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Le macchie solari

Le caratteristiche più evidenti sulla superficie del Sole sono delle macchie scure, chiamate macchie solari.
Prima dell'avvento del telescopio si riteneva che queste grandi macchie scure fossero corpi opachi posti tra il Sole e la Terra. Nel 1610 Galileo capì che le macchie si trovavano sulla superficie solare e, dal loro moto, dedusse che il Sole ruotava intorno al proprio asse con un periodo di circa un mese. Osservazioni compiute in seguito indicarono che non tutte le zone del Sole ruotano alla stessa velocità: l'equatore solare compie una rotazione completa in 25 giorni, mentre le zone situate a 70° dall'equatore solare, sia a nord sia a sud, impiegano 33 giorni.
Il fatto che il moto di rotazione non sia uniforme è una prova della natura gassosa del Sole.
Le macchie solari appaiono scure a causa della loro temperatura, che è inferiore di circa 1500 K rispetto al resto della superficie. In realtà, se si potessero osservare separatamente dal resto del Sole, apparirebbero di gran lunga più luminose della luna piena.

Le osservazioni compiute all'inizio del XIX secolo permisero di scoprire che il numero di macchie osservabili sul disco solare variava secondo un ciclo di 11 anni. All'inizio del ciclo il loro numero aumenta, fino a raggiungere un massimo di cento o più macchie visibili contemporaneamente. In seguito, in un intervallo che va dai cinque ai sette anni, il numero di macchie decresce fino a un minimo in cui se ne vedono solo poche o addirittura nessuna.

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