Concetti Chiave

  • Il sonetto esprime il pentimento del poeta per aver sprecato la vita dietro a passioni terrene, invocando aiuto divino per la sua anima.
  • Laura è descritta come una "cosa mortale", riflettendo la consapevolezza del poeta sulla vanità del suo amore passato.
  • Il poeta chiede soccorso al "Re del cielo invisibile immortale" per compensare le imperfezioni della sua anima con la grazia divina.
  • Desidera morire in pace e onore, nonostante la sua vita sia stata segnata da conflitti e tempeste interiori.
  • Il sonetto presenta una struttura formale ben definita, con epiteti accoppiati, antitesi e l'uso di latinismi che arricchiscono il linguaggio poetico.

I’ vo piangendo i miei passati tempi

i quai posi in amar cosa mortale,

senza levarmi a volo, abbiend’io l’ale,

per dar forse di me non bassi exempi.

Tu che vedi i miei mali indegni et empi,

Re del cielo invisibile immortale,

soccorri a l’alma disvïata et frale,

e ’l suo defecto di tua gratia adempi:

sí che, s’io vissi in guerra et in tempesta,

mora in pace et in porto; et se la stanza

fu vana, almen sia la partita honesta.

A quel poco di viver che m’avanza

et al morir, degni esser Tua man presta:

Tu sai ben che ’n altrui non ò speranza.

Indice

  1. Riflessioni sul Passato e il Pentimento
  2. Invocazione Divina e Speranza
  3. Desiderio di Pace e Onore
  4. Consapevolezza della Vanità e Preghiera

Riflessioni sul Passato e il Pentimento

Io sto piangendo i tempi passati

passati spesso ad amare una creatura mortale,

senza mai sollevarmi da terra, pour avendone le ali,

forse per dare di me esempi di valore.

Invocazione Divina e Speranza

Tu che vedi i miei mali vergognosi e sacrileghi

o re del cielo invisibile e immortale,

[si tratta di due aggettivi che si oppongono a Laura che è visibile e mortale]

Vieni in aiuto della mia anima fragile e uscita dalla dritta via

[l’anima del poeta è talmente fragile da meritare la misericordia e l’aiuto divino]

e con la tua generosa grazia compensa l’imperfezione della mia anima;

Desiderio di Pace e Onore

poiché io vissi momenti di guerra e di tempesta,

che possa morire in pace e in porto sicuro; e se la dimora sulla terra

fu inutile, che almeno la porte sia onorevole.

[inutile perché non lo preparò a guadagnarsi la beatitudine del cielo]

Per quel poco tempo che mi resta da vivere

che la tua mano si degni di essere pronta a soccorrermi:

tu sai bene che non ho nessun altro che mi possa aiutare.

[Il poeta non spera in un aiuto esterno, ma nemmeno spera in se stesso, per cui nell’ultimo verso si ha un malinconico abbandono. Nella terzina si può rinvenire un rinvio ai Salmi penitenziali: “Nulla mihi spes salutis, nullum praesidium aliunde; sed in misericordia tua, Domine, sperabo” = “In me non c’è alcuna speranza di salvezza e nessuno aiuto mi viene dagli altri; ma spererò nella tua misericordia, o Dio”].

Si tratta del penultimo sonetto de Canzoniere, seguito dalla Canzone finale, rivolta alla Vergine Maria.

Consapevolezza della Vanità e Preghiera

Il sonetto inizia con un tono di pentimento per la propria vita sciupata dietro a varie passioni e anche di rimpianto non aver usato l’ingegno per occuparsi di cose più alte. Da questa riflessione sorge una preghiera, in cui si fondono insieme la coscienza della propria debolezza e l’invocazione della memoria divina alla venga in suo aiuto e lo salvi.

Nel secondo verso, laura è indicata con l’espressione “cosa mortale”. Di solito egli rievoca la donna amata con aggettivi legati al fascino della sua bellezza e se ora essa diventa una cosa 8nemmeno un essere) mortale è perché il poeta ormai ha piena coscienza della vanità che in passato ha provato per lei.

Nel terzo verso l’espressione che fa riferimento al volo e alle ali, comporta un certo senso di fierezza, cioè nel Petrarca è presente la coscienza del valore che gli dava lo slancio per compiere grandi cose. Il concetto è ripreso nel verso successivo con il ricorso alla litote “non bassi esempi”; magari, si potrebbe aggiungere che il moto di orgoglio è, in parte, attenuato dal “forse”.

Dal punto di vista formale, il sonetto è ben studiato: troviamo gli epiteti due a due (indegni e empi, invisibile immortale, disviata e frale, le partizioni sono simmetriche, le antitesi ben collocate (guerra…/… tempesta; stanza vana…/….partita onesta; …tempesta/…porto). Abbastanza frequenti sono anche i latinismi: defecto, gratia, honesta, exempi

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del sonetto di Petrarca?
  2. Il tema centrale è il pentimento per una vita spesa in passioni effimere, in particolare l'amore per una creatura mortale, e la ricerca di aiuto divino per la propria anima fragile.

  3. Come viene descritta Laura nel sonetto?
  4. Laura è descritta come "cosa mortale", evidenziando la consapevolezza del poeta sulla vanità dell'amore terreno e la sua fragilità rispetto all'immortalità divina.

  5. Qual è il desiderio espresso dal poeta riguardo alla sua vita e alla morte?
  6. Il poeta desidera morire in pace e in un porto sicuro, auspicando che la sua vita, sebbene considerata vana, possa concludersi in modo onorevole.

  7. Qual è il significato dell'invocazione divina nel sonetto?
  8. L'invocazione divina rappresenta la richiesta di aiuto per la propria anima imperfetta, sottolineando la mancanza di speranza in aiuti esterni e la necessità di misericordia divina.

  9. Come si riflette la consapevolezza della vanità nella struttura del sonetto?
  10. La consapevolezza della vanità si riflette nella simmetria e nelle antitesi presenti nel sonetto, evidenziando il contrasto tra la vita terrena e la ricerca di valori più elevati, oltre a un uso attento di epiteti e latinismi.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community