Concetti Chiave
- Italo Svevo, nato a Trieste nel 1861, sviluppa la sua formazione culturale attraverso la lettura di autori classici e moderni, rifugiandosi nella biblioteca civica dopo un’esperienza lavorativa opprimente.
- Il suo pseudonimo combina elementi della cultura italiana e tedesca, mentre la sua origine ebraica influisce sulla creazione del personaggio dell’inetto, riflettendo la condizione dell’ebreo nella civiltà europea.
- La narrazione di Svevo, in particolare nel romanzo "La coscienza di Zeno", utilizza il flusso di coscienza e l'ironia oggettiva, rendendo l'opera accessibile e riflessiva sulla vita quotidiana.
- Alfonso Nitti, protagonista di un romanzo, cerca di sfuggire alla sua vita opprimente attraverso la letteratura, mentre Emilio Brentani vive un conflitto tra inettitudine e desiderio, culminando in una profonda crisi personale.
- Zeno Cosini, nel suo racconto autobiografico, esplora la sua psiche e salute mentale sotto la guida di un psicoanalista, evidenziando la diffidenza di Svevo verso i medici e il loro approccio terapeutico.
Le origini e la formazione culturale
Nasce a Trieste nel 1861 da un’agiata famiglia borghese la quale lo indirizza verso studi commerciali.
Dopo il fallimento dell’attività del padre, nel 1880 sperimenta la declassazione e l’esperienza lavorativa presso una banca di Vienna, affiliata a Trieste.
Desidera però fuggire dalla condizione opprimente del lavoro, rifugiandosi presso la biblioteca civica dove studia Goethe, Schiller, Heine, i classici italiani e francesi, Joyce (che sarà anche suo insegnante di inglese e amico), Sterne, Swift e Dickens dai quali prenderà l’umorismo.
Non compie quindi il classico percorso letterario seppur scrisse quasi per tutta la vita (si allontana dalla scrittura per un lungo periodo dopo la pubblicazione di “Senilità”).
L'incontro con la psicoanalisi e Freud
Quando conosce Livia Veneziani, sua cugina, se ne innamora e dopo il matrimonio prende parte agli affari della ricca famiglia Veneziani.
Tramite il cognato viene a conoscenza di Freud e della sua psicoanalisi, largamente sfiduciata da Svevo come forma di terapia.
Il nome Italo Svevo è in realtà uno pseudonimo letterario che converge le due identità dell’autore: Italo per la cultura italiana e Svevo per quella tedesca.
Le sue origini religiose ebraiche gli permettono inoltre di sviluppare il personaggio dell’inetto: rappresentazione anche della condizione dell’ebreo nella civiltà europea. Muore a Motta di Livenza nel 1928.
L'influenza della filosofia e della letteratura
Si impegna anche negli studi filosofici e in particolare quelli di Schopenhauer (rinuncia alla volontà di vivere), Nietzsche (pluralità degli stadi in divenire del soggetto), Darwin (l’evoluzione della specie) e Marx (lotta di classe e formazione di un pensiero dato il contesto).
La tecnica narrativa e l'ironia
La tecnica narrativa presente nel romanzo “La coscienza di Zeno” è molto simile all’ “Ulisse” di Joyce seguendo cioè il così detto flusso di coscienza o stream of consciousness.
Utilizza poi l’ironia oggettiva per spiegare in modo oggettivo una scena che fa riflettere il lettore sulla sua comicità.
La lingua invece risente dell’influenza tedesca e del dialetto triestino.
Il titolo originale è “Un inetto” ma fu rifiutato perché poco accattivante. La soluzione scelta indica però la neutralità dell’opera sottolineando una vita come tante e suggerendo l’assenza di eroi.
Il protagonista Alfonso Nitti
Alfonso Nitti è il protagonista. Orfano di padre è deciso a trasferirsi a Trieste per lavorare presso la banca Maller. Anche lui come l’autore Svevo trova il lavoro in banca una forma di oppressione, dalla quale sogna di fuggire attraverso la letteratura e la gloria da essa ottenuta.
L’occasione di riscatto arriva con l’invito del direttore Maller a casa sua. Qui incontra Annetta che seduce e possiede, senza però giungere al salto di classe attraverso il matrimonio, e Macario visto da Alfonso come un modello da seguire.
Per scampare al matrimonio decide di fuggire da Trieste, dove poi ritornerà in seguito alla morte della madre. Qui decide di rinunciare e contemplare la lotta alla vita, ma la relazione tra Annetta e Macario gli causa una profonda gelosia e una serie di atti fraintendibili lo porteranno a uno scontro.
Alfonso vede quindi nella morte l’unica via di scampo.
Il titolo originale era “Il carnevale di Emilio” perché ad un breve momento di felicità e gioventù si sostituisce la realtà squallida fatta di dolore e noia. Fu sostituito da “Senilità” che significa “vecchiaia”.
Emilio Brentani e la sua senilità
Emilio Brentani è il protagonista del romanzo rappresenta l’eroe inetto per quanto riguarda il lavoro modesto presso una società di assicurazioni, la scarsa fama data da un romanzo pubblicato e l’amore. Vive con la sorella Amalia e l’amico Stefano Balli che rappresentano i suoi modelli genitoriali. Per soddisfare la sua vita mediocre, Emilio decide di sedurre Angiolina che si rivela però l’antagonista una volta che se ne innamora involontariamente. Altro antagonista per Emilio si rivela essere Stefano il quale suscita in lui la gelosia per la sorella (morirà dopo la cacciata di Stefano) e per la stessa Angiolina dal quale è ormai dipendente. Il tradimento e la morte della sorella lo riportano nel suo stato di inettitudine e ad abbandonare la gioventù provata con Angolina per rinchiudersi nella sua senilità. Fonde infine nei suoi sogni le due figure femminili che hanno rappresentato la sua gioventù per creare il simbolo della sua utopia socialista.
Zeno Cosini e la psicoanalisi
La coscienza di Zeno Cosini è la protagonista del romanzo. Essa si racconta attraverso l’autobiografia dello stesso Zeno su consiglio del Dottor S., psicanalista da cui è in cura, con scopo terapeutico. Questi pubblicherà gli scritti per vendicarsi del paziente che si è sottratto alla cura prima del solito (spiegato nell’ultimo capitolo).
Già dalla prefazione del romanzo si intuisce la diffidenza dello stesso Svevo nei confronti dei medici, i quali vengono visti negativamente durante tutto il racconto.
Zeno sceglie di scrivere in nuclei tematici che rappresentano parti della sua vita che hanno influenzato la sua salute mentale e fisica (inetto).
La narrazione è in prima persona e fa capire la soggettività del racconto come viene anche confermato dallo stesso Dottor S. (“ verità o bugie che egli ha qui accumulate”) ed è raccontato in un mondo che ricorda il flusso di coscienza di Joyce (tempo misto, struttura spezzata e associazione di idee della psiche).
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini culturali di Italo Svevo?
- Come influisce la psicoanalisi sulla vita e l'opera di Svevo?
- Qual è la tecnica narrativa utilizzata in "La coscienza di Zeno"?
- Chi è il protagonista di "Senilità" e quali sono le sue caratteristiche?
- In che modo Zeno Cosini affronta la sua psicoanalisi nel romanzo?
Italo Svevo nasce a Trieste nel 1861 in una famiglia borghese e, dopo il fallimento dell'attività paterna, si dedica a studi commerciali, ma trova rifugio nella letteratura, studiando autori come Goethe, Schiller e Joyce.
Svevo, dopo il matrimonio con Livia Veneziani, entra in contatto con Freud e la psicoanalisi, ma la considera una forma di terapia poco efficace. Le sue origini ebraiche influenzano la creazione del personaggio dell'inetto, simbolo della condizione dell'ebreo in Europa.
La tecnica narrativa di Svevo in "La coscienza di Zeno" è simile al flusso di coscienza di Joyce, utilizzando l'ironia oggettiva per riflettere sulla comicità delle situazioni, con una lingua influenzata dal tedesco e dal dialetto triestino.
Emilio Brentani, protagonista di "Senilità", è un eroe inetto che vive una vita mediocre, seducendo Angiolina ma trovandosi in conflitto con la gelosia e la perdita, che lo riportano alla sua inettitudine e alla rinuncia alla gioventù.
Zeno Cosini, protagonista de "La coscienza di Zeno", scrive la sua autobiografia su consiglio del Dottor S., rivelando la sua diffidenza verso i medici e utilizzando una narrazione in prima persona che riflette la soggettività e il flusso di coscienza.