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Concetti Chiave

  • La Scapigliatura rappresenta un movimento culturale milanese del XIX secolo, caratterizzato da una vita anticonvenzionale e da una contestazione dell'ipocrisia borghese.
  • È un fenomeno complesso che emerge tra le nuove generazioni di intellettuali, in particolare a Milano, in risposta alle contraddizioni della modernità e della società industrializzata.
  • Gli scapigliati rivendicano valori spirituali, opponiendosi alla logica economica e produttiva del loro tempo, vivendo come emarginati e ribelli.
  • Il movimento trae ispirazione da scrittori europei del primo Ottocento, come Baudelaire e Poe, esplorando il fantastico, il demoniaco e il tema del doppio.
  • Il loro approccio artistico cerca di esprimere la verità cruda della vita, opponendosi all'idealizzazione romantica e abbracciando il "brutto" come espressione autentica della realtà.

Evoluzione dei movimenti culturali

1700: Illuminismo (ragione)

Fine 1700: Neoclassicismo (ragione) antitetico Preromanticismo (sentimento)

I metà 800: Romanticismo (sentimento)

II metà 800: PositivismoRealismo (ragione)

Il Positivismo si suddivide in:

Naturalismo (In Francia)

Verismo (In Italia)

Esso deriva dalla Rivoluzione industriale ed è antitetico al Decadentismo (francese, sentimento)

Quali sono le origini e il significato della Scapigliatura?

Il termine Scapigliatura(neologismo, milanese) designa una vita sregolata, viene recuperato nell'800 da Arrighi che lo utilizza nel titolo del suo romanzo La Scapigliatura e il 6 febbraio, per designare un gruppo di giovani ribelli che vivono una vita anticonvenzionale e disordinata.

Inizialmente Arrighi intende un modo d'essere, poi il termine passerà a designare un gruppo di artisti di area milanese, indicherà il loro atteggiamento nei confronti dell'arte e della letteratura. La polemica degli scapigliati è condotta contro la società, contro l'ipocrisia di una vita borghese che chiude gli occhi davanti alla realtà inquietante.

Contraddizioni e ribellione degli scapigliati

E' un fenomeno culturale che interessa il nord Italia (Piemonte e Lombardia) in particolare a Milano. In questa città emergono più forti e distinte le contraddizioni di una cultura spinta verso la modernità. Non è un caso che la Scapigliatura nasca a Milano che in quegli anni elabora il mito della "capitale morale d'Italia". Le grandi trasformazioni sociali sono evidenti, la vita è dominata dal nuovo mito dell'efficienza, dal culto del lavoro e del buon funzionamento delle cose. Qui il 5 maggio 1881 verrà inaugurata la grande Esposizione nazionale delle arti e dell'industria, esaltazione del progresso tecnico e scientifico.

E' un fenomeno composito e disomogeneo, circoscrivibile tra le nuove generazioni di intellettuali che pur appartenendo alla borghesia, ne contestano il conformismo e la logica del profitto. Matura l'interesse nei confronti della nuova poesia del "maledetti" francesi, in particolare di Baudelaire, di cui gli scapigliati accolgono la vocazione al ribellismo e allo scandalo. La Scapigliatura non è un movimento unitario, diversi sono gli atteggiamenti di vita, le scelte stilistiche e le posizioni politico-sociali. Tutti condividono un generico ribellismo, un'esigenza di rompere gli schemi.

Protesta artistica e emarginazione sociale

Vi è un'eterna protesta dell'artista che rivendica la superiorità dei valori dello spirito su quelli materiali. Tale protesta assume tra gli Scapigliati un valore particolare, essa rifiuta la logica del mondo moderno, fondato sugli interessi economici e la produttività. Essi rivendicano il valore dell'arte contro la logica dell'utile, cercano di mettere a nudo le contraddizioni del mondo moderno. La denuncia è espressa con toni violenti e polemici. In questa realtà l'artista diventa una figura di emarginato: chi decide di perseguire nella sua vita la strada artistica è automaticamente escluso dalle normali forme del contesto sociale. La coscienza di questa emarginazione sociale conduce gli artisti ad una vita da ribelle, al di fuori degli schemi correnti.

La riflessione sull'inutilità dell'artista nel mondo moderno assume tono particolare nell'Italia degli anni 60. La raggiunta unità nazionale viene vissuta in maniera traumatica: sembrano lontanissimi i grandi ideali del Risorgimento. L'intellettuale si sente impotente di fronte ai grandi problemi posti dal nuovo Stato. In molti artisti si fa acuta una crisi di identità che rende sempre più chiaro il senso della propria emarginazione. Gli esponenti della Scapigliatura sono legati da un atteggiamento intellettuale di rivolta verso l'ordine esistente. L'anticonformismo e la ribellione rendono gli Scapigliati vicini agli artisti "maledetti" di area francese.

Influenze e tematiche della Scapigliatura

Gli Scapigliati hanno un legame con alcuni scrittori del primo Ottocento europeo. Si tratta di autori che operano nella dimensione del fantastico e sono attenti al lato irrazionale della profondità umana come Hoffman, Heine e de Nerval. Punto di riferimento sono soprattutto Baudelaire e Edgar Allan Poe dai quali derivano tematiche nuove per la cultura italiana:

il sogno e il demoniaco, scaturiti dall'interesse per tutte le situazioni non riconducibili alla chiarezza della coscienza e da forme di sensibilità morbose ed eccessive. Il culto del bello e della purezza convive con l'ammirazione per le personalità demoniache, che sono un rovesciamento dei valori borghesi;

il tema del doppio, scaturito dall'attrazione per tutto ciò che rimanda alle laceranti contraddizioni della società industrializzata. L'opposizione bene/male, virtù/vizio, ideale/reale esprime la vera e profonda sostanza della vita degli uomini contemporanei, condannati a vivere in una situazione ddi angoscia e disperazione;

la ricerca del "brutto", mossa dall'idea che l'arte debba essere diretta espressione della vita. La fedeltà al vero è sentita come una reazione all'idealizzazione romantica e allo spiritualismo cristiano. Per opporsi al "bello ideale" si cerca di esasperare i risvolti più macabri e morbosi della realtà.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del termine "Scapigliatura" e come è stato utilizzato nel XIX secolo?
  2. Il termine "Scapigliatura" designa una vita sregolata e viene recuperato nell'800 da Arrighi per descrivere un gruppo di giovani ribelli che vivono in modo anticonvenzionale, contestando l'ipocrisia della vita borghese.

  3. Quali sono le principali contraddizioni che caratterizzano il fenomeno della Scapigliatura?
  4. La Scapigliatura emerge a Milano, dove le contraddizioni culturali sono più evidenti, con intellettuali borghesi che contestano il conformismo e il culto del profitto, ispirandosi al ribellismo dei "maledetti" francesi come Baudelaire.

  5. In che modo gli Scapigliati esprimono la loro protesta artistica?
  6. Gli Scapigliati rivendicano la superiorità dei valori spirituali su quelli materiali, denunciando le contraddizioni del mondo moderno e vivendo come emarginati, rifiutando la logica dell'utile e cercando di mettere in luce le ingiustizie sociali.

  7. Quali influenze letterarie hanno plasmato la Scapigliatura?
  8. Gli Scapigliati sono influenzati da autori del primo Ottocento europeo, come Baudelaire e Poe, che introducono tematiche come il sogno, il demoniaco e il tema del doppio, riflettendo le contraddizioni della società industrializzata.

  9. Come si manifesta la ricerca del "brutto" nella Scapigliatura?
  10. La ricerca del "brutto" è vista come una reazione all'idealizzazione romantica, con gli Scapigliati che cercano di esprimere la vita in modo diretto, esasperando gli aspetti macabri e morbosi della realtà per opporsi al "bello ideale".

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