Concetti Chiave
- Il Lago di Como è descritto con dettagli che enfatizzano la sua forma a "y" e il contesto storico con la presenza di soldati spagnoli a Lecco.
- Don Abbondio incontra due bravi, guardie del corpo, che lo minacciano riguardo al matrimonio tra Renzo e Lucia, rivelando la loro connessione con Don Rodrigo.
- Il carattere di Don Abbondio è rappresentato come codardo e opportunista, che preferisce evitare conflitti schierandosi con i più potenti per proteggere se stesso.
- Don Abbondio cerca di mantenere la calma di fronte alle minacce, ma alla fine cede, promettendo di non celebrare il matrimonio sotto pressione dei bravi.
- Il parroco si confida con Perpetua, che lo rimprovera per non aver affrontato i bravi, suggerendogli di contattare l'arcivescovo, ma Don Abbondio dubita dell'efficacia di questa azione.
Descrizione del Lago di Como
Il capitolo inizia con una descrizione estremamente dettagliata del luogo in cui ci troviamo: il lago di Como, che ha la forma di un “y” a testa in giù. Manzoni ne descrive il paesaggio poi inizia a raccontare di un borgo di Lecco dove vi abitano dei soldati spagnoli con il loro comandante. Usando frasi ironiche Manzoni ci riferisce il comportamento scorretto dei soldati.
Incontro con i Bravi
Passa poi a parlare di strade e si sofferma su una in particolare: quella in cui vi sta camminando tranquillamente Don Abbondio, tenendo in mano un breviario. Il parroco imbocca una via e, dando un'occhiata al tabernacolo, rimase sorpreso nel vedere due uomini con due pistole attaccate alla cintura. Quei due uomini erano dei bravi: guardie del corpo di persone ricche e nobili che venivano utilizzati per ottenere con la forza quello che desideravano i loro capi.
Nel corso degli anni si sono susseguite infinite gride (leggi contro i vagabondi e bravi) ma non sono servite a nulla. I bravi stavano aspettando qualcuno, e quel qualcuno era proprio Don Abbondio, perché quando lo videro, si scambiarono un cenno d'intesa e gli andarono incontro.
Don Abbondio, mentre cercava di apparire tranquillo, pensava a tutte le possibilità che aveva per riuscire a scappare, ma vi rinuncia poiché anche se avesse iniziato a correre, lo avrebbero raggiunto sicuramente.
Minaccia di Don Rodrigo
Don Abbondio si trovò difronte ai due uomini e inizia a parlare con loro: uno dei bravi, rimproverandolo, gli chiede se ha intenzione il giorno seguente di celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Don Abbondio cerca di dare la colpa ai ragazzi e un bravo, con tono di comando, gli dice che questo matrimonio non si farà né domani né mai. Il parroco vuole farli ragionare ma i bravi lo minacciano. Rivelano poi di essere sotto il comando di Don Rodrigo e appena Don Abbondio sentì quel nome, fece per istinto un gran inchino e dice ai bravi che rispetterà gli ordini. I due bravi, compiuto il loro incarico, se ne andarono e Don Abbondio riprese la strada che lo portava a casa.
Carattere di Don Abbondio
Manzoni descrive con una metafora il carattere di Don Abbondio. Parte poi una digressione storico-sociale riguardo le leggi che venivano emanate ma non rispettate, poiché coloro che avrebbero dovuto farle rispettare venivano corrotti e c'era la possibilità di sfuggire alle punizioni per non aver ubbidito a esse.
Manzoni riprende poi a parlare del parroco con una litote (figura retorica per dire delle qualità spiacevoli, ammorbidire la verità) ovvero “Non era nato con un cuor di leone” il che voleva dire che era codardo. Don Abbondio in quella società era come l'anello debole della catena. Quando i suoi parenti gli avevano consigliato di diventare prete, lui aveva ubbidito perché far parte del clero gli garantiva una certa sicurezza. Però non lo proteggeva da qualsiasi cosa quindi il suo sistema consisteva nell'evitare tutti gli ostacoli e cedere a quelli che non poteva evitare. E se, per esempio, due persone litigavano, lui si schierava dalla parte del più potente e lo difendeva anche se compieva dei soprusi.
Confessione a Perpetua
A Don Abbondio torna in mente l'incontro con i bravi e pensa a cosa può fare, ma sa che a ogni modo dovrà dare delle spiegazioni perché Renzo è uno che non si manda via con un semplice no, si fa rispettare. Il parroco si pente poi di non aver detto ai bravi di andare a parlare direttamente con Renzo e Lucia.
Giunge poi a casa e quando entra chiama Perpetua, la sua serva fedele che, appena lo vede, gli chiede cosa è successo. Don Abbondio le dice che non è successo niente, ma lei non ci crede. Dice poi che andrà a chiedere in giro cosa è accaduto e, sentendo queste parole, Don Abbondio si spaventa.
Decide di raccontagli la verità, solo dopo aver fatto giurare parecchie volte a Perpetua di non farne parola con nessuno, visto che era pettegola. Lei gli consiglia allora di scrivere una lettera all'arcivescovo, ma il parroco sa che non servirebbe a nulla.
Perpetua lo rimprovera perché se avesse risposto ai bravi, non sarebbe in questa situazione.
Don Abbondio capisce che dovrà pensarci da solo e mentre va nella sua camera si mette un dito sulla bocca e si gira verso Perpetua per dirle di non parlare.
Domande da interrogazione
- Qual è la forma del Lago di Como e come viene descritto da Manzoni?
- Chi sono i bravi e quale ruolo svolgono nella storia?
- Qual è la reazione di Don Abbondio di fronte alla minaccia dei bravi?
- Come viene descritto il carattere di Don Abbondio?
- Qual è il consiglio di Perpetua a Don Abbondio e come reagisce lui?
Il Lago di Como ha la forma di uno "y" a testa in giù e Manzoni ne offre una descrizione dettagliata, evidenziando il paesaggio circostante e il borgo di Lecco, dove risiedono soldati spagnoli.
I bravi sono guardie del corpo di nobili e usano la forza per ottenere ciò che desiderano. Don Abbondio incontra due di loro mentre cammina e si rende conto della loro minaccia.
Don Abbondio, pur cercando di apparire tranquillo, è spaventato e decide di non scappare, accettando infine gli ordini dei bravi, che sono sotto il comando di Don Rodrigo.
Manzoni descrive Don Abbondio come codardo, usando la litote "Non era nato con un cuor di leone", evidenziando la sua tendenza a evitare conflitti e schierarsi con i più potenti.
Perpetua consiglia a Don Abbondio di scrivere una lettera all'arcivescovo, ma lui sa che non servirebbe a nulla. Alla fine, decide di non rivelare nulla a nessuno e riflette sulla situazione da solo.