Concetti Chiave
- Carlo Goldoni, nato a Venezia nel 1707, abbandonò la carriera legale per dedicarsi al teatro, scrivendo opere che rompevano con la tradizione dell'improvvisazione della commedia dell'arte.
- Nel 1762, Goldoni si trasferì a Parigi come direttore della Comèdie Italienne, dove affrontò delusioni poiché la sua riforma teatrale non fu compresa e gli venivano richieste opere nello stile tradizionale.
- Goldoni considerava il teatro un mezzo per riflettere la vita reale e correggere la moralità, utilizzando personaggi autentici e situazioni realistiche nelle sue commedie.
- La locandiera, uno dei capolavori di Goldoni, presenta Mirandolina, una donna emancipata che gestisce una locanda, simbolo della rivalsa sociale della borghesia e del potere femminile.
- Mirandolina incarna un personaggio complesso, che combina grazia e astuzia, evidenziando la capacità delle donne di influenzare e gestire le dinamiche sociali del Settecento.
Qual è la vita e la carriera di Goldoni?
Carlo Goldoni è nato a Venezia nel 1707. Per volere del padre ha intrapreso lo studio del diritto e iniziò la professione di avvocato nella sua città natale. L'amore per il teatro, tuttavia, ben presto ha preso il sopravvento e iniziò a comporre commedie e melodrammi. La donna di garbo (1743), prima commedia scritta interamente , rompeva con l'uso dell'improvvisazione , tipico della commedia dell'arte. Nel 1748 Goldoni siglò un contratto con il teatro Sant'Angelo di
Venezia. Fu una stagione di grandi commedie che concrettizavano la sua intenzione di riformare il teatro: da La vedova scaltra (1748), e La famiglia dell'antiquario (1749-50), a La bottega del caffè (1750-51) , a La locandiera
(1753). Tanti successi destarono l'invidia di alcuni letterati, che accusarono l'autore di tradire le regole della commedia classica, sia lo sdegno della vecchia aristocrazia veneziana, che si vedeva bersagliata dalla satira
goldoniana.
Goldoni scrisse altri capolavori, alcuni dei quali veneziano: Il campiello (1756), I rusteghi (1760), la trilogia della Villeggiatura (Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura, Il ritorno dalla
villeggiatura, (1761), Sior Todero brontolon (1762), Le baruffe chiozzotte (1762).
Il trasferimento a Parigi e le delusioni
Estenuato e amareggiato dalle continue polemiche , nel 1762 si trasferì a Parigi, accettando l'incarico di direttore della Comèdie Italienne. In Francia lo attendevano però nuove delusioni, poiché la sua riforma teatrale non venne
compresa e si pretesero da lui commedie alla vecchia maniera della commedia dell'arte . Scrisse comunque altri due capolavori, tradotti in un secondo tempo in italiano: Il ventaglio (1764) e Il burbero (1771). Ciò nonostante, morì nel 1793 quasi in miseria a Parigi dove aveva trascorso gli ultimi anni. Goldoni raccontò la sua vita e il suo amore per il teatro nei Mèmoires (Memorie), scritti in francese e, giudicati, per la loro vivacità, alla pari delle sue commedie più riuscite.
La visione teatrale di Goldoni
Il Protagonista della riforma teatrale che doveva segnare il tramonto della commedia dell'arte, Goldoni nutriva un'opinione personalissima del teatro. Con un'immagine , egli affermava di avvalersi, nello scrivere le proprie opere, di
due "libri" dai quali traeva spunti, materiali e personaggi: il libro del "Mondo" e quello del "teatro". Il primo gli presentava la vita concreta degli uomini, quella vera, vissuta , densa di vizi, difetti e virtù; il secondo gli
suggeriva come riproporre sulla scena ciò che dal libro del Mondo aveva appreso. Ecco quindi che nelle sue numerosissime commedie Goldoni ritrae perfettamente il mondo che lo circonda: borghesi e mercanti di Venezia, burberi padri di famiglia, comari ciarliere litigiosi, servitori astuti, servette adorabili, aristocratici in decadenza tanto boriosi quanto ridicoli. Tutti questi personaggi non sono più maschere , tipi fissi come nella commedia dell'arte, bensì persone autentiche, dotate di un loro spessore di carattere. Goldoni era fermamente convinto che il fine importante e più nobile della commedia fosse quello di correggere la corruzione morale. Scriveva perciò le sue opere con un forte intento educativo e, affinchè il pubblico potesse coglierne il messaggio morale, cercava di adattarsi ai gusti e alle attese (esigenze) degli spettatori per attirare la loro attenzione divertendoli. Per rappresentare più fedelmente ambienti e personaggi veneziani egli ricorreva sovente al dialetto. Quando ricorreva all'italiano, non utilizza la lingua della tradizione letteraria, bensì usa il parlato quotidiano, adoperato dalla gente comune.
La locandiera (1753)
La locandiera: un capolavoro di Goldoni
La locandiera è forse la commedia più conosciuta di Goldoni, certamente uno dei suoi capolavori. Ambientata a Firenze, al tempo dell'autore , essa è incentrata sul personaggio femminile di Mirandolina, prototipo di donna emancipata e indipendente. Mirandolina è proprietaria di una locanda che gestisce con l'aiuto del cameriere Fabrizio, segretamente innamorato di lei. Bella e spigliata, fa innamorare di sè tutti gli uomini. La sorteggiano invano lo squattrinato marchese di Forlipopoli e il ricco conte d'Albafiorita, mentre si mostra completamente refrattario alle sue grazie il cavaliere di Ripafratta; burbero odiatore delle donne, egli si vanta infatti di non essersi mai innamorato e di non avere mai esiderato di prendere moglie. Mirandolina scommette allora con se stessa che riuscirà a farlo capitolare. Quando il cavaliere alla fine capitola, dichiarandosi predutamente innamorato di lei, Miandolina lo umilia di fronte a tutti smascherando il suo
interesse per lei e manifestando la propria intenzione di sposare Fabrizio. Personaggio complesso e ricco di sfumature, Mirandolina offre ampi punti di riflessione. In lei si sommano grazia e astuzia femminili, un solido realimo
borghese non privo di un pizzico di cinismo, desiderato d'indipendenza e capacità di decidere della propria vita, non senza quel tanto di calcolo che spesso è all'origine delle sue scelte.
Rappresentante della classe borghese , ma dotata di aspirazioni e debolezze tutte femminili, la locandiera è interprete di quell'azione di rivalsa sociale che nel Settecento condusse la borghesia. Mirandolina, testimonia, poi, il potere delle arti femminili, prendendosi la vincita sul sesso maschile , qui ben rappresentato dall'arrogante e misogino cavaliere di Ripafratta. Abile amministratrice, la giovane, per sua stessa ammissione , tiene a bada i suoi pretendenti, lusingandoli allo scopo di fare i propri interessi , pur conservando un fascino accattivante squisitamente femminile.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della commedia "La locandiera" di Goldoni?
- Come ha influenzato Goldoni il teatro italiano?
- Quali sono le caratteristiche distintive della scrittura di Goldoni?
- Quali furono le sfide che Goldoni affrontò durante la sua carriera?
- In che modo Goldoni ha rappresentato la società veneziana nelle sue opere?
"La locandiera" è considerata uno dei capolavori di Goldoni, incentrata sul personaggio di Mirandolina, una donna emancipata e indipendente che gestisce una locanda e riesce a far capitolare un burbero cavaliere, dimostrando il potere delle arti femminili e la rivalsa sociale della borghesia nel Settecento.
Goldoni ha segnato il tramonto della commedia dell'arte, introducendo personaggi autentici e situazioni realistiche, distaccandosi dall'improvvisazione e cercando di correggere la corruzione morale attraverso le sue opere, come evidenziato nella sua visione teatrale.
Goldoni utilizzava due "libri" per scrivere: il "Mondo", che rappresenta la vita reale, e il "teatro", che suggerisce come rappresentarla. Le sue opere riflettono la vita quotidiana, con personaggi complessi e un linguaggio che si avvicina al parlato comune, piuttosto che alla tradizione letteraria.
Goldoni affrontò molte polemiche e invidie, specialmente dopo il suo trasferimento a Parigi, dove la sua riforma teatrale non fu compresa e dovette scrivere opere in stile tradizionale, portandolo a una vita di delusioni e difficoltà economiche.
Goldoni ritrae la società veneziana attraverso personaggi autentici come borghesi, mercanti e aristocratici in decadenza, utilizzando il dialetto e il linguaggio quotidiano per rappresentare fedelmente le dinamiche sociali e culturali del suo tempo.