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Concetti Chiave

  • Goldoni riforma il teatro italiano introducendo testi scritti in sostituzione del canovaccio, dando agli attori un copione preciso da seguire.
  • Considerato un “genio comico”, Goldoni si dedica alla rieducazione del pubblico, cercando di farlo innamorare del buono attraverso un approccio graduale.
  • La sua opera-manifesto, Il Teatro Comico, mira a rappresentare caratteri nazionali, creando identificazione e un circuito etico virtuoso nel pubblico.
  • Goldoni amplia i confini geografici delle sue opere, esplorando luoghi esotici e temi censurati per promuovere una visione più giusta del vivere civile.
  • Introduce una lingua italiana duttile e mimetica, che si integra con il dialetto, rendendo le sue opere accessibili e affettive per il pubblico.

La Riforma del Teatro di Goldoni?

Goldoni Carlo è uno dei maggiori riformatori del teatro italiano, come del resto lui stesso si definisce nelle Mèmoires, la sua autobiografia. Egli riforma il teatro sotto ogni aspetto: dal copione all'attore. Sostituisce il canovaccio iniziale con un vero e proprio testo interamente scritto anche nelle parti che l'attore avrebbe dovuto recitare, diversamente da prima che improvvisava seguendo una linea guida. Per vita guardo pagina 315.

Il Genio Comico e la Rieducazione

Goldoni è da considerarsi un “genio comico” in quanto naturalmente indirizzato verso questo genere vedendo in ogni situazione una possibile opera. Egli si dedica alla tragedia o al melodramma, in quanto più liberi al condizionamento autoriale. Goldoni mira alla rieducazione del pubblico non riformando direttamente il teatro ma “innamorarli del buono a poco a poco”.

L'Opera-Manifesto e la Trascrizione Contemporanea

La compagnia del Sant'Angelo si presta al meglio per questo suo scopo in quanto era solamente un teatro periferico. La sua opera-manifesto è Il Teatro Comico così come l'edizione Bettinelli. Il teatro Goldoniano vuole essere una trascrizione del contemporaneo nazionale. La riforma di Goldoni vede come modelli “il libro del Mondo”, ossia la messa in scena di caratteri nazionali (prima veneziani e poi italiani) in modo da creare un meccanismo di identificazione nel pubblico ed un circuito etico virtuoso. Riforma quindi anche dal punto di vista morale (nuova dignità professionale dell'attore). Inizialmente Goldoni mantiene i ruoli canonici (anche se svuotati del proprio contenuto per adattarli al popolo veneziano) e infine avrà una completa libertà di ideazione comica.

L'Ampliamento Geografico e la Lingua Italiana

Successivamente Goldoni applica un ampliamento dei confini geografici cominciando a sceneggiare di luoghi esotici in modo da poter anche trattare ciò che a Venezia è severamente censurato o proporre principi di un più giusto vivere civile. Goldoni porta ad un'italiano una vera lingua di conversazione, duttile e mimetica, senza contrapporsi duramente al dialetto, il quale rimane comunque la lingua diretta e affettiva verso il pubblico.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale contributo di Goldoni alla riforma del teatro italiano?
  2. Goldoni ha riformato il teatro italiano sostituendo il canovaccio con testi scritti, permettendo agli attori di recitare seguendo un copione preciso, come evidenziato nelle sue Mèmoires.

  3. In che modo Goldoni mira a rieducare il pubblico?
  4. Goldoni si propone di "innamorare" il pubblico del buono attraverso un processo graduale, piuttosto che riformare il teatro in modo diretto, cercando di coinvolgere gli spettatori in un'esperienza teatrale più elevata.

  5. Qual è l'importanza della lingua italiana nelle opere di Goldoni?
  6. Goldoni utilizza una lingua italiana duttile e mimetica, che si integra con il dialetto, per rendere le sue opere accessibili e affettive per il pubblico, ampliando così i confini geografici e tematici del suo teatro.

Domande e risposte

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