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Concetti Chiave

  • Clorinda, motivata da un'impresa audace, decide di uscire dalla città per incendiare la torre, sorprendendo Argante che decide di accompagnarla.
  • Il segreto della nascita di Clorinda rivela che è figlia di un re cristiano d'Etiopia e che è stata allevata nella fede musulmana da Arsete.
  • Durante il duello tra Clorinda e Tancredi, entrambi si feriscono gravemente, ma alla fine Tancredi infligge il colpo mortale a Clorinda.
  • Clorinda, prima di morire, chiede di essere battezzata, momento che segna la sua transizione e la riconciliazione con la sua fede cristiana.
  • Tancredi è sopraffatto dal dolore per la morte di Clorinda, mentre Argante giura vendetta contro di lui, evidenziando la tensione tra i personaggi.

Personaggi: ClorindaArganteRe AladinoSolimano – il vecchio Arsete - ArìmoneTancrediPiertro l’Eremita.

Preparativi Notturni

Per quanto sia calata la notte, nei due campi i Cristiani ed i Pagani non riposano; gli uni stanno riparando la torre e gli altri stanno riparando le mura. Finite le opere più urgenti, gli uomini vanno a riposarsi.

Clorinda non dorme perché sta meditando di compiere un‘impresa di rilievo. Allora, si rivolge ad Argante per comunicargli la sua intenzione di uscire dalla città per incendiare la torre e gli chiede di rimandare in Egitto sia le ancelle che il vecchio servo, qualora essa non ritornasse. Argante meravigliato da tanto ardire, decide di accompagnare la donna. Anche Solimano che è presente al colloquio, vorrebbe partecipare all‘impresa, ma il re Aladino lo persuade a rimanere di guardia alla porta per attendere il ritorno di Argante e di Clorinda nel caso in cui fossero inseguiti da soldati nemici. Il vecchio Arsete cerca di dissuadere Clorinda, ma vedendola restia a seguire i suoi consigli decide di svelarle il segreto della sua nascita.

Il Segreto di Clorinda

Clorinda è figlia del re d‘Etiopia, di religione cristiana. Egli era molto gelosa della moglie che teneva nascosta in una stanza del palazzo in cui vi era un dipinto che rappresentava s. Giorgio nell‘atto di liberare una vergine bianca da un drago. La regina che passava molto tempo in preghiera davanti a questo quadro, dette alla luce una bambina dalla pelle bianca, che fu chiamata Clorinda. Temendo che il marito la considerasse infedele, gli mostro una bambina dalla pelle nera nata da poco ed affido Clorinda ad Arsete perché la conducesse lontano, nonostante che essa non avesse ancora ricevuto il battesimo. Uscito dal castello con la bambina nascosta in un canestro pieno di fiori, Arsete giunse in una foresta in cui si imbatté in una tigre. Spaventato, salì su di un albero, abbandonando la bambina sul prato. Ma la tigre, diventata improvvisamente docile, si avvicinò alla bimba e cominciò ad allattarla. Successivamente, l’uomo condusse la bambina in un piccolo paese dove la fece allevare di nascosto. Quando cominciò a muovere i primi passi e a pronunciare le prime parole, egli, ormai vecchio decise di stabilirsi in Egitto, suo paese natale. Un giorno, mentre Arsete attraversava a nuoto un fiume, per sfuggire ad una banda di ladri, avanzando con una braccio e con l’altro tenendo bambina, quest’ultima gli sfuggì di mano, ma miracolosamente il vento spinse il corpicino verso la sponda e fu deposta salva sulla riva. Nella notte, gli apparse in sogno un guerriero (S. Giorgio) che minacciandolo con la spada, gli impose di battezzare la bambina, ma Arsete era pagano ed allevò Clorinda nella fede musulmana. Il tempo passò e Clorinda crebbe bella, valorosa ed esperta nell’arte militare come un vero guerriero. Arsete continua il suo racconto, riferendo che la notte stessa S. Giorgio gli è apparso di nuovo in sogno per avvertirlo era giunta l’ora in cui Clorinda avrebbe cambiato vita e sorte ed è per questo che egli, temendo un’oscura minaccia, aveva scongiurato la ragazza di desistere dall’impresa di appiccare fuoco alla torre.

Clorinda, pur avendo avuto lo stesso sogno, decide di rimanere fedele alla religione musulmana e di compiere comunque l’impresa progettata.

L'Impresa di Clorinda

Quindi Clorinda ed Argante escono dalle mura di Gerusalemme, si aprono un varco e rapidamente danno fuoco alla torre che in breve tempo viene distrutta. Assaliti dai Cristiani, Argante riesce a rientrare, mentre Clorinda resta fuori dalle mura ed indugia perché deve punire il crociato Arìmone che l’ha colpita. In piena confusione, nessuno la riconosce anche perché aveva indossato un’armatura che non era la sua. Solo Tancredi si accorge di lei e, avendola scambiata per un guerriero pagano la insegue per sfidarla a duello. La lotta avviene in tutti i modi e con tutti i mezzi e dura tutta la notte. All’alba, esausti entrambi si appoggiano sul pomo della spada per riprendere fiato e Tancredi notando che il suo avversario perde molto più sangue di lui, ne è felice e gli chiede il nome. Ma costui si limita a rispondere dicendo che è uno dei guerrieri che ha appiccato il fuoco alla torre. Quindi il duello riprende e Tancredi affonda la spada nel petto dell’avversario che cade a terra in una pozza di sangue.

Il Duello e la Rivelazione

A questo punto, Clorinda, ispirata da Dio, pronuncia parole di perdono nei confronti del suo avversario e chiede di essere battezzata. Tancredi corre ad un vicino ruscello per prendere con il suo elmo l’acqua necessaria per il rito. Scoperta la fronte dell’avversario, riconosce Clorinda e mentre egli pronuncia la formula rituale, il viso della donna si trasfigura, poi alza la mano verso il giovane in segno di saluto.

Il Dolore di Tancredi

Salvato da un gruppo di Cristiani che raccolgono anche il corpo di Clorinda, Tancredi è preso da una grande disperazione e le parole di consolazione pronunciate dagli amici non hanno alcun effetto su di lui. Solo Pier l’Eremita riesce a calmare il suo animo, facendogli capire che la sventura è stata voluta da Dio e che alla volontà divina egli si deve affidare. Tancredi non può dimenticare, si lamenta tutta la notte ed è paragonato ad un usignolo che piange perché gli sono stati rapiti i piccoli dal nido; solo all’alba riesce a prendere sonno ed è a questo punto che gli appare Clorinda che per riconfortarlo gli dice di essere in Paradiso e per questo di essere in grado di amarlo ancora di più. Tancredi si calma ed il giorno successivo si reca al sepolcro di Clorinda sperando di poter un giorno poter riposare accanto al suo corpo.

Intanto a Gerusalemme è giunta la notizia della morte di Clorinda: il vecchio Arsète piange e si dispera, mentre Argante rimproverando il re Aladino di non avergli permesso di correre in aiuto a Clorinda, giura di vendicare la donna, trafiggendo il cuore di Tancredi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'intenzione di Clorinda durante la notte?
  2. Clorinda medita di compiere un'impresa audace, ovvero uscire dalla città per incendiare la torre, e chiede ad Argante di preparare il suo ritorno in caso di fallimento (testo).

  3. Qual è il segreto della nascita di Clorinda?
  4. Clorinda è figlia del re d'Etiopia e, per paura di essere considerata infedele, la madre la nascose e la affidò a Arsete, che la portò lontano per proteggerla (testo).

  5. Come si svolge l'impresa di Clorinda e Argante?
  6. Clorinda e Argante escono da Gerusalemme, riescono a dare fuoco alla torre, ma Clorinda rimane fuori per vendicarsi di Arìmone, il crociato che l'ha colpita (testo).

  7. Qual è l'esito del duello tra Clorinda e Tancredi?
  8. Durante il duello, Tancredi colpisce mortalmente Clorinda, che, prima di morire, chiede di essere battezzata e rivela la sua identità, lasciando Tancredi in profonda disperazione (testo).

  9. Come reagisce Tancredi alla morte di Clorinda?
  10. Tancredi è sopraffatto dal dolore e dalla disperazione, lamentandosi per la perdita, ma trova conforto nelle parole di Pier l’Eremita, che lo invita ad accettare la volontà divina (testo).

Domande e risposte

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