Concetti Chiave

  • L'avanguardia futurista, fondata da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, utilizzò i manifesti come principale mezzo di comunicazione per le proprie idee artistiche e culturali.
  • Le raccolte dei manifesti futuristi includono tre edizioni: la prima a Firenze nel 1914, la seconda a Milano nel 1917 e la terza a Milano nel 1919, con Marinetti come figura centrale.
  • I manifesti non trattavano solo dell'arte, ma affrontavano anche tematiche come cibo, moda, guerra e modernità, tutti con un forte impatto politico.
  • Lo stile del futurismo si distingue per un approccio unitario, polemico e scandaloso, in contrasto con altre avanguardie che si concentravano su ambiti culturali e artistici.
  • I manifesti futuristi hanno contribuito a diffondere l'ideologia futurista in Europa, ispirando anche altri movimenti avanguardistici emergenti.

L'Influenza dei Manifesti Futuristi

Nel corso della sua permanenza in ambito artistico, l’avanguardia futurista diventò promotrice di diversi manifesti, se infatti nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicò sulla rivista francese “Le Figarò” l’edizione ufficiale della nuova avanguardia, gli anni successivi videro l’introduzione di altri manifesti scritti da altri componenti del gruppo, specialmente nel primo decennio di vita del gruppo, considerato comunemente il più fecondo. Il manifesto diventò dunque per i futuristi la principale via per comunicare le proprie idee e la propria azione culturale, ispirando poi anche le altre avanguardie che cominciavano a diffondersi in tutto il continente europeo, appartiene però comunque a Marinetti la capacità e il merito di aver saputo conferire al manifesto la dignità tale da essere considerato un vero e proprio genere letterario. In particolare, le raccolte dei manifesti futuristi furono tre:

    Le Raccolte dei Manifesti Futuristi

    1. La prima a Firenze del 1914 con “I Manifesti del Futurismo” con edizione di Lacerba;

    2. La seconda a Milano nel 1917 con “Noi futuristi” con Riccardo Quintieri Editore;

    3. La terza e ultima a Milano nel 1919 con “I manifesti del Futurismo” con l’Istituto editoriale italiano, questa raccolta in particolare venne divisa in quattro volumi per un totale di cinquantanove documenti, ovviamente scritti e redatti da diversi componenti del gruppo anche se Marinetti rimase sempre la principale mano e voce;

Tematiche e Stile del Futurismo

Oltre ai manifesti, il cui obiettivo principale era quello di fissare per il proprio gruppo ed esporre per i lettori le regole e le tecniche necessarie per i nuovi linguaggi artistici di letteratura, pittura, scultura, architettura, musica, teatro e cinema, ci furono anche altri documenti che si esprimevano su tematiche secondarie come il cibo (inventarono un pasticcio di diversi tipi di carni e formaggi), il vestiario, la moda (dettata per loro comunque da linee prettamente geometriche e razionali), la guerra, le macchine e la modernità in generale, tutte però sfociavano comunque in un panorama politico. Nonostante tutti questi manifesti si soffermassero su tematiche completamente diverse tra di loro e ragionassero su questioni apparentemente inconciliabili, è facile comunque percepire uno stile, uno spirito unitario e riconoscibile, tipico dell’avanguardie futuristica italiana. Questo spirito unitario risulta particolarmente evidente e percepibile nell’applicazione dei medesimi principi basilari della propria ideologia sempre seguendo uno stile che da sempre può essere considerato polemico, scandaloso e perentorio. A differenza delle altre avanguardie del tempo dunque, che tendevano a soffermarsi per definizione e ad intervenire in tutti gli ambiti strettamente culturali e artistici, il futurismo si distanzia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dei manifesti nel movimento futurista?
  2. I manifesti furono la principale via di comunicazione per i futuristi, permettendo di esporre le loro idee e azioni culturali, e conferendo al manifesto una dignità letteraria, come sottolineato da Marinetti.

  3. Quali sono le tre raccolte principali dei manifesti futuristi?
  4. Le tre raccolte principali sono: "I Manifesti del Futurismo" del 1914 a Firenze, "Noi futuristi" del 1917 a Milano, e "I manifesti del Futurismo" del 1919 a Milano, quest'ultima divisa in quattro volumi.

  5. Quali tematiche affrontano i manifesti futuristi oltre all'arte?
  6. Oltre all'arte, i manifesti trattano tematiche come il cibo, il vestiario, la moda, la guerra, le macchine e la modernità, tutte collegate a un panorama politico.

  7. In che modo si distingue il futurismo dalle altre avanguardie?
  8. Il futurismo si distingue per il suo stile polemico e perentorio, mantenendo un'unità di spirito e ideologia, a differenza delle altre avanguardie che si concentravano su ambiti culturali e artistici più ampi.

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