Concetti Chiave
- L'aumento del secondo tono al focolaio di auscultazione polmonare può indicare un sovraccarico del cuore destro, richiedendo un'attenta auscultazione del tratto di eiezione del sangue.
- Patologie cardiache intrinseche e l'ipertensione possono causare dispnea, con pazienti sclerodermici a rischio di aritmie e fibrosi miocardiche accelerate.
- Esami strumentali come ecocardio, ECG e risonanza magnetica sono fondamentali per valutare il coinvolgimento cardiaco nei pazienti sclerodermici.
- Nella sclerodermia, l'impegno polmonare e cardiopolmonare si manifesta a diversi intervalli temporali dalla diagnosi, influenzando la mortalità e la qualità della vita.
- Il rischio di crisi renale sclerodermica è maggiore nella sclerodermia diffusa, con segnali di allerta come l'incremento della creatinina e dei valori pressori, anche se normali.
Indice
Segni obiettivi e diagnosi
Dal punto di vista dei segni obiettivi: aumento 2° tono al focolaio di auscultazione elettivo della polmonare (secondo spazio intercostale a sinistra) può far pensare ad un sovraccarico del cuore destro; durante la semeiotica è importante auscultare il tratto di eiezione del sangue, perché questo consente di capire e percepire le variazioni dei toni. Ci permette di orientarci perché quando sentiamo un soffio in crescendo ha un significato di pertinenza valvolare mentre con un soffio decrescente ci dice una patologia della mitrale o della aorta. Il terzo tono invece è patologico e fa accelerare i tempi diagnostici. Quando il quadro di insufficienza cardiaca e scompenso cardiaco destro è eclatante si ha stasi della giugulare, epatomegalia, edemi anasarcatici periferici, ascite e estremità fredde.
Patologie cardiache e dispnea
Oltre all’ipertensione ci possono anche essere patologie cardiache intrinseche che causano dispnea, come un’alterazione della capacità di pompa con una riduzione della Gc del cuore sx (perciò la dispnea può avere un doppio significato). I pazienti sclerodermici sono altamente a rischio di aritmie dovute a fibrosi miocardiche accelerate, dato che la fibrosi può coinvolgere il tessuto conduttivo. Da non escludere il versamento pericardico, non infiammatorio (non risponde a nessun farmaco, nemmeno alla colchicina), e una coronaropatia ostruttiva. Un soggetto con patologia autoimmune può inoltre essere anemico, altra causa di dispnea, alterazioni deambulazione e decondizionamento cardiopolmonare.
Esami strumentali e sclerodermia
Per il coinvolgimento cardiaco gli esami strumentali importanti sono l’ecocardio, ecg, risonanza magnetica, Bnp/nt pro-Bnp. Va prestata particolare attenzione all’anamnesi del sistema cardio-polmonare perché il coinvolgimento di questo cardiaco e polmonare è quello che influisce maggiormente sulla mortalità̀ e compromissione della qualità̀ di vita del paziente sclerodermico. Nella forma diffusa l’impegno polmonare solitamente accade entro i due anni dalla diagnosi e quello cardiopolmonare all’incirca tra il quinto e il sesto anno dall’esordio della malattia. Nella forma limitata l’impegno interstiziale inizia a comparire tra il secondo e il terzo anno di malattia, l’ipertensione polmonare è più tardiva tra il settimo e l’ottavo anno. Inoltre bisogna sempre ricordare che la dispnea è un sintomo aspecifico, non per forza sintomo della patologia sclerodermica, va quindi indagata con attenzione.
Crisi renale sclerodermica
Ssc diffusa, con e senza Scl70+, ha un rischio molto più elevato di crisi renale sclerodermica rispetto a ssc limitata. Quando si innesca la crisi è molto difficile recuperare il pz, molto probabilmente andrà in dialisi a vita o in trapianto perciò è importante intervenire prima. Un elemento fondamentale per discriminare un pz a rischio di crisi renale sclerodermica sono incremento creatinina e incremento dei valori pressori. Non conta se essi superano il cut off patologico, anche se rimangono in valori normali se aumenta di molto rispetto ai valori precedenti è un campanello di allarme importante.
Domande da interrogazione
- Quali segni obiettivi possono indicare un sovraccarico del cuore destro?
- Quali patologie cardiache possono causare dispnea nei pazienti sclerodermici?
- Quali esami strumentali sono cruciali per il coinvolgimento cardiaco nei pazienti sclerodermici?
- Quali segnali indicano un rischio elevato di crisi renale sclerodermica?
L'aumento del secondo tono al focolaio di auscultazione della polmonare, in particolare nel secondo spazio intercostale a sinistra, può suggerire un sovraccarico del cuore destro, come indicato nel testo.
Le patologie cardiache intrinseche, come l'alterazione della capacità di pompa e la riduzione della gittata cardiaca del cuore sinistro, possono causare dispnea, insieme a fattori come aritmie e versamento pericardico, come descritto nel testo.
Gli esami strumentali importanti includono ecocardiogramma, ECG, risonanza magnetica e dosaggio di BNP/nt pro-BNP, poiché il coinvolgimento cardiaco e polmonare influisce significativamente sulla mortalità e sulla qualità della vita del paziente sclerodermico.
Un incremento della creatinina e dei valori pressori, anche se rimangono normali, rappresentano segnali di allerta per un paziente a rischio di crisi renale sclerodermica, come evidenziato nel testo.