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Moti millenari

La Terra compie poi numerosi movimenti in tempi molto lunghi, ovvero moti millenari. Essi possono essere considerati perturbazioni dei due moti principali. Sono infatti dovuti alla differente azione gravitazionale che i vari corpi celesti esercitano sul nostro pianeta.
o la precessione luni-solare, detta anche moto doppio conico dell’asse terrestre, dovuta all’azione gravitazionale esercitata dal Sole e dalla Luna sul nostro pianeta. Tale movimento determina la coesistenza di due movimenti dell’asse terrestre, infatti osservando la Terra dal Polo Nord Celeste essa compirà un movimento in senso orario, mentre se osserviamo il Polo Nord Celeste dalla Terra esso compirà un movimento in senso antiorario. Tale movimento inoltre, se non vi fosse la presenza della forza di rotazione che si oppone alla forza attrattiva luni-solare, farebbe si che il piano equatoriale giacesse sul piano dell’orbita. È importante poi ricordare che esistono diverse perturbazioni del moto che prendono il nome di nutazioni, che sono delle oscillazioni che fanno si che l’asse terrestre si muova lungo dei coni leggermente ondulati;

o la precessione della linea degli equinozi, determinata anch’essa dall’azione della Luna e del Sole. Infatti la precessione luni-solare determina uno spostamento del piano equatoriale da cui consegue lo spostamento della linea degli equinozi, così come di quella dei solstizi, che si muovono quindi in senso orario;
o la precessione della linea degli apsidi, determinata dall’azione gravitazionale esercitata dagli altri pianeti, e che consiste nello spostamento della linea degli apsidi in senso antiorario andando incontro alla linea degli equinozi così da abbreviarne la durata della precessione da 26 000 a 21 000 anni;
o la variazione dell’eccentricità dell’orbita, ovvero la variazione del rapporto tra la distanza del Sole dal centro dell’orbita e la lunghezza dell’asse maggiore dell’orbita;
o la mutazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, ovvero la variazione dell’angolo compreso tra l’angolo che l’asse di rotazione forma con la perpendicolare al piano dell’orbita.
Importanti sono poi le conseguenze di questi moti:
o la precessione luni-solare determina la variabilità della durata delle stagioni;
o la variazione dell’eccentricità dell’orbita:
­- quando l’eccentricità è massima: corrisponde alla massima distanza Sole-afelio e Sole-perielio, inoltre determina il maggiore (estate in perielio) o minore (estate in afelio) valore dell’escursione calorica annua;
- quando l’eccentricità è minima: corrisponde alla minima distanza Sole-afelio e Sole-perielio.
o la mutazione dell’inclinazione dell’asse terrestre:
­- quando l’asse terrestre ha una maggiore inclinazione: il contrasto stagionale è piuttosto marcato;
- quando l’asse terrestre ha una minore inclinazione: il contrasto stagionale è meno sensibile;
­- se l’asse terrestre non avesse inclinazione: non esisterebbero le stagioni;
­- se l’asse terrestre giacesse sul piano orbitale: si registrerebbero valori mai segnalati nel contrasto stagionale.
Inoltre questi movimenti hanno anche alcune importanti conseguenze climatiche:
o la variazione dell’eccentricità dell’orbita influisce sull’insolazione totale della Terra, avendo su di essa un duplice effetto:
­- l’aumento dell’insolazione totale annua;
­- la variazione dell’oscillazione calorica, dovuta alla precessione degli equinozi;
o la mutazione dell’inclinazione dell’asse terrestre e la precessione degli equinozi influiscono invece sull’escursione calorica annua.

Ulteriore importante conseguenza di questi tre movimenti millenari è il susseguirsi di epoche glaciali e epoche interglaciali. Infatti l’insolazione estiva, che varia addirittura del 20% alle alti latitudini, determina l’accumulo o lo scioglimento delle nevi e dei ghiacci.

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