Concetti Chiave
- Il componimento "L’amica di nonna Speranza" utilizza distici novenari e ottonari con schema rimico ABBA, riflettendo il viaggio nel tempo come alternativa alla realtà di Gozzano.
- Gozzano vede nell'arte, in particolare nella fotografia, un modo per sfuggire alla morte e immagina una rinascita che gli avrebbe garantito più anni di vita.
- L'ironia di Gozzano emerge come meccanismo di difesa, manifestandosi attraverso un sorriso che rivela la sua consapevolezza delle limitazioni umane.
- Il salotto ottocentesco è descritto con attenzione ai dettagli e rappresenta un mondo di sentimenti nostalgici, nonostante il kitsch dell'arredamento.
- Il componimento evidenzia un contrasto tra il "cattivo gusto" degli oggetti e il ricordo di un passato caratterizzato da buoni sentimenti e patriottismo.
Il Viaggio nel Tempo di Gozzano
Il componimento “L’amica di nonna Speranza” presenta distici di versi doppie solitamente novenari o ottonari che seguivano lo schema rimico a chiasmo di ABBA, venne inserito nell’opera “La via del rifugio” e datato 28 giugno 1850, con l’iscrizione “alla sua speranza la sua Carlotta”. Come spesso avviene nella letteratura di Guido Gozzano, sia lui che il lettore, vengono catapultati in un viaggio nel tempo come un’alternativa alla contemporaneità mai effettivamente accettata, ma anche come una possibile soluzione al terribile e precoce destino che gli era stato precluso dalla malattia dai cui lui era afflitto, ovvero la tisi, questo appare evidente nell’uso di verbi come “rinasco”.
L'Arte come Evasione dalla Morte
Rinascere nel 1850 infatti avrebbe significato per lui che la vita gli avrebbe preservato ancora trent’anni, inoltre attraverso l’arte, in particolare la tecnica della fotografia, pensa anche alla possibilità di eludere quella compagna di vita che era per lui la morte e che lo eludeva dal vivere al completo ogni giorno.
L'Ironicità di Gozzano
Ovviamente questo viaggio avviene in maniera consapevole, Gozzano non riesce infatti ad abbandonarsi completamente in questa illusione, e lo si nota nel lieve sorriso che emette, come una sorta di meccanismo di difesa, coprendo la propria impossibilità e limitatezza umana con un’ironia.
Il Salotto Ottocentesco
Tuttavia, si cala comunque in maniera perfetta nel ruolo, in particolare descrive con perfetta maniacalità il salotto ottocentesco tipico della società sabauda, in cui è ambientato il componimento, e seguendo lo stile del tempo si nota la presenta imponente del kitsch: “i frutti di marmo sotto le campane di vetro”, “scrigni fatti di valve”, “scatole senza confetti”, “sedie parate a damasco” e anche gli innovativi “dagherrotipi”.
Nostalgia e Buoni Sentimenti
Ovviamente viene rievocato uno stile spesso considerato negativamente ma che Gozzano conclude con l’aggettivo “buono”, in quanto, seppur di cattivo gusto, questo arredamento prevedeva infatti comunque il ricordo passato di un mondo di buoni sentimenti guardato con nostalgia. Come si può notare nell’evocazione patriottica dettata dalla presenza dei busti del piemontese Vittorio Alfieri, oppure le tele di Massimo D’Azeglio primo ministro di Vittorio Emanuele II, e infine la veduta “a musaici” di Venezia. Ma ci sono anche segni di un cambiamento stilistico, evidente nel “pessimo gusto” di oggetti, la cui numerosità viene presentata al lettore tramite un’enumerazione frequente che denota il sovraffollamento della stanza.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del viaggio nel tempo nel componimento di Gozzano?
- In che modo Gozzano utilizza l'arte per affrontare la morte?
- Come viene descritto il salotto ottocentesco nel componimento?
Il viaggio nel tempo rappresenta un'alternativa alla contemporaneità e una possibile fuga dal destino infausto della malattia, come evidenziato dall'uso di verbi come "rinasco" nel testo.
Gozzano considera l'arte, in particolare la fotografia, come un mezzo per eludere la morte, permettendogli di vivere più intensamente, nonostante la consapevolezza della sua condizione.
Il salotto ottocentesco è descritto con maniacalità, evidenziando elementi kitsch e nostalgici, come i "frutti di marmo" e i "dagherrotipi", che riflettono un mondo di buoni sentimenti, nonostante il pessimo gusto degli oggetti.