Concetti Chiave

  • L'autore trae analogie tra l'epoca medievale e quella contemporanea, evidenziando il senso di isolamento dell'uomo moderno, simile al guerriero invisibile chiuso nella propria armatura.
  • Agilulfo, il cavaliere inesistente, incarna la rigidità del dovere, mentre Gurdulù, il suo scudiero, rappresenta l'assenza di consapevolezza, creando un contrasto tra consapevolezza e corporeità.
  • Rambaldo simboleggia l'umanità intermedia, con difetti e virtù, alla ricerca di un significato e di una realizzazione personale in un contesto collettivo.
  • Suor Teodora e Bradamante, pur essendo la stessa persona, offrono un punto di vista critico e ironico sulla realtà, permettendo al lettore di riflettere su identità e ruolo sociale.
  • Calvino utilizza tecniche di accumulazione e iperbole per generare comicità, presentando situazioni caotiche come normali e mettendo in luce l'assurdità dei personaggi attraverso descrizioni esagerate.

Indice

  1. Analogie tra epoche
  2. Simbolismo dei personaggi
  3. Quali sono i contrasti tra Agilulfo e Gurdulù?
  4. Rambaldo e l'umanità intermedia
  5. Suor Teodora e Bradamante
  6. Comicità e tecniche narrative

Analogie tra epoche

Interessante è notare come l'autore si serva di alcune caratteristiche di quest'epoca così remota per suggerire analogie con l'età contemporanea, ricche di significati simbolici.

• Il guerriero invisibile, chiuso nella sua armatura, rimanda anche visivamente all'uomo moderno che, chiuso nella propria automobile, passa accanto agli altri uomini senza alcuna forma di comunicazione. Nella stessa direzione, l'armatura rappresenta simbolicamente il ruolo che spesso l'uomo si cuce addosso, fino a identificarsi totalmente con esso: perso il ruolo, tolta l'armatura, dell'uomo non rimane più nulla.

• Nel battesimo delle armi di Rambaldo possiamo riconoscere tracce di quel senso di straniamento provato dall'uomo contemporaneo rispetto ai comportamenti collettivi, di massa. Il giovane paladino, infatti, quando si rende conto che il nemico che vorrebbe uccidere, per vendicare suo padre, non è che un punto, una semplice "posizione" nell'esercito avversario, si sente smarrito. Sembra chiedersi: dove è il senso? Perché sono costretto a fare quello che fanno tutti gli altri? Ma io, che cosa voglio, veramente, per me?

Simbolismo dei personaggi

Nel romanzo anche i personaggi, così come l'ambientazione, possiedono un forte significato simbolico. Esso emerge chiaramente dal confronto fra i tre uomini d'arme, Agilulfo, Gurdulù e Rambaldo, al momento di seppellire i morti.

Agilulfo, il cavaliere inesistente che dà il titolo al romanzo, è descritto come un cavaliere così ligio al dovere e scrupoloso nel realizzarlo da non sembrare neanche vero, e infatti non lo è: non ha corpo ed esiste solo come voce e per forza di volontà.

Nella sua metallica perfezione è simile più a un robot che a un uomo, eppure a volte si sorprende a rimpiangere una «carcassa», a invidiare gli uomini «esistenti» e qui Calvino intende lanciare una provocazione al lettore per la loro capacità di dare alla realtà «una impronta particolare», che troppo spesso, però, è lasciata al caso e non Viene valorizzata .

Quali sono i contrasti tra Agilulfo e Gurdulù?

Gurdulu, lo scudiero di Agilulfo, è uomo in carne e ossa, eppure non ha alcuna consapevolezza di sé e della propria esistenza. La contrapposizione tra i due personaggi non potrebbe essere altrettanto forte: tanto è consapevole del proprio ruolo Agilulfo e inconsistente fisicamente, tanto è inconsapevole Gurdulù («per nulla compreso della solennità del suo compito, fischia e canta») e interessato alla sola corporeità, come dimostra il suo incoerente apologo sul ciclo della morte e della vita. Si tratta dunque di due personaggi caratterizzati dai medesimi difetti: l'eccesso e l'unilateralità.

Rambaldo e l'umanità intermedia

Rambaldo rappresenta invece l'umanità intermedia, caratterizzata da piccoli difetti e mediocri virtù, che non ha perso ancora le speranze di «non sprecare nulla» di ciò che è e di ciò che potrebbe essere.

Suor Teodora e Bradamante

Per quanto riguarda Suor Teodora, altri non è che Bradamante, la donna guerriera il cui nome è una palese citazione delle eroine dell'Orlando innamorato e dell'Orlando furioso. Ella interpreta per tutto il romanzo un doppio ruolo, mostrandosi ora con l'identità di una suora, ora con quella della guerriera. Soltanto il finale svelerà che suor Teresa e Bradamante sono in realtà la stessa persona. Questo sdoppiamento, però, permette a Calvino di introdurre nel romanzo uno sguardo ironico, un punto di vista che pur essendo interno (Bradamante ha conosciuto direttamente i paladini e ha condiviso con loro diverse peripezie), si nutre del disincanto di chi si è ritirata dal mondo e adesso può osservarlo con occhi diversi, più lucidi e critici.

Comicità e tecniche narrative

Il romanzo è attraversato da una forte componente di comicità, spesso ottenuta raccontando cose assolutamente inconsuete o contraddittorie come se fossero del tutto normali e viceversa. Per ottenere questi effetti Calvino utilizza due tecniche, l'accumulazione e l'iperbole.

• Un esempio di accumulazione è rappresentato dall'introduzione di suor Teodora, che, parlando di sé e delle consorelle, afferma «si è ragazze di campagna, ancorché nobili, vissute sempre ritirate, in sperduti castelli e poi in conventi», ma si contraddice quando aggiunge «fuor che funzioni religiose, tridui, novene, lavori dei campi, trebbiature, vendemmie, fustigazioni di servi, incesti, incendi, impiccagioni, invasioni di eserciti, saccheggi, stupri, pestilenze, noi non si è visto niente». Mescolando vita monastica, pratiche liturgiche e azioni delittuose senza una coerenza, il discorso ottiene come effetto di far apparire come normale, come una realtà banale e quotidiana, lo stato di caos determinato della guerra.

• Un esempio di iperbole è rappresentato dalla descrizione dell'armatura di Rambaldo: la grande precisione e dovizia di dettagli è a tal punto esagerata da rendere quasi incredibile l'armatura, che pure era normale all'epoca. In questo modo la descrizione sottolinea l'aspetto assolutamente ridicolo del guerriero, che dovrebbe essere valoroso, ma che in realtà non riesce né a vedere fuori dall'elmo né a girarsi senza colpire qualcuno con la lancia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali analogie emergono tra il guerriero invisibile e l'uomo moderno?
  2. L'autore utilizza il guerriero invisibile, chiuso nella sua armatura, per simboleggiare l'uomo moderno, anch'esso isolato nella propria automobile e privo di comunicazione con gli altri, suggerendo una perdita di identità al di fuori del proprio ruolo (come indicato nel testo).

  3. Qual è il significato del battesimo delle armi di Rambaldo?
  4. Il battesimo delle armi di Rambaldo riflette il senso di straniamento dell'uomo contemporaneo, che si interroga sul significato delle proprie azioni e sul proprio desiderio personale, in contrasto con le aspettative collettive (come descritto nel testo).

  5. In che modo Agilulfo e Gurdulù rappresentano due aspetti opposti dell'esistenza?
  6. Agilulfo è un cavaliere scrupoloso e consapevole del proprio ruolo, ma privo di corpo, mentre Gurdulù, pur essendo fisicamente presente, è inconsapevole di sé e della sua esistenza, evidenziando così i difetti dell'eccesso e dell'unilateralità (come spiegato nel testo).

  7. Qual è il ruolo di Suor Teodora nel romanzo?
  8. Suor Teodora, che è in realtà Bradamante, incarna un doppio ruolo di suora e guerriera, permettendo a Calvino di offrire uno sguardo ironico e critico sulla realtà, frutto dell'esperienza di chi si è ritirato dal mondo (come indicato nel testo).

  9. Quali tecniche narrative utilizza Calvino per creare comicità nel romanzo?
  10. Calvino impiega l'accumulazione e l'iperbole per generare comicità, mescolando elementi inconsueti e contraddittori per far apparire situazioni caotiche come normali, e descrivendo in modo esagerato l'armatura di Rambaldo per evidenziare il ridicolo del guerriero (come descritto nel testo).

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