Concetti Chiave

  • Francesco Petrarca è considerato uno dei grandi classici della letteratura italiana e un modello per gli autori successivi, grazie al suo approccio personale e intimo alla poesia.
  • La vita di Petrarca è segnata dal trasferimento ad Avignone e dai suoi studi, che lo portano a diventare un importante poeta e chierico, ottenendo incarichi diplomatici.
  • Laura de Noves rappresenta una figura centrale nelle opere di Petrarca, ispirandolo nel "Canzoniere", dove simboleggia l'amore e la lotta tra desiderio materiale e spirituale.
  • Petrarca ha scritto opere fondamentali come "de Africa", "Canzoniere" e "Secretum", affrontando temi di eroismo, isolamento, crisi spirituale e amore.
  • La sua crisi spirituale è evidente nelle sue opere, dove esprime un conflitto tra il bene materiale e quello spirituale, influenzato anche dalla scelta monastica del fratello.

L'influenza di Petrarca nella letteratura

Francesco Petrarca è uno dei grandi classici della letteratura italiana, insieme a Dante e Boccaccio ed è anche uno dei maggiori modelli presi come esempio dagli autori che lo succedettero.

È detto uno dei primi poeti moderni: infatta non generalizza più le situazioni, ma parla del suo "io", esprime la sua dimensione più intima; per questo motivo è anche definiti da molti un preumanista.

La vita e gli studi di Petrarca

Nasce il 19 luglio del 1304 ad Arezzo, seppur di famiglia fiorentina: il padre infatti era originario di Firenze e, proprio come Dante (suo amico), fu cattivamente cacciato dalla sua città natale quando presero potere i guelfi neri.

Quando aveva 8 anni, nel 1312, la sua famiglia si trasferì ad Avignone, dove si era spostata la sede papale: il padre infatti era un notaio. Francesco e Gherardo, suo fratello, studiano dapprima in Provenza, poi si trasferiscono in Italia per frequentare l'università di Bologna. Dopo la morte del padre nel 1326 i due fratelli tornano in Francia, dove Francesco riuscirà a farsi dare l'accesso alla biblioteca pontificia grazie all'amicizia con Giacomo Colonna stretta all'università.

L'incontro con Laura e la carriera ecclesiastica

L'anno dopo Francesco incontra per la prima volta Laura de Noves, ad Avignone, durante la messa del Venerdì Santo, e lei sarà la sua ispirazione per il Canzoniere.

Nel 1330, per rassicurarsi economicamente, egli diventa chierico: era un sacerdozio minore, ma pur sempre retribuito, e successivamente, di nuovo grazie all'amicizia con Giacomo, diventa anche segretario del cugino, il Cardinal Colonna.

Nel frattempo Petrarca aveva già iniziato a scrivere alcune opere e stava già acquisendo della fama: infatti sia la città di Roma che l'università di Parigi gli offrono una laurea poetica: lui, dato anche il periodo (la cosìddetta "cattività Avignonese") preferisce recarsi a Roma e l'8 aprile 1341 viene incoronato poeta con l'alloro dal re di Napoli Roberto d'Angiò.

Il dilemma interiore e la crisi spirituale

Il modello poetico di Petrarca era Sant'Agostino, uno dei padri fondatori della Chiesa, che ha scritto per difenderla ed ha messo in chiaro le fondamenta di questa in chiave personale.

In particolare Francesco ha apprezzato e tratto modello dalle "Confessioni", a cui si rifà quando nelle sue opere tratterà del suo dilemma interiore: infatti egli vorrebbe poter scegliere il bene spirituale anzichè quello materiale, ma non ci riesce e continua a preferire il secondo. A questa pesante crisi spirituale si aggiunge anche il ritiro in convento del fratello, Gherardo, che fa riflettere il poeta sulla possibilità di abbracciare una vita monastica. Però egli resta indeciso e preferisce restare chierico. Intanto ritorna a viaggiare, svolgendo intanto anche incarichi diplomatici per il papa e per il Cardinal Colonna. Tra il 1343 e 45 Francesco si sposta fra Napoli, Parma e Verona e qui, nella biblioteca Capitolare, riesce a trovare le lettere di Cicerone, indirizzate al fratello Quinto, ad Attico ed a Marco Giunio Bruto. Petrarca è infatti definito da molti uno dei primi filologi: ossia uno studioso che analizza e confronta le opere antiche fino a risalire all'originale.

Il sostegno a Cola di Rienzo e la peste

Nel 1347 Petrarca appoggia apertamente il governo popolare instaurato da Cola di Rienzo, che propone le istituzioni repubblicane dell'antica Roma. Questo appoggio porta il poeta alla chiusura dei rapporti con la famiglia Colonna, a cui questa insurrezione aveva ucciso dei membri.

In quegli anni si stava anche attraversando un periodo molto difficile: la peste stava attraversando i vari paesi ed era giunta anche in Europa, dove aveva raggiunto e portato via amici cari ed anche Laura, la donna amata.

L'anno dopo inizia la sua raccolta di testi ed opere che avrebbe poi raccolto nel suo "Canzoniere".

Nel 1350 Francesco si reca a Roma in occasione del Giubileo e, mentre stava sostando a Firenze, incontra e stringe amicizia con Giovanni Boccaccio.

Tre anni dopo il poeta decide di lasciare definitivamente la Provenza: si trasferisce prima a Milano, ospite di Giovanni Visconti, della cui famiglia diventa per un periodo ambasciatore: si reca infatti a Parigi nel 1361 per un solenne festeggiamento della liberazione di Giovanni il Buono, prima prigioniero degli inglesi in seuito alla battaglia di Poitiers. Nello stesso anno decide di lasciare Milano a causa della peste che stava devastando la città.

Si sposta dunque a Venezia dove il governo cittadino gli offre un magnifico palazzo ed in cambio gli chiede di donare al convento di San Marco la sua biblioteca personale, una volta morto (essa infatti conteneva circa 10.000 volumi, ed era quindi immensa per l'epoca). Egli accetta, e qui porterà a termine molti proggetti letterari.

Nel 1368 si trasferisce a Padova, ospite del signore Francesco de Carrara, che gli donerà un terreno ad Arquà. Qui egli si farà costruire una casa e morirà il 18 luglio del 1374 (la vigilia del suo settantesimo compleanno), assistito dalla figlia Francesca (avuta da una relazione clandestina: Francesco era infatti un chierico ed era tenuto quindi a rispettare il voto di castità).

Gli ultimi anni e le opere principali

Petrarca era convinto che avrebbe raggiunto la fama grazie alle sue opere in Latino, in particolare grazie al "de Africa". Ecco una breve descrizione delle sue opere più importanti.

- Il "de Africa" è un poema epico in cui il poeta tratta delle imprese di Scipione l'Africano, il generale romano che sconfisse Annibale nella Seconda Guerra Punica nel 202 a.C., proprio questa opera gli fece acquistare la fama grazie a cui ricevette la laurea poetica;

- il "de villis illustribus" è una raccolta delle biografie degli "uomini illustri", quindi dei personaggi più famosi romani, esprimendo la storia come maestra di vita che offre esempi da seguire e da evitare;

- il "de vita solitaria" è un trattato in due libri in cui Petrarca esalta l'isolamento dedito alla lettura ed alla scrittura in luoghi tranquilli e sereni basandosi su esempi concreti: eremiti, personaggi biblici, santi, figure storiche...

- il "de otio religioso" è un trattato che esalta la vita monastica e la scelta dell'ozio religioso, che altro non è se non l'allontanamento dai beni fisici e materiali per potersi avvicinare quindi a quelli spirituali;

- il "Secretum" è una conversazione immaginaria tra il poeta e Sant'Agostino, ambientato negli anni della crisi spirituale del poeta (quindi 1342/3) seppur scritto intorno 1347/53; l'opera è composta di tre libri in cui il poeta si confessa, ammette le sue debolezze ecc...

- l' "epistolario" è una raccolta di lettere indirizzate ad amici, intellettuali suoi contemporanei, signori e uomini di Chiesa;

seppur tratta di eventi realmente vissuti, il poeta un ritratto ideale dell'uomo presente nelle lettere in modo da adattarlo perfettamente al ruolo di guida seguendo la morale cristiana e la conoscenza letteraria;

l'epistolario è composto di 66 lettere in esametri scritte fra il 1305 e 1361, dette epistole metrice, e di altre 3 raccolte in prosa (Familiares, Sine nomine, Senile) più le Variae.

- l'opera forse più famosa di Petrarca è stata "Rerum Vulgari Eloquenti", scritta in volgare seppur il titolo è latino, tradotto "frammenti di cose in volgare";

il "Canzoniere" è il primo esempio di raccolta poetica organizzata ed ordinata dall'autore stesso: contiene principalmente sonetti e canzoni, ma anche ballate e madrigali;

c'è un componimento per ogni giorno dell'anno, più uno introduttivo: in totale sono 366;

l'opera è concentrata sulla figura di Laura, che ha un ruolo importante in quanto non simboleggia solo l'amore che il poeta prova per lei, ma anche la sua attrazione verso il bene materiale, è l'ancora che lo trattiene a terra e non gli permette di innalzarsi, lo distacca da Dio;

principalmente l'opera è divisa in due parti: in vita e in morte di Laura, ma attenzione: i componimenti non sono posti in ordine cronologico: per esempio il sonetto introduttivo è stato scritto intorno al 1350, quando Laura era già morta;

gli argomenti principali sono amore, desiderio e ricordo;

Petrarca utilizza sempre schemi molto rigidi e standard, simili ai grandi classici greci e latini, usa inoltre anche molte figure retoriche;

il lessico è stato attentamente scelto: usa solo 10.000 parole circa, pochissime, e utilizza inoltre uno stile mediamente levato;

in questa opera viene introdotto il paesaggio - stato d'animo;

- "i trionfi" è un poemetto allegorico - didascalico in terzine dantesche in cui ha luogo una parata in cui sfilano in ordine i carri di amore, pudicizia, morte, fama, tempo ed eternità insieme a vari personaggi mitici e storici.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Petrarca alla letteratura moderna?
  2. Petrarca è considerato uno dei primi poeti moderni poiché si distacca dalla generalizzazione delle situazioni per esprimere la sua dimensione intima e personale, guadagnandosi il titolo di preumanista.

  3. Qual è l'importanza dell'incontro con Laura per Petrarca?
  4. L'incontro con Laura de Noves ad Avignone rappresenta una fonte di ispirazione fondamentale per il "Canzoniere", dove la figura di Laura simboleggia non solo l'amore, ma anche il conflitto tra desiderio materiale e aspirazione spirituale.

  5. Come si riflette il dilemma interiore di Petrarca nelle sue opere?
  6. Il dilemma interiore di Petrarca, influenzato da Sant'Agostino, emerge nelle sue opere, in cui esprime la lotta tra il bene spirituale e quello materiale, come evidenziato nel "Secretum", una conversazione immaginaria con il santo.

  7. Quali sono le opere principali di Petrarca e il loro significato?
  8. Tra le opere principali di Petrarca ci sono il "de Africa", il "Canzoniere" e il "Secretum", ognuna delle quali esplora temi come la storia, l'amore e la crisi spirituale, contribuendo alla sua fama e al suo ruolo di guida morale.

  9. In che modo Petrarca ha influenzato la letteratura successiva?
  10. Petrarca ha influenzato profondamente la letteratura successiva attraverso il suo uso innovativo della lingua volgare e la sua capacità di esprimere emozioni personali, ponendo le basi per il Rinascimento e ispirando autori futuri.

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