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Concetti Chiave

  • La lettera, parte del gruppo Familiares dell’Epistolario, è datata 1336 ma potrebbe essere stata rielaborata nel 1351.
  • Petrarca descrive la scalata al monte Ventoso con il fratello Gherardo, utilizzando l'ascesa come metafora di una crisi spirituale.
  • Sulla vetta, il poeta riflette sui dieci anni di vita trascorsi senza progressi spirituali, evidenziando il tema della crisi esistenziale.
  • La meditazione culmina nella lettura delle Confessioni di Sant’Agostino, rivelando il conflitto interiore di Petrarca tra desiderio di spiritualità e attaccamento ai piaceri terreni.
  • Francesco è descritto come indeciso rispetto al determinato Gherardo, la cui scelta di vita ecclesiastica sottolinea la crisi spirituale di Petrarca.

Origine e contesto della lettera

La lettera pare che sia stata scritta nel 1336, ma forse tale data è fittizia perché sarebbe stata rielaborata o addirittura composta 15 anni più tardi: essa fa parte del gruppo Familiares dell’Epistolario.

La scalata e il confronto interiore

Nella lettera, indirizzata ad un suo amico letterato e teologo, Petrarca descrive in prima persona (= narratore interno) la scalata del monte Ventoso (mont Ventoux, in francese), con suo fratello, Gherardo. La montagna si trova nella Vaucluse, poco distante da Avignone. Il poeta si era ritirato nella Vaucluse, disgustato dalla crescente corruzione della Curia papale avignonese.

Il testo può essere diviso in quattro parti (= quattro soliloqui):

1. la salita

2. la sosta sulla vetta in cui il poeta fa allusione ai precedenti 10 anni trascorsi inutilmente senza aver fatto progressi sulla via del bene

3. la sosta sulla vetta in cui i due giovani aprono a caso le Confessioni di Sant’Agostino

4. la discesa: la natura dell’uomo è tale che essi cercano fuori di sé quello che non possono trovare nel proprio animo

Per Petrarca, la salita rappresenta l’occasione per fare un esame di coscienza ed operare un confronto con suo fratello, di tutt’altra indole; si tratta di un’allegoria perché l’ascesa è il simbolo della crisi spirituale e la vetta da conquistare si oppone ai piaceri della vita terrena che frenano la salita.

Riflessioni sulla vetta

Francesco e Gherardo raggiungono la vetta e da qui ammirano il panorama: guardando le nubi , oltre ad alcune reminiscenze storiche, Petrarca ricorda di aver lasciato la vita da studente dieci anni prima (questo ci fa capire che la lettera sarebbe stata scritta nel 1336 poiché nel 1326, alla morte del padre, insieme al fratello, egli aveva lasciato Bologna, dove i due giovani seguivano gli studi giuridici, per stabilirsi ad Avignone, dove lo stesso anno aveva visto Laura). Egli si rammarica di non aver fatto progressi sulla via spirituale durante questi 10 anni per il raggiungimento del bene; da tale constatazione emerge il tema della crisi spirituale.

Meditazione e crisi spirituale

Nel momento di massima tensione della lettera cioè, il terzo soliloquio, inizia la meditazione vera e propria. Imitando Sant’Agostino che, aprendo la Bibbia a caso, aveva letto un passo di S.Paolo che invita a lasciare le cose immorali, i due fratelli decidono di leggere un passo delle Confessioni di Sant’Agostino; il libro viene aperto a caso al capitolo in cui il santo rimprovera coloro che pensano ai piaceri terreni anziché prestare la propria attenzione alla spiritualità. Il brano è utile per capire la personalità del Petrarca nel cui intimo è presente un continuo dissidio che egli non riesce mai a comporre, cioè vorrebbe amare Dio,ma non è capace di raggiungere tale obiettivo. Nel testo, Petrarca presenta il proprio dissidio interiore a metafore prese dalla guerra (campo….. lotta….dominio), una guerra che, però, è ancora in corso.

Differenze tra Francesco e Gherardo

Un aspetto molto importante della lettera è la differenza tra “l’eterno indeciso” che è Francesco e suo fratello Gherardo, dal carattere molto determinato; viene toccato un argomento essenziale per la vita di Petrarca che è la sua crisi spirituale. Tale crisi spirituale è dovuta appunto alla determinazione del fratello che aveva lasciato la vita mondana per entrare a far parte del mondo della Chiesa, mentre Francesco non è stato mai capace di prendere una decisione definitiva. Infatti Petrarca decise di entrare a far parte degli ordini religiosi minori, ma il suo attaccamento alle cose materiali era tale che ebbe due figli. Così l’ascesa al monte Ventoso rappresenta allegoricamente il percorso di vita ( = un viaggio fatto di sofferenze e di pericoli) che il poeta sente di aver vissuto, comprendendo che la vera beatitudine sta nella salvezza dell’anima che, nonostante gli sforzi e la sua tensione, non riesce a raggiungere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della scalata del monte Ventoso per Petrarca?
  2. La scalata rappresenta un'esperienza di esame di coscienza e un confronto interiore, simboleggiando la crisi spirituale del poeta e il desiderio di raggiungere il bene, opposto ai piaceri terreni.

  3. Come si sviluppa la meditazione di Petrarca durante la lettera?
  4. La meditazione culmina nel terzo soliloquio, dove Petrarca e Gherardo leggono a caso le Confessioni di Sant'Agostino, riflettendo sulla tensione tra i piaceri terreni e la spiritualità, evidenziando il dissidio interiore del poeta.

  5. Qual è il significato della vetta raggiunta da Petrarca e Gherardo?
  6. La vetta simboleggia un momento di riflessione e rammarico per il tempo trascorso senza progressi spirituali, evidenziando il tema della crisi interiore e la ricerca di una vita più significativa.

  7. In che modo la lettera mette in luce le differenze tra Francesco e Gherardo?
  8. La lettera evidenzia la determinazione di Gherardo, che ha scelto la vita religiosa, rispetto all'indecisione di Francesco, che non riesce a distaccarsi dalle cose materiali, rappresentando così due percorsi di vita opposti.

  9. Qual è il messaggio finale che Petrarca trasmette attraverso la sua esperienza di scalata?
  10. Il messaggio finale è che la vera beatitudine risiede nella salvezza dell'anima, un obiettivo che Petrarca sente di non riuscire a raggiungere nonostante i suoi sforzi e la sua tensione interiore.

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