casa potrebbe ridurre i ricoveri, migliorando la qualità della vita e prevenendo complicazioni gravi.

    Sintomi del paziente

    Il paziente di solito si presenta con questi segni e sintomi:

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    - Ipotensione (fino allo shock), tachicardia, aritmie

    - Iperventilazione (respiro di Kussmaul)

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Un paziente che arriva in Ps con respiro di kussmaul ma stick glicemico nella norma che riferisce terapia con metformina deve far sospettare di coma lattacidemico.

Agli esami di laboratorio invece:

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    - Potassio può essere elevato per lo shift intraextracellulare innescato dall’acidosi

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Trattamento del coma lattacidemico

Il coma lattacidemico è una situazione ad elevato rischio di mortalità e rappresenta un’emergenza non così

rara.

    - Se il pazeinte è in shock (per vasodilatazione e ridotto inotropismo cardiaco): riempimento volemico

    + vasopressori;

    - Se presenta acidemia grave (ph ≈7): alla precedente terapia bisogna aggiungere bicarbonato.

La mortalità rimane comunque elevata anche se il trattamento è adeguat.o

Eventualmente si può fare un trattamento dialitico (anche in assenza di insufficienza renale terminale) per rimuovere il farmaco accumulatosi. Fondamentale è la prevenzione: bisogna assolutamente evitare il trattamento con biguanidi nel paziente diabetico con insufficienza renale o epatica.

Quali sono i sintomi dello scompenso cardiaco acuto?

Lo scompenso cardiaco acuto è una sindrome clinica dovuta a una disfunzione cardiaca i cui sintomi cardinali sono dispnea, che determina l’accesso per paziente in Ps, e astenia. A questi si accompagnano segni clinici caratteristici, ossia l’edema bilaterale agli arti inferiori (talvolta è un vero e proprio stato anasarcatico, frequente è anche il versamento pleurico), e rumori umidi bilaterali all’auscultazione polmonare (rantoli, crepitii), più marcati a livello delle regioni basali.

In un paziente con dispnea e tosse, la bilateralità ci permette di distinguere lo scompenso da una polmonite, che invece avrà rumori più localizzati, in aggiunta a febbre e altri segni di infezione. Molto spesso nel paziente cardiopatico cronico, affetto da una cardiopatia strutturale nota in terapia, c’è un evento che determina lo scompenso. L’evento scatenante può essere proprio un’infezione, e in questo caso la diagnosi differenziale può non essere semplice.

Prevenzione dello scompenso cardiaco cronico

Lo scompenso cardiaco cronico è una delle patologie più diffuse nella popolazione > 65. Determina frequenti episodi di accessi in Ps, ospedalizzazione, compromettendo la qualità di vita e ricucendo

dell’aspettativa di vita.

Oltre 1 milione di persone sono colpite ogni anno in Italia, ogni giorno ci sono 500 ricoveri ospedalieri, e il costo sanitario è di 550 milioni di euro l’anno. Sarebbe quindi importante mettere in atto una rete di prevenzione efficiente. Se si seguissero questi pazienti a casa in maniera integrata, coinvolgendo nel monitoraggio sia i Medici di Medicina Generale sia i medici specialisti, si potrebbe spendere meno in termini di ricoveri. Ad esempio, dando indicazione al paziente cardiopatico di pesarsi frequentemente, un primo segno di necessità di intervenire potrebbe essere l’aumento di peso, dovuto agli edemi declivi. Se questo dato sfugge all’attenzione del medico, nell’arco di 5-7 giorni potrebbe comparire anche edema polmonare, che porta il paziente a recarsi al PS: prima dell’exitus saranno ricoverati mediamente 2-3 volte.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i sintomi principali del coma lattacidemico?
  2. I sintomi principali del coma lattacidemico includono ipotensione, tachicardia, aritmie e iperventilazione con respiro di Kussmaul, specialmente in pazienti in terapia con metformina e con stick glicemico nella norma.

  3. Qual è il trattamento raccomandato per il coma lattacidemico?
  4. Il trattamento per il coma lattacidemico prevede riempimento volemico e vasopressori in caso di shock, e l'aggiunta di bicarbonato se l'acidemia è grave (pH ≈ 7). La mortalità rimane elevata anche con un trattamento adeguato.

  5. Come si manifesta lo scompenso cardiaco acuto?
  6. Lo scompenso cardiaco acuto si manifesta con dispnea, astenia, edema bilaterale agli arti inferiori e rumori umidi all'auscultazione polmonare. La bilateralità dei sintomi aiuta a differenziarlo da una polmonite.

  7. Qual è l'importanza della prevenzione nello scompenso cardiaco cronico?
  8. La prevenzione dello scompenso cardiaco cronico è cruciale poiché colpisce oltre 1 milione di persone in Italia ogni anno, causando frequenti ricoveri e un alto costo sanitario. Un monitoraggio integrato dei pazienti potrebbe ridurre i ricoveri e migliorare la qualità della vita.

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