Concetti Chiave
- Machiavelli nasce a Firenze nel 1469 in una famiglia di ceto medio, influenzato dalla cultura classica e dalla politica locale.
- Durante la sua carriera, diventa segretario della seconda cancelleria fiorentina e ricopre vari incarichi diplomatici, incluso quello presso Cesare Borgia.
- Dopo l'arresto e l'esilio forzato nel 1512, Machiavelli scrive "Il Principe", un'opera che riflette sulle strategie di potere e governo.
- "Il Principe" analizza la necessità di avere eserciti personali e il ruolo della fortuna, presentando un modello di principe pragmatico e autonomo.
- Inizialmente dedicato ai Medici, l'opera non ottiene il successo sperato, ma rappresenta una sintesi tra saggio e trattato politico.
Quali sono le origini e l'educazione di Machiavelli?
Machiavelli nasce a Firenze nel 1469, da una famiglia di ceto medio, da molto tempo impegnata in politica. Cresce in un ambiente colto, nella biblioteca di famiglia conosce i classici della storiografia latina (tra cui Tito Livio) che ispireranno successivamente alcune sue opere, come i "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio", e che citerà in altre, prima fra tutte "Il Principe".
Carriera politica e diplomatico
Durante l'ascesa di Girolamo Savonarola si avvicina alla parte aristocratica che ne provocherà la caduta; nel 1498, alla morte di Savonarola, Machiavelli viene nominato segretario della seconda cancelleria fiorentina. Riceve molti incarichi diplomatici, tra cui l'ambasceria presso Cesare Borgia nel 1502. Nello stesso anno inizia ad operare per dotare Firenze di un esercito proprio.
Esilio e scrittura de Il Principe
Nel 1512 i Medici riprendono il potere, e nel 1513, con l'accusa di aver congiurato contro il cardinale Giovanni de'Medici viene incarcerato. Viene però liberato poco tempo dopo con l'amnistia per l'elezione di Giovanni a Papa, con il nome di Leone X. Viene comunque confinato nella sua villa fuori da Firenze, lontano dalla politica, in quello che lui stessp definirà Otium forzato. Durante questo periodo si dedica alla scrittura del Principe, che annuncia a Francesco Vettori già in una lettera del 1513. Partecipa alle riunioni della giovane aristocrazia fiorentina, durante le quali legge bozze di quella che poi si trasformerà nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.
Opere e incarichi successivi
Nel 1520 viene rappresentata per la prima volta la Mandragola presso Leone X.
Nello stesso anno gli viene commissionata la composizione delle Istorie Fiorentine, presentate nel 1525 con meno successo di quanto sperato. Rientrato nel frattempo nelle grazie dei Medici, compie alcuni nuovi incarichi diplomatici, durante i quali incontra, tra gli altri, Guicciardini, ma nel 1527 (nello stesso anno del Sacco di Roma), i Medici cadono e Machiavelli muore.
Il contenuto de Il Principe
Inizialmente intitolato De Principatibus, viene dapprima indirizzato a Giuliano de'Medici, morto questo, dedicato al nipote, Lorenzo de'Medici.
L'obiettivo è ingraziarsi la prestigiosa famiglia fiorentina per poter tornare in politica, ma l'opera non viene particolarmente apprezzata.
E' una via di mezzo tra un saggio e un trattato, del primo ha la tensione argomentativa, del secondo l'intento espositivo.
Contenuto:
- strategie per acquisire e mantenere il potere all'interno di un principato, valutando la politica per come è e non per come dovrebbe essere (non si guarda ad un principe utopico ma ad un principe capace);
- tipologie di eserciti: l'argomento è al centro dell'opera, molto caro a Machiavelli, che riteneva necessario, per il buongoverno, l'arruolamento di eserciti personali, che permettessero di non affidarsi ad armi mercenarie.
- il ruolo della fortuna: è una componente esterna, imprevedibile (il fato). Influisce a metà sulle nostre azioni, sul resto la virtù. Quest'ultima comunque può prevalere, se si sfruttano le occasioni positive e si prevengono quelle negative.
- ritratto del principe: deve essere possibilmente un privato cittadino che conquista il potere autonomamente (un principe novo); deve essere sottratto a qualsiasi obbligo morale; deve agire per il bene dello stato.
- esempio del modello di principe: Cesare Borgia.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto familiare e culturale in cui cresce Machiavelli?
- Quali sono i principali incarichi politici di Machiavelli?
- Come influisce l'esilio sulla scrittura de "Il Principe"?
- Quali opere seguono la pubblicazione de "Il Principe"?
- Quali sono i temi principali trattati ne "Il Principe"?
Machiavelli nasce a Firenze nel 1469 in una famiglia di ceto medio, immersa nella politica. Cresce in un ambiente colto, influenzato dai classici della storiografia latina, che ispireranno le sue opere, come i "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" e "Il Principe".
Dopo la caduta di Savonarola, Machiavelli diventa segretario della seconda cancelleria fiorentina nel 1498 e riceve incarichi diplomatici, tra cui un'ambasceria presso Cesare Borgia nel 1502, e inizia a lavorare per dotare Firenze di un esercito proprio.
Dopo essere stato incarcerato e confinato nella sua villa dai Medici nel 1513, Machiavelli si dedica alla scrittura de "Il Principe", cercando di ingraziarsi la famiglia Medici per tornare in politica, nonostante l'opera non venga particolarmente apprezzata.
Dopo "Il Principe", nel 1520 Machiavelli presenta la "Mandragola" e nel 1525 le "Istorie Fiorentine", ma quest'ultima non ottiene il successo sperato. Rientra nelle grazie dei Medici e svolge nuovi incarichi diplomatici fino alla sua morte nel 1527.
"Il Principe" esplora strategie per acquisire e mantenere il potere, l'importanza di eserciti personali, il ruolo della fortuna e il ritratto ideale del principe, esemplificato da Cesare Borgia, evidenziando un approccio pragmatico alla politica.