Concetti Chiave

  • Il protagonista, Totò Merumeni, è un poeta meditativo che sceglie l'isolamento nella villa di famiglia per sfuggire al caos della vita moderna.
  • Gozzano esprime la concezione della vita come temporanea e decadente, influenzata dalla sua personale esperienza con la malattia e la morte.
  • La delusione amorosa trasforma Totò in un romantico disilluso, incapace di connettersi emotivamente con gli altri e rifugiatosi nella scrittura.
  • Il nome Totò Merumeni, che significa "punitore di se stesso", suggerisce un'ironia sulla sua esistenza isolata, criticata dai sostenitori di teorie come il superomismo.
  • Il testo esplora il tema della solitudine come rifugio e necessità per la riflessione, con un ambiente che invita alla contemplazione e alla tranquillità.

Totò Merumeni” è stato inserito come introduzione dell’ultima sezione, intitolata “Il reduce”, dell’opera “I colloqui”, è composto da quartine di settenari doppi a rima o alternata o incrociata, quindi segue i seguenti schemi rimici: ABAB e ABBA.

Solitudine e riflessione

Il protagonista, chiamato proprio Totò Merumeni, è un poeta meditativo, che decide di isolarsi consapevolmente nella villa di famiglia per rimanere lontano dalla città e da tutto il caos che essa comporta, in particolare nell’epoca moderna, nella sua solitudine lui può infatti godere della tranquillità necessaria per occuparsi allo studio e aspettare la morte nella più totale pace, le uniche distrazioni si trovano infatti nella fauna del suo giardino e le visite della giovane cuoca.

Gozzano e la concezione della vita

Non a caso, Gozzano soffriva da tempo di tisi e lui stesso nelle sue opere riversava la concezione della vita come qualcosa di temporaneo, e proprio tramite le sue parole cerca di esorcizzare la dolorosa morte che gli sarebbe inevitabilmente capitata, in questo testo in particolare si trova un generale clima decadente, evidenziato dalla presenza della madre inferma, la “prozia canuta” e “lo zio demente”.

Delusione e isolamento

L’allontanamento dalla civiltà risulta quindi funzionale all’attesa della morte, la persona di Totò appare infatti profondamente sconfortato dai suoi simili, come una sorta di romantico deluso, infatti Gozzano ricorda “Totò non può sentire le fonti prime del sentimento” e l’amore, da cui il protagonista era stato disilluso, diviene dunque un “lento male indomo”. L’autore sembra però voler far intendere che Totò in realtà sia diventato così e che prima fosse molto più aperto alle esperienze del mondo e alla vita di relazione, sembra quindi che abbia acquisito questa natura da eremita solo successivamente alle grande delusioni che la sua esistenza gli aveva riservato. Di fronte a questo scenario destinato a deteriorare sempre di più, l’unico vero rimedio è la “fiorita d’esili versi consolatori”, quindi la scrittura, proprio come avveniva per Gozzano nella sua vita reale privata.

Il significato del nome Totò

Il nome del protagonista deriva inoltre dalla commedia di TerenzioHeautontimoroumenos” che significa letteralmente “punitore di se stesso”, questa assegnazione sembra avere in realtà una valenza ironica, come se il suo nome fosse stato dato infatti dai tipici sostenitori della teoria superomismo o del darwinismo, che condannavano e giudicavano come essenzialmente debole un tipo di esistenza isolata dal resto del mondo come quella del protagonista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della scelta di isolamento del protagonista Totò Merumeni?
  2. Totò Merumeni decide di isolarsi nella villa di famiglia per sfuggire al caos della città e trovare la tranquillità necessaria per riflettere e studiare, aspettando la morte in pace, come evidenziato nel testo.

  3. Come si riflette la concezione della vita di Gozzano nel personaggio di Totò?
  4. Gozzano, affetto da tisi, esprime attraverso Totò una visione della vita come temporanea e segnata dalla delusione, evidenziando un clima decadente e la ricerca di conforto nella scrittura, come nel suo stesso vissuto.

  5. Qual è l'ironia dietro il nome Totò Merumeni?
  6. Il nome Totò, che significa "punitore di se stesso", suggerisce un'ironia rispetto alla visione darwinista che giudica l'isolamento come debolezza, mentre in realtà rappresenta una scelta consapevole del protagonista di allontanarsi dalla società.

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