Concetti Chiave
- Renzo e Lucia, protagonisti de I promessi sposi, rappresentano il popolo italiano del '600, su uno sfondo storico verosimile.
- Manzoni innovò la lingua italiana scrivendo un'opera accessibile a tutti, contrastando l'uso elitario della letteratura del tempo.
- Il romanzo segna l'inizio del romanticismo moderno europeo, differenziandosi per l'approccio dal punto di vista del popolo.
- Il narratore onnisciente interagisce con il lettore, offrendo commenti ironici e mantenendo un forte punto di vista morale e giustizialista.
- Manzoni si ispira a Walter Scott, ma differenzia il suo racconto enfatizzando la vita quotidiana e le ingiustizie sociali.
Chi sono i protagonisti e qual è il contesto storico?
Renzo e Lucia sono i protagonisti del romanzo storico. Essi non sono realmente esistiti, ma si muovono su uno sfondo storico del '600 italiano (vero storico). I promessi sposi vedono due grandi edizioni: quella del 1827 e del 1840 (ventisettana e quarantana). Essi sono la riscrittura di un romanzo precedente di Manzoni intitolato Fermo e Lucia (1821).
La vicenda tragica viene narrata dal punto di vista dei protagonisti che, per la prima volta, appartengono al popolo (popolani). Esso è il primo romanzo dell’800 italiano, da quindi il via alla nascita del romanzo del romanticismo moderno europeo.
Manzoni si ispira alle opere di Walter Scott (inventore del romanzo storico, esso ambientava le sue opere nel medioevo). A sua differenza però Manzoni fa si che noi leggiamo l'opera dal punto di vista del popolo in quella realtà storica ('600).
Influenza e innovazione linguistica
La grande opera che fa Manzoni è determinare una lingua potenzialmente nazionale anti aulica e anti letteraria, vuole che la letteratura non sia solo un dominio di pochi, ma che sia comprensibile a tutti. Fino al '900 in ogni parte d'Italia si parla un dialetto diverso, un'unità linguistica è però presente nel linguaggio scritto. La prima 'lingua italiano' è il fiorentino illustre divulgato nel '300 da Dante, Petrarca e Boccaccio (Le Tre Corone).
Nel '500 con Pietro Bembo, abbiamo la 'Prose della volgar lingua': una politica linguistica che determina l'obbligo di scrivere nel linguaggio delle Tre Corone. Per questo Ariosto riscrive tre volte l'orlando furioso per adattarlo alla nuova riforma. Questa lingua è però accessibile solo ai ricchi. Manzoni scrive perciò i promessi sposi in una lingua accessibile da tutti. Dal 27 al 40 attua la 'risciacquatura in Arno' si trasferisce per un periodo a Firenze e studia la lingua che si parla effettivamente a Firenze creando così la 'lingua della quarantana' con la quale scrive i Promessi Sposi.
Narratore e struttura del romanzo
Il narratore dell'opera è onnisciente, interviene spesso nella narrazione tramite numerosi commenti spesso ironici. Esso ha un punto di vista fermo sulla moralità, sulla giustizia e sulla bontà, sta quindi dalla parte dei soprusi.
Nel '600 abbiamo uno dei periodi più bui della storia italiana: la pasta.
Nell'introduzione abbiamo un espediente letterario nel quale esso spiega di avere trovato un autografo di un anonimo seicentista che narra la storia di Renzo e Lucia il quale ha sentito la storia raccontata da Renzo. Trovato questo manoscritto esso decide di scrivere la storia.
Domande da interrogazione
- Chi sono i protagonisti de "I promessi sposi" e qual è il loro contesto storico?
- Qual è l'innovazione linguistica apportata da Manzoni?
- Qual è il ruolo del narratore nel romanzo?
- Qual è l'espediente letterario utilizzato nell'introduzione del romanzo?
I protagonisti del romanzo sono Renzo e Lucia, che si muovono su uno sfondo storico del '600 italiano. Sebbene non siano realmente esistiti, rappresentano il popolo e la loro vicenda segna l'inizio del romanzo del romanticismo moderno europeo (testo).
Manzoni ha creato una lingua potenzialmente nazionale, accessibile a tutti, contrastando l'uso elitario della letteratura. Ha scritto "I promessi sposi" in una lingua comprensibile, ispirandosi al fiorentino e attuando la 'risciacquatura in Arno' per perfezionare il suo stile (testo).
Il narratore è onnisciente e interviene frequentemente con commenti ironici, mantenendo un punto di vista fermo sulla moralità e la giustizia, schierandosi dalla parte dei soprusi (testo).
Nell'introduzione, il narratore afferma di aver trovato un autografo di un anonimo seicentista che racconta la storia di Renzo e Lucia, dando così un contesto storico e una dimensione di autenticità alla narrazione (testo).