Concetti Chiave

  • Lorenzo de' Medici ricevette un'educazione umanistica, influenzata dai suoi familiari, che promuovevano l'uso della lingua italiana e la musica.
  • Il titolo di "Magnifico" era un'onorificenza per persone di alta posizione sociale, non esclusivo di Lorenzo, e non indicava particolari meriti culturali.
  • Nonostante un aspetto fisico poco attraente, Lorenzo si distingueva per la sua personalità carismatica e la preferenza per opere d'arte rispetto ai gioielli.
  • La congiura dei Pazzi segnò un momento cruciale nella vita di Lorenzo, che riuscì a salvarsi e a risolvere diplomaticamente la crisi con il re di Napoli.
  • Oltre a essere un finanziere, Lorenzo fu un abile politico, mantenendo un equilibrio tra gli Stati italiani, soprannominato "l'ago della bilancia italiana".

Indice

  1. Qual è l'educazione di Lorenzo?
  2. Il titolo di Magnifico
  3. Ritratto di Lorenzo
  4. Matrimonio e famiglia
  5. Congiura dei Pazzi
  6. Attività e politica di Lorenzo
  7. Conflitto con Savonarola

Qual è l'educazione di Lorenzo?

L’educazione di Lorenzo de’ Medici, erede al trono di una città che ancora si diceva e si credeva repubblicana, si svolse secondo le norme in uso per i migliori principi italiani dell’epoca (= uno studio molto ampio di autori classici), ma ebbe in più una nota personale, costituita dall’esempio dei familiari. La madre, Lucrezia Tornabuoni, era solita scrivere Laudi in onore dei santi; il padre, Piero de’ Medici e il nonno Cosimo era un amante dei libri, un protettore degli artisti e animatore di un circolo culturale di intellettuali. Nella polemica del tempo riguardante la lingua, Piero de’ Medici aveva preso posizione in favore del “volgare”. E suo figlio fece tesoro della sua lezione. Infatti tutte le opere di Lorenzo sono scritte in italiano, un fatto molto raro tra i letterati del tempo. Ebbe anche una raffinata educazione musicale. Marsilio Fisino, restauratore a Firenze del neoplatonismo e precettore di Lorenzo, era anche un grande appassionato di musica. Fin dalla giovane età, in ogni circostanza Lorenzo rappresentava sempre il padre spesso sofferente a causa della gotta. Fra l’altro, a soli 19 anni, fu invitato dai costruttori del Duomo di Firenze ad esprimere il proprio parere, all’interno di un apposito comitato sulla questione del collocamento della palla dorata che doveva sovrastare la cupola.

Il titolo di Magnifico

Oggi siamo soliti parlare di “Lorenzo il Magnifico”; tuttavia, va tenuto presente che nel Quattrocento questo titolo non era esclusivo. Si trattava di un’espressione deferenziale, usata per fare allusione a persone di alta posizione sociale, senza tuttavia avere un titolo specifico che lo distinguesse dagli altri. Questo era il caso dei Medici che nei primi 100 anni del potere non avevo un titolo ducale. A quel tempo, l’espressione precedeva il nome e non lo seguiva: “il Magnifico Lorenzo”, si diceva. Anche il fratello Giuliano, che resterà vittima della congiura dei Pazzi assumeva correntemente il titolo di “magnifico”. Infatti, un poema del Poliziano porta il titolo “Stanze per la giostra del Magnifico Giuliano de’ Medici”. In ogni caso il titolo non faceva riferimento a particolari doti di eccellenza culturale o artistica, come invece oggi facciamo con i Rettori dell’Università. Anche i discendenti di Lorenzo ne furono insigniti come il padre ed è soltanto in tempi moderni che l’attributo “Magnifico” è riservato soltanto a Lorenzo.

Ritratto di Lorenzo

Lo storico Francesco Guicciardini ci ha lasciato di lui un ritratto molto preciso: “Fu di statura mediocre, el viso brutto e di colore negro, pure con aria grave; la pronunzia a voce roca e poco grata perché pareva parlasse col naso”. Pur con alcuni difetti fisici, aveva tuttavia una personalità molto attraente. Nel vestire amava la semplicità e non ostentava i gioielli, come invece, se ne oravano sia gli uomini che le donne. Preferiva spendere ingenti somme di denaro nell’acquisto di opere d’arte, meglio se provenienti dall’antichità. Gli piaceva anche acquistare libri anche se, nel Quattrocento la stampa era agli albori e un libri costava moltissimo. La vita che conduceva in famiglia era improntata alla massima semplicità, se paragonata a quella condotta dalle altre famiglie aristocratiche. Un altro aspetto che lo caratterizzava è l’attaccamento ai suoi. Per i figli fu un padre molto affettuoso, ma anche per il figlio di Giuliano che era rimasto orfano dopo l’agguato teso al padre dai Pazzi.

Matrimonio e famiglia

Grazie alla madre, egli sposò Clarice Orsini, nipote del cardinale Orsini, componente della Curia papale. Essa aveva un cognome fastoso che ricordava principi, condottieri, prelati e papi a tal punto da far morire d’0invidia le grandi famiglie di Firenze.. Le nozze, celebrate prima per procura a Roma e poi ripetute a Firenze furono l’occasione per organizzare festeggiamenti mai visti a cui fu permesso di partecipare anche il popolo. Da questo matrimonio nacquero sette figli.

Congiura dei Pazzi

Il momento più traffico della vita di Lorenzo fu la congiura dei Pazzi, la famiglia tradizionalmente rivale dei Medici. Il complotto fallì perché soltanto giuliano fu ucciso e Lorenzo riuscì a salvarsi la vita, rifugiandosi nella sagrestia del Duomo di Firenze. Il Papa lanciò l’interdetto contro Firenze e la Toscana, perché Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, era stato anch’egli impiccato per aver favorito la congiura. Questo provvedimento ebbe un immediato contraccolpo politico: da un lato, rese impotenti gli alleati di Firenze, come Milano e Venezia, mentre dall’altro ampliò la coalizione contro Firenze. Inoltre, il Papa ordinò la confisca della banca romana dei Medici e i mercenari furono diffidati dall’assumere servizio per conto di Firenze. Contemporaneamente, un altro fatto aggravò la situazione: la ricomparsa della peste. Lorenzo pensò bene di risolvere la situazione per via diplomatica. Fu per questo che nel 1478 egli decise di incontrarsi personalmente con il re di Napoli, Ferrante d’Aragona. Il risultato dell’incontro fu un successo, perché il re di Napoli decise di abbandonare la coalizione anti fiorentina. Il trattato era molto favorevole a Firenze e al suo ritorno in patria, Lorenzo fu salutato come il salvatore della patria. due anni dopo riuscì anche a far revocare l’interdetto dal Papa. Negli anni successivi operò un profondo riordinamento delle magistrature fiorentine, con l’intento di consolidare il potere della propria famiglia.

Attività e politica di Lorenzo

Durante la sua vita, Lorenzo si occupò di attività diverse: di uomo, di politico, di finanziere e di letterato Come finanziere, egli commise errori anche gravi, alcuni dei quali, verso la fine della sua esistenza, lo resero impopolare. Come politico fu di una grande levatura perché, grazie alla sua intensa attività diplomatica, seppe instaurare un equilibrio duraturo fra gli Stati italiano. [Per questo, fu chiamato “l’ago della bilancia italiana”]. Tuttavia, tale equilibrio fallì miseramente appena due anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1492. La sua morte segna la fine di un’epoca.

Conflitto con Savonarola

Fra i suoi più accaniti nemici oltre alla casata dei Pazzi, ci fu anche Gerolamo Savonarola. All’inizio, Lorenzo lo lasciò fare, ma quando le allusioni politiche dei sermoni del frate diventavano più esplicite, egli cerco di risolvere il problema in vario modo. Il ricorso a papa Innocenzo VIII fu inutile. Egli spedi anche due gentiluomini dal frate affinché lo ammonissero a moderare le sue accuse se non voleva essere costretto ad abbandonare Firenze. La risposta del frate fu perentoria, ma Lorenzo, pur sentendosi scosso dalle gravi accuse e profezie che venivano lanciate contro di lui, non intervenne mai in modo decisivo. Fra l’altro, pare che in punto di morte Lorenzo abbia avuto il Savonarola al suo capezzale, secondo quanto riferito dal Poliziano. Alla sua morte, il potere di Firenze passò al figlio Piero che in occasione della calata di Carlo VIII in Italia, dette prova di tutta la sua incapacità e debolezza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'importanza dell'educazione di Lorenzo de' Medici?
  2. L'educazione di Lorenzo si distinse per un ampio studio degli autori classici e per l'influenza della sua famiglia, in particolare della madre Lucrezia e del padre Piero, che promuovevano la cultura e l'uso della lingua volgare. Lorenzo scrisse tutte le sue opere in italiano, un fatto raro per l'epoca.

  3. Come veniva percepito il titolo di "Magnifico" nel Quattrocento?
  4. Il titolo di "Magnifico" era un'espressione deferenziale usata per persone di alta posizione sociale, non esclusivo di Lorenzo. In quel periodo, non indicava particolari doti culturali o artistiche, ma era comune anche per altri membri della famiglia Medici.

  5. Quali erano le caratteristiche fisiche e personali di Lorenzo de' Medici?
  6. Lorenzo era descritto come di statura mediocre e con un viso poco attraente, ma possedeva una personalità affascinante. Amava la semplicità nel vestire e investiva in opere d'arte, mostrando un forte attaccamento alla famiglia e ai suoi cari.

  7. Qual è stato l'esito della congiura dei Pazzi e le sue conseguenze?
  8. La congiura dei Pazzi fallì, portando alla morte di Giuliano e al salvataggio di Lorenzo. Il Papa lanciò un interdetto contro Firenze, ma Lorenzo riuscì a risolvere la situazione diplomaticamente, incontrando il re di Napoli e ottenendo un trattato favorevole.

  9. Quali furono le sfide politiche affrontate da Lorenzo durante la sua vita?
  10. Lorenzo si distinse come politico e diplomatico, cercando di mantenere un equilibrio tra gli Stati italiani. Tuttavia, commise errori finanziari e affrontò l'opposizione di Savonarola, senza mai intervenire decisamente contro di lui, il che contribuì alla sua impopolarità negli ultimi anni.

Domande e risposte

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