Concetti Chiave
- La rivoluzione industriale in Italia è avvenuta dopo il Diciannovesimo secolo, con un boom economico significativo nel secondo dopoguerra che ha trasformato i centri urbani.
- Negli anni cinquanta emerge la letteratura di fabbrica, riflettendo i mutamenti sociali e le esperienze delle piccole e medie imprese.
- Il romanzo "Calzolaio di Vigevano" di Lucio Mastronardi illustra il passaggio da lavoro artigianale a produzione industriale, evidenziando le sfide affrontate dai lavoratori.
- La letteratura di fabbrica mette in luce le difficili condizioni di lavoro degli operai, costretti a turni lunghi e a vivere in condizioni precarie.
- Opere come "Il primo maggio" di Edmondo de Amicis e "Il capofabbrica" di Romano Bilenchi offrono uno spaccato della realtà operaia, ma non sono state ampiamente riconosciute in Italia.
La Rivoluzione Industriale in Italia
La rivoluzione industriale è un processo di enorme sviluppo economico e sociale che si è sviluppato in Inghilterra a partire dall’inizio del Diciannovesimo secolo, tuttavia arrivò in Italia molto tempo dopo, la penisola rimase infatti per diverso tempo ancora un paese strettamente agricolo e rurale. Il vero e proprio boom economico che portò ad una crescita esponenziale arrivò nel nostro paese solamente nel secondo dopoguerra e durò più o meno per due decenni, dando luogo anche ad una profonda trasformazione dei centri urbani.
Letteratura di Fabbrica e Mutamenti Sociali
Questo indusse dunque anche mutamenti sociali e il mondo della letteratura non venne sicuramente escluso, infatti cominciò a sorgere il filone della letteratura di fabbrica già verso la metà del secolo, quindi negli anni cinquanta. Ci sono alcuni romanzi che si focalizzano sulle realtà delle piccole medie imprese, ancora particolarmente redditizie e diffuse, un esempio chiaro di questa tipologia è sicuramente “Calzolaio di Vigevano” di Lucio Mastronardi, pubblicato nel 1959.
In quant’opera viene raccontata l’esperienza di un ciabattino che vive il miracolo economico: è costretto a passare dalla bottega alla produzione seriale, questo passaggio per lui coincide con un duro lavoro che lo conduce a mettersi in società con un altro calzolaio per costruire piano piano una fabbrica e quindi diventare lui stesso un industriale.
Condizioni dei Lavoratori e Letteratura
Il genere della letteratura di fabbrica, oltre alla trasformazione di questi self made men, si concentra anche sulla condizione dei lavoratori operai, la rivoluzione industriale aveva infatti portato ad un grave danneggiamento ai diritti di coloro che lavoravano in fabbrica, costretti a turni di dieci o dodici ora di fila e senza una paga adeguata che li costringeva a sopravvivere a malapena in condizioni terribili, solitamente in piccoli appartamenti che condividevano con altre persone e in cui la pulizia rimaneva un optional, dando quindi spazio a malattie per una diffusione rapida. Nella letteratura italiana ci furono in particolare alcuni esempi che descrivevano la terribile situazione degli operai, tra questi esempi spiccano sicuramente “Il primo maggio” di Edmondo de Amicis, pubblicato già nel 1889, “Tre Operai” di Carlo Bernari, pubblicato nel 1934 oppure ancora “Il capofabbrica” scritto da Romano Bilenchi nel 1935. A differenza però di paesi come l’Inghilterra, in Italia questi esempi di letteratura che fornisce un punto di vista innovativo e moderno, non vennero particolarmente apprezzati e quindi rimangono solo esempi sporadici.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il periodo di maggiore sviluppo economico in Italia durante la Rivoluzione Industriale?
- Come ha influenzato la Rivoluzione Industriale la letteratura italiana?
- Quali sono le condizioni di lavoro descritte nella letteratura di fabbrica?
Il vero e proprio boom economico in Italia si è verificato nel secondo dopoguerra, durando per circa due decenni e portando a una profonda trasformazione dei centri urbani.
La Rivoluzione Industriale ha dato origine al filone della letteratura di fabbrica, che ha iniziato a emergere negli anni cinquanta, con opere che raccontano le esperienze dei lavoratori e le trasformazioni sociali, come "Calzolaio di Vigevano" di Lucio Mastronardi.
La letteratura di fabbrica evidenzia le gravi condizioni dei lavoratori, costretti a turni estenuanti e a vivere in situazioni precarie, come descritto in opere come "Il primo maggio" di Edmondo de Amicis e "Tre Operai" di Carlo Bernari.