Concetti Chiave

  • I cantari, nati in Toscana nei secoli XII e XIII, sono componimenti epici popolari declamati da cantastorie, caratterizzati da ottave di otto versi endecasillabi.
  • Nel Quattrocento, il poema epico evolve in opere più ampie ispirate al ciclo carolingio, ma continua a essere considerato di scarso valore dai colti umanisti.
  • Il "Morgante" di Pulci riprende la materia carolingia in chiave comica, con Margutte come protagonista, e nasce per essere recitato nelle stanze medicee.
  • Boiardo trasforma Orlando in "Orlando innamorato", presentandolo come vittima dell'amore, sottolineando l'importanza dell'amore rispetto ai doveri cavallereschi.
  • Orlando, primo paladino di Carlo Magno, è rappresentato in Italia con un'infanzia a Sutri, mantenendo il suo ruolo di cavaliere casto e difensore della fede cristiana.

Indice

  1. La nascita dei cantari
  2. Qual è l'evoluzione del poema epico?
  3. Il Morgante di Pulci
  4. Orlando innamorato di Boiardo
  5. Orlando e la tradizione italiana

La nascita dei cantari

Nei secoli XII e XIII la letteratura cavalleresca era dominata dalla presenza dei cantari. Il genere del “cantare” era un componimento popolare, nato in Toscana, di argomento epico, composto in ottave che si ispirava ai grandi cicli narrativi medioevali (bretone, carolingio, troiano o romano). Venivano declamati nelle piazze da cantastorie o da giullari, chiamati anche canterini. Si trattava di piccoli poemi, composti da un centinaio di ottave al massimo, con dei marcati elementi tipici del teatro. Spesso l’esecutore li arricchiva con canti e parti mimiche. L’ottava è una forma metrica, già usata dal Boccaccio nel Filostrato. Essa si compone di otto versi, tutti endecasillabi; i primi sei sono legati da rime alternate mentre gli ultimi due presentano delle rime baciate. Con il Pulci (Morgante), il Boiardo (Orlando innamorato)e più tardi con l’Ariosto (Orlando furioso) e il Tasso (Gerusalemme liberata), l’ottava si afferma come forma metrica ufficiale nel casi p di un poema epico cavalleresco.

Qual è l'evoluzione del poema epico?

Agli inizi del Quattrocento i poemi si fanno più ampi e l’argomento è tratto dalla materia del ciclo carolingio. Comunque si tratta ancora di un genere letterario di scarso valore letterario che i colti umanisti dell’epoca apprezzeranno molto poco.

Il Morgante di Pulci

In pieno Quattrocento, con il Pulci viene ripresa la materia del ciclo carolingio, ma con modalità comica e dissacrante. I protagonisti della sua opera, Morgante, sono Orlando e il suo scudiero Margutte che da personaggio secondario diventa l’effettivo protagonista e il preferito dal pubblico. Sembrerebbe che fosse stato composto per essere recitato in piazza, ma in realtà, il poema era stato commissionato da Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico e quindi nato per essere declamato nelle stanze medicee. Per il carattere blasfemo, l’opera fu citata da Gerolamo Savonarola nel sermone in cui sosteneva la necessità di mettere al rogo alcuni libri considerati peccaminosi.

Orlando innamorato di Boiardo

Ormai, col passare degli anni, I poemi non vengono più declamati nelle piazze o nelle strade, ma nelle stanze dei palazzi, residenza dei Medici. Nello stesso periodo, a Ferrara, alla corte degli Estensi, con Matteo Maria Boiardo, si una trasformazione di ordine tematico. Nell’ Orlando innamorato, egli riprende la materia epico-cavalleresca dei cantari, ma sceglie come protagonista Orlando, il paladino del ciclo carolingio. Anziché farlo lottare strenuamente per la fede contro i saraceni, lo rende per la prima volta vittima della passione amorosa, talmente violenta, da fargli dimenticare i propri doveri nei confronti della Chiesa e dell’Imperatore e da costringerlo a combattere per conquistare l’amore della bellissima Angelica. Il Boiardo rivendica la superiorità delle imprese del re Artù su quelle dei paladini di Carlo Magno: la ragione sta nel fatto che soltanto l’Amore, movente delle imprese del ciclo bretone, può dare la gloria, il coraggio, l’onore e quindi la vittoria.

Orlando e la tradizione italiana

Era il primo paladino di Carlo Magno, di cui era anche il nipote. A lui è dedicata la Chanson de Roland in cui si narra l’eroica morte del cavaliere nella battaglia di Roncisvalle, contro i Saraceni. Il tema trasmigra anche in Italia dove i poeti inventano per lui un’infanzia trascorsa a Sutri e dove le sue prime imprese sono ambientate nell’Aspromonte. Comunque, anche in Italia, prima del Boiardo, Orlando ha sempre conservato il suo carattere di cavaliere casto e di difensore della fede cristiana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine e la caratteristica principale dei cantari?
  2. I cantari sono componimenti popolari nati in Toscana nei secoli XII e XIII, caratterizzati da argomenti epici e composti in ottave, declamati da cantastorie e giullari, con elementi teatrali e canti (testo).

  3. Come si è evoluto il poema epico nel Quattrocento?
  4. Nel Quattrocento, i poemi diventano più ampi e si ispirano al ciclo carolingio, ma sono considerati di scarso valore letterario dai colti umanisti dell'epoca (testo).

  5. Qual è l'innovazione principale del "Morgante" di Pulci?
  6. Il "Morgante" di Pulci riprende la materia del ciclo carolingio in modo comico e dissacrante, con il personaggio di Margutte che diventa il protagonista preferito dal pubblico (testo).

  7. In che modo Boiardo trasforma il personaggio di Orlando nell'"Orlando innamorato"?
  8. Boiardo rende Orlando vittima della passione amorosa, facendolo dimenticare i suoi doveri e combattere per conquistare l'amore di Angelica, rivendicando la superiorità delle imprese del re Artù (testo).

  9. Qual è il legame tra Orlando e la tradizione italiana?
  10. Orlando, primo paladino di Carlo Magno, è protagonista di opere come la "Chanson de Roland" e in Italia viene rappresentato come un cavaliere casto e difensore della fede, con un'infanzia e imprese ambientate nel contesto italiano (testo).

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