Concetti Chiave

  • Il poeta riflette sul dolore causato dal ricordo di Laura, rappresentando la sua anima come un'entità in pena per il passato irrecuperabile.
  • La metafora del fuoco simboleggia la passione amorosa che causa sofferenza, con il ricordo di Laura che alimenta questa fiamma.
  • Petrarca esorta la sua anima a non rinnovare il dolore del passato, suggerendo di cercare una guida sicura verso una vita più serena.
  • Il sonetto evidenzia un contrasto tra Petrarca e Dante: mentre il primo deve dimenticare Laura per trovare la pace, il secondo cerca Beatrice in Paradiso.
  • La morte di Laura segna una desolazione nel mondo del poeta, rappresentata dall'assenza delle "soavi parole e dolci sguardi" che lo accompagnavano in vita.

Che fai? che pensi? che pur dietro guardi

nel tempo che tornar non pote omai,

anima sconsolata? che pur vai

giungnendo legno al foco ove tu ardi?

Le soavi parole e i dolci sguardi,

ch' ad un ad un descritti e depinti ài,

son levati de terra, ed è, ben sai,

qui ricercarli intempestivo e tardi.

Deh non rinovellar quel che n'ancide,

non seguir piú penser vago, fallace,

ma saldo e certo ch' a buon fin ne guide;

cerchiamo 'l ciel, se qui nulla ne piace,

ché mal per noi quella beltà si vide

se viva e morta ne devea tor pace.

[Il poeta si rivolge alla sua anima]

Indice

  1. Riflessioni sull'anima e il tempo
  2. Il ricordo di Laura e la sofferenza
  3. La morte di Laura e il vuoto
  4. Confronto tra Petrarca e Dante

Riflessioni sull'anima e il tempo

Che cosa fai? A che cosa pensi? Stai guardando continuamente

il tempo [l’epoca in cui Laura era ancora in vita] che ormai non può più tornare?

o anima disperata, che vai aggiungendo

legna al fuoco in cui e per cui tu ardi [l’anima, ricordando, non fa altro che accrescere la sofferenza]

Il ricordo di Laura e la sofferenza

Le soavi parole e i dolci sguardi,

che hai descritto uno per uno [Petrarca ricorda la sua attività poetica precedente],

non sono più di questo mondo; e come sai,

ricercarli qui è, ormai, troppo tardi.

Orsù, ti prego, non rinnovare ciò [il ricordo] che mi uccide;

non seguire più il pensiero [di Laura] oscillante e che ti porta all’errore,

bensì quello sicuro [fondato sulla ragione] e saldo che ci guida verso una giusta meta.

Cerchiamo il cielo, se su questa terra nulla ci piace;

perché una tale bellezza da noi fu vista per il nostra danno,

se in vita o da morta essa avesse potuto toglierci la pace.

La morte di Laura e il vuoto

Ormai Laura è ormai morta per cui il sonetto è stato composto fra il 1348 e il 1356: il Petrarca ripensa tutta la sua vita, tramite un dialogo interiore.

Il poeta si rivolge alla propria anima, come se chiedesse a se stesso, perché abbandoni i ricordi, da cui, ormai, non può trarre che dolore. Il continuo pensiero di Laura orma non serve più a nulla, perché essa non fa più parte di questo mondo. Ma mentre egli si esorta a dimenticarla, la sua fantasia la rievoca con nostalgia. La metafora del fuoco e della legna che viene aggiunta per mantenere vivida la fiamma è molto evocatrice: il fuoco è la passione amorosa che crea sofferenza, il ricordo è la legna che mantiene in vita la fiamma e quindi fa accrescere il dolore. La donna è però descritta vagamente (soavi parole, dolci sguardi) che potrebbe racchiudere dei significati più ampi quali il rimpianto della giovinezza, la fuga inesorabile del tempo, il concetto di vanità di ogni cosa terrena.

I versi 5-7, per accennare alla morte di Laura, utilizzano un’espressione molto significativa “Le soavi parole e i dolci sguardi…… son levati da terra”. Si tratta di un’espressione molto lieve che lascia trasparire desolazione, come se il mondo fosse ormai oscurato per mancanza della luce che irradiava la donna quando era in vita. Ma ci possiamo anche individuare un accenno alla beatitudine in cielo di Laura.

Se nelle due quartine, il poeta si si sente come smarrito di fronte ad immagini ormai lontane, nelle terzine, al posto di una malinconica tristezza subentra un ammonimento morale e la poesia è sostituita dall’esortazione religiosa. Infatti, dalle interrogazioni si passa a delle constatazioni. Nonostante ciò, il termine “cielo” del v. 12, acquista un valore poetico perché viene presentato come il conforto e la promessa di fronte al mondo che si identifica con il vuoto (= “se qui nulla ne piace”).

Confronto tra Petrarca e Dante

La lettura di questo sonetto ci rimanda inevitabilmente ad una situazione simile vissuta da Dante dopo la morte di Beatrice. Sia Laura ce Beatrice sono in Paradiso, sottratte entrambe dalla materialità del mondo. Tuttavia, Dante va in Paradiso per incontrarsi con Beatrice (profezia della Mirabile visione, alla fine della Vita nova): invece per il Petrarca, se vuole raggiungere il cielo deve dimenticare la donna ormai morta e Laura lo ha fatto soffrire sia in vita per l’amore non corrisposto, sia da morta, con il ricordo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del sonetto di Petrarca?
  2. Il sonetto esplora il dolore e la nostalgia del poeta per Laura, la cui morte ha lasciato un vuoto incolmabile, evidenziando la sofferenza causata dai ricordi e la difficoltà di abbandonarli.

  3. Come viene rappresentato il ricordo di Laura nel testo?
  4. Il ricordo di Laura è descritto come una fiamma che continua a bruciare, alimentata dalla legna dei ricordi, simbolizzando la sofferenza persistente che il poeta prova nel rievocarla.

  5. Qual è l'invito del poeta alla sua anima?
  6. Il poeta esorta la sua anima a non rinnovare il dolore del passato e a cercare una guida sicura e razionale, piuttosto che lasciarsi trasportare da pensieri nostalgici e illusori.

  7. In che modo il sonetto riflette la concezione della bellezza e della morte?
  8. La bellezza di Laura è vista come una fonte di dannazione, poiché la sua presenza in vita ha portato gioia, ma la sua assenza ha generato solo sofferenza, suggerendo che la bellezza può essere tanto un dono quanto una maledizione.

  9. Qual è la differenza tra la visione di Petrarca e quella di Dante riguardo alla figura femminile?
  10. Mentre Dante cerca di riunirsi con Beatrice in Paradiso, Petrarca deve affrontare la necessità di dimenticare Laura per poter aspirare al cielo, evidenziando un contrasto tra l'amore ideale e il dolore del ricordo.

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